“Mamme” di Arianna Giorgia Bonazzi e Vittoria Facchini, Rizzoli

mammacopCi si può preparare alla prossima Festa della Mamma con qualche bella lettura a tema. Libri che, come sovente accade, divengano pretesto per tempi e spazi condivisi, coccole ed attenzioni.
Proverò quindi, nei giorni che ci separano dal 12 maggio, a dare qualche consiglio di lettura mirato, concentrandomi sul legame insostituibile, unico, speciale e irripetibile che lega ogni bimbo alla sua mamma.

Per iniziare cosa di meglio di un albo che alla grandezza del contenuto – intesa come significanza di un affetto che di maggiori non ce n’è – associa quella della misura del suo formato?

Un libro grande per un grande amore, potrebbe essere lo slogan di “Mamme” di Arianna Giorgia Bonazzi e Vittoria Facchini, edito da Rizzoli qualche anno fa.

E l’amore tra madre e figlio è grande non solo nell’intensità ma anche nella ricchezza delle sue sfumature, nei sentimenti e le emozioni che è in grado di muovere.

La mamma è fonte di vita, bisogno, origine, ma è anche il primo essere umano con cui un bambino è chiamato a confrontarsi, a cui può e deve riferirsi.
Un genitore si fa modello, esperienza di vita, fornisce i primi occhi, e valori, con cui guardare al mondo.
Così, come ci sono tanti tipi di mamme, ci sono tanti diversi bambini che quelle mamme osservano, vivono e rielaborano. Che quelle mamme amano e dalle quali sono riamati.

Se i bimbi volessero raccontarcele, le loro mamme, non potrebbe che nascere una carrellata vibrante, poetica, surreale, tenera, logica di quella sorridente illogicità dei piccoli.

Questo è l’albo: un delizioso, buffo e un po’ surreale campionario di figure materne narrateci dai loro figlioletti.

Tanti piccoli ritratti, uno ogni doppia pagina, poche righe ciascuno. A volte brevi istantanee che fermano un momento – di gioia, affetto o seccatura, perfino – altre descrizioni più incisive a definire pregi e difetti, aspetti che piacciono e altri che convincono meno.
Perché lo sguardo infantile coglie ciò che l’adulto non afferra, che non racconterebbe di sé. Ma è proprio quel punto di vista piccino, spontaneo ma lucidissimo, che finisce per ben delineare l’essenza, il nodo, il succo della maternità.

mamma1Ecco allora la mamma tuttofare, quella che in casa pare avere mille braccia e cento risorse, la mamma divertente, che inventa buffi giochi e trasforma lietamente le giornate, la mamma ecologista, che non regala videogiochi né concede merendine, la mamma precisina, che pretende tutto in ordine e ben pulito, la mamma che rientra tardi e si dimentica la spesa, la mamma che parte spesso per lavoro e sta fuori giorno e notte, la mamma avventurosa ed eccentrica, quella che mette al mondo troppi fratellini, la troppo apprensiva che va nel panico al primo “etciù”…

mamma2Figure materne che incantano, innamorano, dispensano baci e abbracci, ma anche che fanno arrabbiare, suscitano qualche legittima protesta, provocano il broncio, necessitano qualche rimprovero.

Perché i bambini sono coccoloni, giocherelloni, fantasiosi, ma anche severi, attenti e con le loro emozioni,  – di gioia, rabbia, gelosia – non si scherza.

Gioie e dolori d’avere una mamma. Anche se infondo, in tutti, proprio tutti questi resoconti bizzarri e dolcissimi di coppie, emerge l’amore, la complicità, l’unicità.
Non rese in modo sdolcinato ma affettivo e autentico. Tanta la quotidianità che emerge e nella quale ciascuna mamma lettrice potrà rispecchiarsi, ritrovando sé e i suoi bambini tra le righe.

mamma4Mi ha colpito molto il linguaggio utilizzato, che è armonioso ma allo stesso tempo semplice, immaginifico, originale, di un’astrazione pratica molto in sintonia coll’universo infantile che fa assomigliare i componimenti a piccole, delicate, curiose poesie.

mamma3Splendide le illustrazioni. Enormi, intense, calde, a dipingere, con pennellate decise, figure materne scanzonate e affettuose, amorevoli e allegre tra fiori, occhioni, capelli lunghi e sorrisi.
Fanciulle belle, delicate, colorate, circondante dai loro piccini, in scene che rassomigliano a quelle di tutti i giorni ma che portano evidente l’impronta dell’amore, della gioia e del calore.

(età consigliata: da 5 anni)

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