“La vera storia di Capitan Uncino” di Pier Domenico Baccalario, edizioni Piemme (Il battello a vapore)

Pier Domenico Baccalario, romanziere per ragazzi di successo, si è cimentato in un difficile compito riuscitogli abbastanza bene: regalare un passato e una storia ad uno dei più grandi e temibili cattivi della letteratura per l’infanzia, Capitan Uncino.
E l’ha fatto creando un personaggio romantico, affascinante e costruendogli intorno una storia avventurosa, storicamente documentata, di piacevole lettura.
E inventando per il suo protagonista un collegamento a James Barrie e alla meravigliosa fiaba di Peter Pan.

Siamo nell’Aprile del 1829 quando la giovane May mette alla luce il figlio illegittimo di re Giorgio IV d’Inghilterra. Essendo il re senza eredi, il nuovo nato potrebbe minacciare i piani di potere del fratello del re. E così viene ordito un complotto, scopo del quale è uccidere madre e bambino. Ma per azione di due dei complottieri – un giovane medico e un onesto rettore – la giovane donna e il figlio non vengono uccisi ma solo esiliati nelle Indie.
Qui, nella colonia di Trivandrum, il bambino cresce ignaro delle sue nobili origini. Ribelle e coraggioso, James Fry – questo il nome del ragazzo – subisce una fortissima fascinazione per il mare.
Si imbarca così, a soli 13 anni, come aiuto cambusiere su una nave da commercio.
Ma un naufragio e tante avventure nella giungla lo portano a diventare il pupillo di James Brooke, il leggendario Rajah di Sarawak, che con le sue flotte di “irregolari” tiene il dominio dei mari della Malesia. Ancora giovanissimo James Fry diviene capitano di una nave, La stella del mattino, con un equipaggio di 50 fedelissimi, a bordo della quale, durante un arrembaggio, perde la mano destra che sostituisce con una zanna di elefante a mò di uncino.
Alla morte di Brooke le incomprensioni con il successore lo portano a diventare un pirata a tutti gli effetti. Un pirata gentiluomo, che non uccide, chiamato anche Il principe dei mari, La mano sinistra del diavolo, Lo scalzo….
Sarà una determinata e intrepida nipote della regina Vittoria, Lady Florence, a venire a conoscenza dei nobili natali del pirata Fry e ad imbarcarsi dall’Inghilterra alle Indie per cercarlo e riportarlo a casa…

Non vi svelo la conclusione del romanzo, vi dico solo che tra i tanti rimandi alla fiaba di Peter Pan (coccodrilli, orologio, campanellino….), Baccalario troverà l’espediente per collegare James Fry – personaggio amabile, valoroso e ricco di elementi di fascino – al cattivo perseguitatore dei Bambini Perduti e del loro capo che non voleva crescere.

Collegamento con il romanzo di Barrie a parte, il libro di Baccalario è una bella storia d’avventura che non manca di emozionare e tenere col fiato sospeso. Ben inserita in un momento storico preciso, documentata, ricca di descrizioni dettagliate e di scene d’azione, piacerà ai ragazzi che si affezioneranno al personaggio del pirata tenebroso, gentiluomo e letterato.

Per chi ha già letto le avventure di Peter Pan sarà divertente trovare i rimandi. Chi non le ancora lette avrà uno stimolo in più per prendere in mano i capolavori di M.J. Barrie.

(età consigliata: da 11 anni)

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