Il pesce pappagallo

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Non so i vostri, ma i miei figli ogni tanto si divertono a fare come i pappagallini. A ripetere cioè ogni parola, frase, verso o gesto che proviene dal povero malcapitato preso di mira. Che sia per gioco o per presa in giro l’esito dell’iniziativa è sempre incerto: può finir male, a litigio, se agli attori gira un po’ storta, oppure può evolvere in risate o simpatiche competizioni.
Un fatto è certo: quando si parte a ripetere tutto ciò che l’altro dice la sfida è a chi è più furbo, a chi trarrà l’altro in difetto fino a capovolgere i ruoli.

Ed è proprio sull’intelligenza e la scanzonata furbizia che si basa il divertente albo, di gran formato, Il pesce pappagallo di Amanda Sthers e Magali Le Huche. Il piccolo che vince sul forte e il prepotente, col solo uso di un po’ di astuzia e senso dell’umorismo è un tema caro ai libri per l’infanzia, perché oltre a essere spassoso e gustoso insegna anche un valido principio, molto rassicurante per i bambini che sono i piccoli e deboli per antonomasia, in un mondo più grande di loro e spesso poco alla loro misura. Insomma non serve essere grossi e robusti per avere la meglio, basta usare il cervello e prendersi un poco gioco di chi fa il gradasso.

Il protagonista del racconto è Cometichiami, un pesce pagliaccio, colorato sicuramente, come racconta la descrizione testuale, ma la scelta delle autrici è di renderlo come sagoma, in nero. Il suo aspetto burlesco e vivace si deduce dal ciuffo e dalla bocca perennemente spalancata in una risata.

Il pesce pappagallo non fa altro che ripetere tutto ciò che le creature del mare vanno dicendo – non ne può proprio fare a meno – generando non pochi fastidi.
Pesci, crostacei e molluschi non lo sopportano proprio. Per non parlare della sogliola, cui fa andare a monte una dichiarazione d’amore allo sgombro, o l’aragosta che addirittura per non sentirsi scimmiottare ogni frase rinuncia a parlare.

pescepappagallo1Un giorno il nostro amico, cacciato nelle acque più profonde e spaventose, incontra il personaggio più temuto dell’oceano: lo squalo. Il quale in men che non di dica ne fa un solo boccone.

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Finita qui la storia del pesce pappagallo?

Niente affatto! Dalla pancia del terribile predatore il piccolo ma indomito protagonista ricomincia col la sua ben nota specialità: ripetere tutto ciò che sente. E stavolta la vittima, unica e continua, non può che essere lo squalo che si sente copiare ogni sua frase. E per di più con sberleffo di complemento:

“Chi è che ripete tutto quello che dico?”

“Chi è che ripete tutto quello che dico? Hi Hi Hi non me ne importa un fico!”

“Vieni fuori!”

“Vieni fuori! Hi Hi Hi altrimenti sono dolori”

(e così via…con somma irritazione dello squalo)

L’unica soluzione è rivolgersi ad un dottore. Ma l’intervento risolutivo quando caro costerà? E chi avrà la meglio tra pescecane e pesce pappagallo?

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Cometichiami, piccino, dispettoso e non troppo amato dai più, riesce nell’impresa più grande: neutralizzare un enorme, affamato e cattivissimo squalo!

Un albo esilarante da leggere ad alta voce, soprattutto se giocato con le intonazioni – come non pensare al tono petulante e canzonatorio di un bimbo nel recitare il copione del nostro protagonista?
La lettura si fa ancora più divertente quando si giunge al botta e risposta con lo squalo (e idea e ritmo della sequenza a me personalmente hanno ricordato il divertentissimo Mostro peloso, nel suo dibattere con la bambina)

Sono certa del successo che il libro può riscuotere tra i bambini, che si sentiranno rappresentati dal pesce pappagallo, eletto velocemente a beniamino perché in esso, minuscolo ma intraprendente, dispettoso ma simpatico, abitante dei mari, rivedranno facilmente loro stessi e i loro giochi.

Grandi le tavole, movimentate e colorate, accompagnano briosamente il testo, aggiungendo dettagli spassosi e vivacizzando fantasiosamente i fondali marini.

(Età consigliata: dai 4 anni)

Se il libro ti piace, compralo QUI:   Il pesce pappagallo

“Il pesce pappagallo” di Amanda Sthers e Magali Le Huche, Clichy, 2016, 32 pag., 15 euro

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