Per sempre felici e contenti…o quasi

feliciecontenti

 

feliciecontenti 2

Steven e Jeffrey Alper li avevamo già conosciuti tempo fa, durante la lettura de “I dieci mesi che mi hanno cambiato la vita” di Jordan Sonnenblick.
Il primo lo ricordiamo appena adolescente, un ragazzo tranquillo, un batterista in erba chiamato a crescere velocemente, ad uscire dal guscio per farsi carico di eventi più grandi di lui. Il fratellino infatti – il secondo dei due – di appena cinque anni, si scoprì affetto da leucemia e tutta la famiglia fu sconvolta e dovette combattere con le implicazioni della malattia che, per fortuna, non risultò mortale per il bambino.

Con “Per sempre felici e contenti…o quasi” ci troviamo a otto anni di distanza: Jeffrey è in terza media, Steven, ventenne, è partito per l’Africa alla ricerca di sé stesso, abbandonando università, famiglia e fidanzata.
E’ sulle vicende del minore, stavolta, che si concentra il racconto di Sonnenblick, così abile ad indagare quel periodo particolare di inizio adolescenza, quando si comincia a crescere, a cambiare, a porsi alla scoperta di se stessi.

Il cancro è stato sconfitto ma ha lasciato strascichi: Jeffrey cammina zoppicando e alcune medicine pesanti che ha dovuto assumere gli hanno lasciato alcuni disturbi di attenzione, che compromettono il suo rendimento scolastico, in particolar modo in matematica. Un brutto scacco per suo padre, da sempre appassionato della materia, che non riesce ad affrontare di buon grado le difficoltà del figlio. D’altra parte le prove cui la leucemia ha sottoposto tutta la famiglia fanno ancora sentire qualche effetto nei rapporti interpersonali e la serenità non è mai stata del tutto riacquistata dalla famiglia Alper.

Non a caso il miglior amico di Jeffrey, Tad, è anch’egli un sopravvissuto al cancro. Tad è esile, si muove su una sedia a rotelle perché i suoi arti inferiori sono stati indeboliti dalla malattia, ma ha un carattere tutt’altro che vittimista. Caustico, arguto, dalle battute graffianti, insofferente alle smancerie e alle commiserazioni, il ragazzo ha una corazza piuttosto spessa a proteggere un animo gentile e altruista , capace di sincera amicizia.

Tutto inizia al principio dell’anni scolastico quando Jeffrey conosce la bella Lindsey e si prende la prima sonora cotta della sua vita. Nello stesso momento la scuola decide di istituire un esame di fine anno che potrebbe compromettere, viste le difficoltà del ragazzo in matematica, la sua ammissione al liceo.

E’ così che parte un programma di combattimento di tutto rispetto: ci sarà da conquistare la ragazza dei suoi sogni e da impegnarsi per passare l’esame di matematica. Per entrambe le imprese l’indispensabile supporto sarà fornito da Tad che si offrirà per dare all’amico ripetizioni di matematica e, allo stesso tempo, lo incoraggerà a farsi avanti con Lindsey, certo che la simpatia di Jeffrey per lei sia ricambiata.
Jeffrey, dal canto suo, farà da personal trainer a Tad, nella palestra della scuola, per far sì che l’allenamento rafforzi le sue gambe e gli permetta di salire sul palco del diploma senza l’ausilio della sedia a rotelle.

Nel mezzo, bugie dette ai genitori e poi scoperte, convocazioni dalla consulente scolastica, lezioni di scienze, corse in bicicletta, lettere al fratello lontano – che a Jeff manca molto ma con il quale il confronto è difficle – paure, insicurezze, domande sul presente e ricordi del passato…Un tratteggio autentico e sensibile, ma allo stesso tempo godibile e divertente, di un tredicenne dai trascorsi segnati da eventi difficili, che non si possono semplicemente dimenticare.

E quando quella malattia, sulla quale si ironizza perché fa ancora paura, torna a riaffacciarsi e minaccia il proprio migliore amico – quasi il proprio alter-ego, l’unico a poter davvero comprendere come ci si senta a essere sopravvissuti al cancro – i fantasmi affrontati e vinti si riaffacciano minacciosi. E le domande “perché?”, “cosa posso fare?” si rifanno pressanti, senza risposte immediate che non siano – facile e difficile allo stesso tempo – vivere e crescere.

Ancora un romanzo di Sonnenblick che si legge d’un fiato, che riesce a toccare, commuovere, ad affrontare temi difficili con lievità, non rinunciando a ironia, umorismo, scanzonatezza. Un ottimo equilibrio che non sconfina mai nel tragico né, al contrario, nel superficiale.
C’è la malattia, sì, raccontata nei suoi effetti a lungo termine, ma c’è anche la normale quotidianità di ragazzi e ragazzi tredicenni, fatta di scuola, primi amori, famiglia, sogni, emozioni turbolente, prove da superare, piccole e grandi conquiste. E, sopra a tutto, l’amicizia, quella tra Jeffrey e Tad, un’amicizia senza smancerie ma profondamente autentica, forte, salvifica, quella in nome della quale si compiono beaux gestes con il coraggio e con il sorriso.

(Età consigliata: dai 12 anni)

“Per sempre felici e contenti…o quasi” di Jordan Sonnenblick, Giunti, 2016, 192 pag., 12 euro

Se il libro ti piace, compralo qui: Per sempre felici, contenti… o quasi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...