Filo Magico

Tenete sott’occhio la casa editrice Terre di Mezzo che sta sfornando un gioiello dopo l’altro.

Come, tra le ultime uscite, questa fiaba dolce scritta da Mac Barnett e illustrata dal tratto pulito, preciso e vispo di Jon Klassen – col quale va in un accordo perfetto di essenzialità e lindore.

E’ inverno e il candore della neve si mescola con la fuliggine della città. Tutto è spento, nonostante i marroni bruciati e i grigi cupi siano rischiarati dal bianco luminoso degli sfondi; e anche gli abitanti hanno vestiti scialbi, tutti simili e tristi.

Annabelle, una bambina, trova però un giorno una piccola scatola. Nella custodia c’è un filo multicolore col quale la ragazzina sferruzza un bel maglione variopinto. Già basta questo a infondere uno sprazzo di allegria e vivacità alla scena.

Nonostante la maglia di Annabelle sia ampia e lunga, il filo non è finito.

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Così si può tessere un abito anche per il cane Mars e poi per un vicino un po’ scorbutico. E ancora per i compagni di classe, per il maestro severo, per i genitori, il dottore…Insomma c’è filo per tutti, ma proprio tutti. Tanto che la bambina, senza che questo termini, riesce a rivestire perfino le case, le automobili e tutti gli oggetti della città. E ancora ce n’è.

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Il risultato? Tutto cambia volto, tutto cambia anima. Ai marroni, ai bianchi, si mescolano le tinte colorate ma lievi degli abiti. C’è sapore di gentilezza, di delicata gaiezza. E anche di calore, perché la lana, si sa, riscalda, il corpo come i cuori.

Finché la voce del filo che non finisce mai si sparge per il mondo, e dal mare arriva un arciduca, con le peggiori intenzioni. Vuole la scatola magica di Annabelle, è disposto a pagare fior di milioni. Ma la bambina è saggia e non vuole rinunciare alla lana che ha dato gioia alla sua città. Tanto nega di voler vendere il suo filo che l’arciduca alla fine, come il più grande dei prepotenti e degli arroganti, se lo prende e basta, lo fa rubare dai suoi scagnozzi e col bottino fugge nel suo paese.

Ma quando il vanitoso compiaciuto, comodo in poltrona, apre finalmente la scatolina…

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Sorpresa! Della lana magica nessuna traccia. Che delusione! Il filo è al fine finito? O forse, più probabilmente, la sua missione era altrove, là dove c’era disponibilità e buon cuore, desiderio di donare e non di possedere. Ed è lì che vuole tornare…

Una prosa asciutta ma aggraziata, pacata e accogliente, racconta una storia semplice e significativa, dove si possono trovare diverse suggestioni e importanti significati. La magia del dono e della condivisione, innanzitutto, che fa sì che ciò che viene elargito non solo a se stessi ma anche agli altri si moltiplichi, se non nella sostanza sicuramente negli effetti. Il filo fatato di Annabelle non finisce mai perché lei ne fa maglioni per gli altri, perché lavorandolo lo trasforma in qualcosa in grado di dare conforto, gioia e colore. Quando invece è la prepotenza a volerlo dirigere, l’interesse personale e la vanità, ecco che il filo non c’è più, perché l’egoismo non perpetua nulla, ma solo consuma.

E ancora è il dono, non il filo a rendere non più grigio il paese di Annabelle, sono gli abiti da lei, con affetto, impegno e lavoro, confezionati per tutti. C’è la cura di mezzo, c’è il tempo dedicato, il pensiero. Sono questi i fattori moltiplicatori, i veri agenti di magia, i pittori che danno colore, e la fibra che regala calore.

Un bel racconto metaforico, quindi, delicatissimo e rasserenante, portatore di sentimenti buoni ma misurato e affatto sdolcinato. Un albo che può essere un buon regalo anche per Natale, adatto perché profondo nei significati, in tema col senso della festività.

Belle anche le atmosfere delle tavole, invernali e nevose, luminose. Klassen riesce, anche in tavole gentili e armoniose come queste, a inserire una punta di ironia sorridente, a denunciare i caratteri dei personaggi grazie ai giochi di sguardi o alle posture, a inserire qualche particolare buffo che vivacizza il testo e rallegra il lettore.

(Età consigliata: dai 4 anni)

Se il libro ti piace, compralo QUI:

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“Filo Magico” di Mac Barnett e Jon Klassen, Terre di Mezzo, 2016, 40 pag., 15 euro

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