“Forte come un orso” di Katrin Stangl, Topipittori

orsocopFreschissimo dalla Fiera del libro di Bologna, un albo pregevole ed originale adatto, pur nella sua indubbia raffinatezza, anche ai lettori più piccini.

“Forte come un orso” di Katrin Stangl, edito da Topipittori, si presenta alla piazza italiana già con un curriculum di tutto rispetto: vincitore, infatti, in patria del premio d’illustrazione Troisdorfer Bilderbuch Stipendium, uno dei più prestigiosi in terra tedesca.

Ma il valore dell’opera non si limita alle sole, seppure splendide, illustrazioni, riscontrandosi, invero, su più livelli, che interessano le qualità artistiche, l’eclettismo rispetto al pubblico di riferimento, l’accuratezza nella scelta dei quadri figurativi – competentemente ed efficacemente vicini alla quotidianità e alla mente bambina – l’accessibilità e la ricchezza di stimoli e di spunti offerti, fino ad arrivare all’esemplare rapporto tra parte figurativa e parte testuale.

Partendo proprio da quest’ultimo aspetto, mi sento confidente nell’affermare che l’albo è un perfetto, e piuttosto classico, esempio di “picture book”, là dove con il termine si identifica un volume illustrato dove è inscindibile e imprescindibile, per la corretta comprensione della narrazione, il legame tra testo e immagini.

Il libro è infatti giocato sulla trasposizione in figure di modi di dire, correntemente in uso, legati alle peculiarità che vengono attribuite agli animali.

In ciascuna pagina – talvolta nell’intera doppia facciata – l’illustrazione è dominante.
La frase – una sola e breve – è relegata in un trafiletto in basso e, in uno stampatello deciso e di dimensioni non minute, recita quanto raffigurato.
Abbiamo quindi una carrellata di espressioni note e comuni come “astuto come una volte”, “affamato come un lupo”, “svelta come una donnola”, “ladro come una gazza”…e così via.

orso2L’immagine corrispondente mostra, sempre, l’animale citato accoppiato ad un bambino o una bambina, intenti entrambi ad esemplificare nelle azioni la caratteristica specificata.

In un quadro vediamo, ad esempio, un grosso lupo con in braccio un bimbo entrambi intenti a divorar polpette con grosse forchette. In un altro una bambina e una donnola che, insieme ed abbracciate, sfrecciano sul monopattino. Ancora, abbiamo un ragazzino che si lancia con piglio impavido da uno scivolo alto supervisionato da un enorme leone (“coraggioso come un leone”), oppure una faccetta che fa capolino tra due alte gambe adulte insieme ad un tenero capriolo (“timido come un cerbiatto”).

orso4L’acutezza, anche psicologica, del lavoro risiede indubbiamente nella perfetta inquadratura di tutte le scenette in quella che è l’esperienza comune dei bambini. Ogni immagine appartiene al mondo infantile, in maniera a volte tenera, altre comica, sempre efficace.

C’è un piccolo evasore da lettini con le sbarre (come non sorridere? Soprattutto se sei una mamma abituata alla scena…), e c’è un’arrabbiatissima piccola furia che calcia un pila di cubi in preda alla rabbia (e qui scatta l’incisività di una voce che sa parlare anche all’inconscio e alle emozioni dell’infanzia).

orso1Nell’albo vengono rappresentate emozioni importanti – vergogna, rabbia, felicità – accanto a componenti caratteriali – testardaggine, vanità, furbizia – insieme anche a bisogni e caratteristiche del momento – fame, sete, sporcizia…

Certa, per il bambino, è la possibilità di immedesimarsi; ma con leggerezza e brio, risultanti anche dal lieve effetto paradossale, e insieme giocoso, dell’accoppiamento umano-animale.

Il bambino e il suo compagno a quattro zampe suggeriscono inoltre l’idea di una sorta di “angelo custode”, quasi un “daimon”, aiutando il piccolo lettore da un lato, a scaricare l’emozione negativa o la caratteristica fastidiosa sulla bestia, riconoscendola ma prendendone le distanze, dall’altro a sentirsi meno solo, e quindi a condividere, le esperienze positive e i pregi.

orso3La semplicità dell’albo – anche relativamente alla dominanza di fatto della componente illustrativa su quella testuale – unita alla ricchezza, e alla profondità, dei suoi messaggi lo rendono adatto a un’amplissima fascia d’età.
Già dai due anni, infatti, il libro è proponibile, grazie alle chiare figure di animali e alle azioni rappresentate che possono essere nominate.
I bambini più grandi, dal canto loro, potranno divertirsi con il gioco dei modi di dire, acquisendoli, riconoscendoli nella propria esperienza e arricchendone la gamma con i propri, fantasiosi, esempi.

Le grandi e incantevoli illustrazioni, dai colori densi, pastosi, decisi ma armoniosi – tra i quali predominano i rossi e i caldi aranciati vicino agli azzurri profondi e ai verdoni carichi – rispecchiano i motivi portanti dell’intera opera: freschezza e ricercatezza, eleganza e accessibilità.
Si tratta di figure nette, basilari ma espressive, efficaci dal punto di vista comunicativo, essenziali e ben ponderate, scevre di particolari inutili ma ben caratterizzate da quelli necessari.
Immagini fortemente narrative, impressive e tutte, deliziosamente, prossime all’animo bambino.

(età consigliata: dai 2 anni)

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