Mio fratello è un Custode

Un assaggio:

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Cosa racconta

Romanzo originale, quello di Marine Carteron, che apre una trilogia dedicata alla Lega degli Autodafé, già successo editoriale in Francia. Più che un fantasy si tratta di un racconto che trae ispirazione dai fortunati romanzi per adulti che narrano di misteri dalle radici storiche, di confraternite e templari, di segreti custoditi nei secoli e di fazioni di uomini contemporanei che devono difenderli o svelarli, per il bene o per la rovina dell’umanità.

Affascinante tematica indubbiamente, ma qui il punto di forza, più che la storia in sé – comunque coinvolgente – è la scelta e la costruzione dei due protagonisti. Si tratta infatti di fratello e sorella. Lui, Augustus detto Gus, il maggiore, quattordicenne, è un ragazzo sveglio e simpatico, un po’ sbruffone e un po’ impacciato, come accade alla maggior parte degli adolescenti. Lei, Cesarine, di soli sette anni, è la “sorellina artistica”, cioè con una scambio di lettere, dovute ad un errore di comprensione al momento della diagnosi, aUtistica, affetta da sindrome di Asperger.

Ma come tanti ragazzi autistici che abbiamo imparato a conoscere sulle pagine dei romanzi – da Il mistero del London Eye a Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – è intelligente e geniale e, seppure abbia poca dimestichezza con la comprensione dei sentimenti e del linguaggio figurato, non sopporti il contatto fisico e per tranquillizzarsi debba avere tutto in ordine intorno a sé, si rivela risolutiva in più circostanze grazie al suo punto di vista diverso e le sue capacità logiche.

Dopo la morte del padre, apparentemente per incidente d’auto ma in realtà per mano di uomini misteriosi che tra loro comunicano in latino, Gus e Cesarine, insieme alla mamma, si trasferiscono da Parigi in campagna, nella tenuta dei nonni, una residenza antica chiamata La Commanderia. Ad Augustus tocca ricominciare tutto daccapo: nuova scuola, nuovi amici e nuovi proff. Tra questi il malvagio preside, detto il Negriero, e Marc De Virgy, carismatico professore di lettere, che si rivelerà più legato alla sua famiglia di quanto il ragazzo inizialmente sospetti.

La vita di Gus e Cesarine cambia velocemente: i misteri in cui il padre era coinvolto – e come scopriranno anche i nonni e la madre – non si lasciano più ignorare. E’ venuto il momento di assumere i propri ruoli, per il ragazzo quello di Custode di un tesoro che affonda le sue origini, e la sua importanza, nei secoli. E che ha a che fare con ciò che di più prezioso l’umanità possiede: la conoscenza, conservata e tramandata nei libri.

Come lo racconta

La forza di questo romanzo risiede sicuramente nello stile di narrazione, in prima persona, portata avanti a capitoli alterni da Gus e da Cesarine. Il primo ha il ruolo narrativo predominante, cui è affidata la maggior parte del filo del racconto. Alle sue parole – scanzonate e divertenti ma capaci anche di profondità e autenticità – si inframezzano le pagine del diario di Cesarine, nelle quali la bambina, in modo arguto, dando seguito alla sua particolare ma infallibile logica, racconta come spesso conduce gli eventi verso la svolta necessaria.

La storia risulta avvincente e vivace, ricca di colpi di scena, di momenti di suspense, d’azione.
I personaggi sono un altro aspetto vincente del libro perché entrano facilmente nel cuore del lettore, con i loro caratteri ben dipinti, coerenti nello svolgersi delle vicende, ma non piatti e banali. Ho apprezzato ad esempio che la figura di Augustus esuli dalla solita “schiappa”, magari insicura, che si scopre forte nello sviluppo della storia (un motivo un po’ abusato nei libri per adolescenti). E’ invece adorabilmente sbruffone, imbattibile nelle arti marziali, attento al suo look, coraggioso e generoso ma, nell’insieme, credibile come quattordicenne. Al di là delle imprese di fantasia, è facile rivedere in lui i nostri ragazzi.
Su Cesarine ho avuto gli stessi dubbi che evidenzia Caterina Ramonda nella sua recensione su Le letture di Biblioragazzi (https://biblioragazziletture.wordpress.com/2016/07/15/mio-fratello-e-un-custode/) : mi sono chiesta se il suo profilo sia in linea con quello di una bambina con la sindrome di Asperger o non risulti invece un po’ calcato in alcune capacità. Non essendo un’esperta, la mia domanda non ha risposta (ai lettori l’ardua sentenza), fatto sta che il suo personaggio è delizioso e i capitoli in cui racconta i fatti dal suo punto di vista sono a mio parere le chicche dell’intero romanzo.

In contrasto con la leggerezza e la simpatia dei protagonisti c’è la storia, che non fa grandi sconti e non regala lieti fini completi, anche in questo primo capitolo. Capiamo che la lotta in cui i due fratelli sono coinvolti è crudele, qualcosa di grosso che li farà crescere velocemente. Per sapere come e verso quale direzione è necessario aspettare il prossimo capitolo, “Mia sorella è una guerriera artistica”, che sarà pubblicato sempre da Uovonero.

A chi lo consiglio

E’ una storia interessante e avvincente e quindi la consiglio a tutti i giovani lettori. In particolare agli amanti di azione, avventura, misteri. Ma anche a chi apprezza le narrazioni vispe, divertenti, con humor e ironia.
Si legge con piacere e coinvolge, quindi ottimo anche per qualche adolescente un po’ pigro o scettico nei confronti dei libri.

(Età consigliata: dai 12 anni)

Se il libro ti piace, compralo QUI: http://www.amazon.co.it/exec/obidos/ASIN/8896918413/wwwlibriemarm-21

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“Mio fratello è un Custode” di Marine Carteron, Uovonero, 2016, 302 pag., 14 euro

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