“Chi vorresti essere?” di Arianna Papini, Kalandraka

Selezionato tra i tre finalisti al premio Andersen 2012 nella categoria “Miglior Libro 6/9 anni”, quest’albo bello e originale di Arianna Papini è, insieme, poetico ed evocativo, delicato e suggestivo.
La struttura è circolare: si parte da un punto inziale e vi si ritorna attraverso una serie di immagini e parole che si danno la mano e si concatenano.
Ma al punto di arrivo non ci si ferma, si va un po’ oltre con una chiusa perfetta che regala significato al gioco suggerito dall’albo.

Alla piccola Rebecca viene chiesto “Chi vorresti essere?” e la bambina risponde “Vorrei essere un pesce, per ascoltare il silenzio e nuotare libera nel mare”… e da qui parte la catena: anche al pesce viene chiesto chi vorrebbe essere, e il pesce risponde che vorrebbe essere un barbagianni, e il barbagianni vorrebbe essere un coccodrillo e così via, attraverso una galleria di belle immagini dove ogni animale si trasforma nel suo desiderio tenendo ancora qualche caratteristica propria. Infine si arriva al gatto che desidera essere….Rebecca! Per essere abbracciato dalla mamma prima di dormire.
A questo punto torna in scena Rebecca che si sente rivolgere di nuovo la domanda originaria. Ma stavolta la bambina ha capito che con la fantasia si può essere chiunque, e pur rimanendo se stessa può giocare ad essere qualsiasi animale desideri.

Un girotondo poetico che ruota intorno al grande potere di trasformazione che hanno il gioco e la fantasia. Tutti i bambini si divertono ad immaginare di essere qualcosa d’altro (“Facciamo che ero…” dicono, usando il magnifico imperfetto della realtà giocata e immaginata….) e nella loro trasformazione ludica, nello spazio-tempo fantastico del gioco, pur rimanendo se stessi diventano davvero il personaggio che interpretano.
E così è nel libro di Arianna: ogni animale che si trasforma nel successivo conserva qualcosa di sé e in tal modo le illustrazioni rendono davvero il senso di un viaggio attraverso l’immaginazione infantile.

Il libro ha inoltre un’architettura originale: lo sviluppo è orizzontale, le parole (poche) sono confinate in una pagina a se’, dove dominato su una striscia sabbiosa adagiata su uno sfondo bianco (solo una piccola illustrazione nei toni anch’essa della sabbia ad annunciare, discreta, l’animale che verrà), mentre le figure si impossessano della pagina successiva che rimane così come un quadro nel quale perdersi senza alcuna parola contro cui cozzare.

Le illustrazioni, grandi padrone dell’albo, sono colorate, raffinate e delicate allo stesso tempo, intense pur senza sovrabbondanza di particolari, elegantemente essenziali. A me personalmente fanno venire in mente dei dipinti su stoffa, tela, con una modalità del colore e della forma che suggeriscono terre calde e sensazioni morbide e femminili.

(età consigliata: dai 3 anni)

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