Capolinea per le stelle

L’incipit

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Originale romanzo a tema fantascientifico di Philip Reeve, avvincente nella trama ma anche ricco di invenzioni stimolanti, atte a dipingere un universo insolito e affascinante.

L’autore riesce a mescolare i temi delle avventure interplanerarie, del cyberspazio, dello sviluppo delle macchine fino a livelli senzienti e provanti emozioni e dell’evoluzione delle intelligenze artificiali fino allo stadio di iper intelligenza e allo stato di trascendenza in uno spazio dati, una sorta di condizione divina.

Sono proprio i Guardiani – potenze artificiali superiori, esseri a guida dell’umanità le cui personalità navigano nel Mare di Dati – a rivelare agli uomini le tecniche per i progressi scientifici e tecnologici più raffinati. Primi su tutti i Portali K, passaggi attraverso i quali si riesce a transitare da un pianeta all’altro, tra mondi distanti anche milioni di anni luce. Possono attraversare i portali solo dei treni speciali, locomotori intelligenti come un umano, che hanno la capacità di parlare e perfino di provare emozioni.

E’ in questo universo che si muove Zen, un giovane ladruncolo che vive con la madre, sofferente di strani disturbi mentali di tipo paranoico, e la sorella. Il ragazzo campa di piccoli furti ed espedienti, nei bassifondi della poverissima città di Cleave, situata in un pianeta industriale.
Improvvisamente tutto cambia quando viene contattato da Nova, un’ androide che lavora per un misterioso personaggio di nome Raven, un fuggiasco potente, che pare avere dei conti in sospesa con la Railforce, la forza di polizia che mantiene l’ordine sui pianeti della Rete.

Raven ha una missione da proporre a Zen: trafugare un oggetto, in apparenza una semplice scatola, dal treno dei Noon, la famiglia più potente di tutta l’organizzazione dei mondi, alla quale appartiene lo stesso imperatore e tutti gli eredi al trono.
Un compito molto difficile, perché ovviamente la sicurezza sul treno imperiale è potenziata al massimo. Un furto da compiere con astuzia, con l’aiuto di Nova, che pur essendo un robot diviene velocemente una figura importante nella vita di Zen. Il ragazzo, pur rifuggendo inizialmente l’idea perché l’amore tra umani e androidi non è visto di buon occhio nella società, comincia a provare per lei, ricambiato, un affetto speciale.

Ma la missione di Zen è solo il punto di partenza per la rocambolesca avventura che lo aspetta. Un vortice che lo condurrà a gesti drammatici, a scelte complicate e non sempre giuste. Lo porterà a non distinguere più dove è il bene e dove è il male, a diffidare di entrambe le potenti parti in gioco, in una partita che sembra poter decidere il destino di tutta l’umanità.

Chi è Raven? Perché la Railforce gli dà la caccia? Quali legami ci sono tra lui e i Guardiani? Cosa è in realtà l’oggetto misterioso che Zen è chiamato a rubare?
E ancora: qual è il segreto dei Portali K e dei treni? Esiste un altrove al di là della Rete dei pianeti finora collegati? C’è qualcosa oltre l’uomo e i Guardiani che hanno dato a esso la facoltà di viaggiare fra le stelle?

Cruciali domande cui la trama, nel suo rapido svolgersi, tra colpi di scena e sorprese, si spinge a dare risposte. Mettendo in scena tanti personaggi che non restano appiattiti ma rivelano una complessità interessante e ben sviluppata, che non sono del tutto buoni o del tutto cattivi, che mostrano come le ragioni dell’animo siano sfaccettate, e giudicarle dipende sovente dai punti di vista.

Una menzione particolare, tra le figure che animano il romanzo, meritano i Monaci Alveare, esseri costituiti ciascuno da una colonia di insetti i quali, nel momento in cui costituiscono un gruppo, raggiungono un livello di intelligenza elementare ma strutturata e possono organizzarsi come fossero un’entità umana, dotata perfino di parola. Alla vista essi appaiono come una figura umanoide formata da miriadi di insetti assemblati su un’intelaiatura di legno e stracci a simulare un corpo.

Una storia intrigante e ricca, sfaccettata e particolare, che sicuramente attinge da molto dell’immaginario dei romanzi di fantascienza ma lo rielabora in un insieme armonioso, creando un mondo che ben si sostiene. Un lavoro di immaginazione che non si perde nel suo svolgersi, né nel dipanare la trama, né nel descrivere i mondi che fanno da scenario alla avventure. Mondi che spesso appaiono desolati, abbandonati, dopo che l’uomo li ha terraformati e sfruttati per trarne risorse. A questi pianeti deserti o quasi quali fanno da contraltare altri, ricchi e popolati, dove risiede chi detiene il potere.

Ho apprezzato molto anche il finale, che da un lato resta aperto, facendo presagire che possa esserci un seguito per le vicende di Zen e Nova, dall’altro, pur se il romanzo fosse autoconclusivo, resta perfettamente in linea con i motivi portante del libro: lo spirito d’avventura e di conoscenza e l’amore, che sa unire anche i più diversi, mostrandosi sempre il grande motore dell’universo.

(Età consigliata: dai 13 anni)

 capolinea“Capolinea per le stelle” di Philip Reeve, Giunti, 2016, 16 euro, 375 pagine

Se il libro ti piace, puoi comprarlo qui: Capolinea per le stelle

 

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Un pensiero su “Capolinea per le stelle

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