Di qui non si passa!

Recensione di Silvia

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“Questo libro è del generale”, recita la quarta di copertina.
Strano inizio per quello che è uno dei primi elementi che i lettori guardano e che dovrebbe accattivare proprio loro; e continua: Il generale ha deciso di essere l’eroe di questa storia. Il generale pensa: “se la pagina destra resta sempre bianca, potrei essere l’eroe di questa storia ogni volta che voglio”.
Il generale ordina: “Di qui non si passa!”

Il confine.
Da piccola mi chiedevo sempre come facessero ad individuare le linee di confine tra due paesi in mare, mi sembrava un sistema così confuso…
Di certo non come i confini tra gli Stati sulla terra, netti, invalicabili, immutabili, ben segnalati, come se fossero sempre stati lì e fossero destinati a rimanerci per sempre con i loro segni ben marcati sulla cartina affissa alla parete della classe.
Eppure, a rifletterci, non esiste nulla di più relativo ed effimero del concetto di confine: per uno la fine, per l’altro l’inizio, dentro e fuori, un limite deciso da qualcuno da porre proprio lì, una linea sul terreno.
Anche la storia ci ricorda l’essenza effimera dei confini, ma anche la loro capacità di dividere arbitrariamente, che quando una linea non basta più, allora si iniziano a costruire muri.

Tutto questo penso leggendo Di qui non si passa!.
Penso al Muro di Berlino, a quello del Messico, alla potenza delle ondate migratorie di questi ultimi mesi, a Franco e alle scellerate decisioni dei regimi totalitari, alla necessità di dimostrare Potere, a quella di contenerlo…

Tutto questo è nell’albo illustrato di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho?
Tutto questo l’albo illustrato è in grado di suscitare in un lettore adulto in poche pagine ironiche e leggere, e per i bambini potrebbe essere un punto di partenza per iniziare a riflettere e immaginare, magari insieme a un genitore, un insegnante.
La potenza degli albi illustrati sta anche nella possibilità di leggerli su diversi piani di complessità, assegnando a essi significati diversi che riescano a stimolare la curiosità di ognuno.

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Il confine.

Il generale si appropria del nostro libro, quello che abbiamo tra le mani e pensavamo di poter leggere liberamente, ribadendo il suo dominio su questo e la sua potenza. E lo fa tracciando, a suo personale capriccio, una linea di demarcazione, un confine, tra le pagine.
In un albo illustrato, dove di solito è la doppia pagina il teatro di narrazione, viene innalzato un muro: la pagina sinistra è lasciata a libero uso dei passanti e dei lettori, la pagina destra bianca e spoglia è proibita e riservata all’uso esclusivo di un prepotente.
Ciò con cui egli non ha fatto i conti è però la folla e la potenza di questa di rompere i limiti. Infatti, bastano poche pagine per rendere stipato il territorio di persone arrabbiate e confuse che non riescono a defluire oltre la linea per la presenza di un impettito soldato che cerca invano di resistere all’insistenza della gente. Una situazione destinata a una divertente rottura, grazie a quello che pare un incidente ma infondo è la dimostrazione che un confine si può infrangere, superare.

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Di qui non si passa! non è certo il primo caso di un albo illustrato che utilizzi la piega di rilegatura tra due pagine come un elemento per narrare la storia, basti pensare ad esempio a L’onda di Suzy Lee o alla Gara delle coccinelle di Amy Nielander: la linea strutturale diventa un luogo dove accadono cose, può delimitare realtà e fantasia, una trovata rivoluzionaria che lascia i bambini alla prima volta che vi si imbattono letteralmente a bocca aperta.
Quello che colpisce nell’uso che qui viene fatto di questa trovata è come essa diventi la reale protagonista, centrale in tutta la vicenda, un efficacissimo mezzo per mostrare chiaramente un concetto in realtà astratto e i suoi effetti.

Lo stile è leggero e la lettura si fa simultanea, con immagini e vignette, un po’ come in un fumetto, tutto accentuato dall’ironico tratto a pennarello di Carvalho.

E seppure il Generale si ritiene l’eroe di questa storia – e gli autori sembrano dire: “Ok, facciamocelo credere…” – è la gente comune che affolla la pagina sinistra a essere protagonista narrando infinite storie parallele che si snodano e sviluppano tra l’inizio e la fine del libro.
Anche i risguardi di copertina, come spesso avviene negli albi illustrati, hanno un valore narrativo per nulla casuale, ed è certamente una scelta quella di mostrarci, come in una carrellata di titoli di coda, tutti i personaggi che troveremo nella vicenda, Generale compreso (ridotto però uno fra i tanti nell’angolo in basso a sinistra). Personaggi che a seguirli tra le pagine, tracciano fili di storie parallele, ciascuno motivato ad attraversare il confine per una diversa ragione; personaggi che tra la prima e l’ultima pagina possono sembrare gli stessi ma che  guardandoli bene risultano provati e cambiati da tutta la vicenda che hanno attraversato. Ad esempio: una mamma col pancione stringe un dolce fagottino tra le braccia e un anziano signore sembra aver riconquistato giovinezza e smalto dall’avventura.

Che la folla sia una potenza invincibile se vuole qualcosa? Chissà che non abbia poi più potere di quanto essa stessa pensi…

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(Età consigliata: da 6 anni)

Se il libro ti piace, compralo QUI: Di qui non si passa!

“Di qui non si passa!” di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho, Topipittori, 2015, 40 p., 16,00 euro

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