Grasshopper Jungle

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Ci troviamo, con questo libro, in un terreno un po’ avanzato rispetto a quello che di solito bazzica Libri e Marmellata. Una lettura per giovani adulti più adatta per un’adolescenza un po’ inoltrata piuttosto che per quella, di cui di solito ci occupiamo, della preadolescenza.

Ammetto di averlo letto con piacere: uscire dai soliti libri per ragazzi, nei quali accade che tematiche e svolgimenti si ripetano, per addentrarmi in un territorio folle e imprevedibile, dove i turbamenti più classici dell’età giovanile si sposano con un trama horror-splatter-fantascientifica, condita con buone dosi di ironia e umorismo. Si ride sì, ma senza perdere il contatto con temi cari e sentiti da chi sta per affacciarsi all’epoca adulta ma ancora è titubante sulla soglia: la ricerca della propria identità, l’esplorazione della sessualità, gli umori variabili, la confusione, i dubbi che che si generano nel percepirsi come un essere ancora in divenire, alla scoperta del proprio posto.
Pare un po’ la fine del mondo, in fondo, l’abbandono dell’infanzia, dell’adolescenza. Per lo meno del mondo come si è fino a quel momento conosciuto, con le sue sicurezze, i punti fermi, le priorità. Per diventare adulti tocca ridefinire confini e geografie di un mondo nuovo, e può essere difficile, traumatico, un po’ come se quello vecchio fosse stato divorato da insetti giganti e mostruosi.
E allora chi sa che Andrew Smith non abbia messo nella sua storia, originale e godibile, una punta di senso metaforico; senza nulla togliere all’avventura, a tutte le cose incredibili, pazze e piuttosto divertenti che accadono nelle pagine di questo libro.

Austin ha sedici anni, è di origini polacche, ha velleità da storico, e vive a Ealing, un’anonima cittadina (inventata) dello Iowa, circondata da coltivazioni di mais, la cui vita gira intorno ai quattro squallidi negozi rimasti in piedi nell’unico centro commerciale, detto Grasshopper Jungle. Non c’è molto da fare a Ealing, ma ad Austin tutto sommato sembrano bastare i pomeriggi sullo skate insieme al suo migliore amico Robby, o le serate insieme alla sua ragazza, Shann. I tre ragazzi formano un terzetto affiatato e andrebbe tutto bene se non fosse che il nostro protagonista si sente sovente molto confuso perché attratto fisicamente sia dalla sua sexy fidanzata, con la quale desidererebbe molto avere un – il primo – rapporto sessuale, che dal suo amico, bello, intelligente e dichiaratamente gay. Austin si pone molte domande circa la propria inclinazione sessuale ma non pare trovare le risposte precise. Parlano più chiaro i fatti e le risposte del suo, ancora un po’ sconosciuto, corpo che sembra non disdegnare né i baci e le carezze di Shann, né tantomeno gli “esperimenti” e gli approcci con Rob.

Ci sarebbe da riflettere molto per avere la soluzione di tali quesiti, perfino da interrogare il passato, rispolverando tutte le vicende degli antenati di Austin, che dall’est europeo giunsero fino allo Iowa, portandosi dietro storie che il nostro protagonista, da bravo storico, non manca di raccontare, inframezzandole nella narrazione principale. Ma c’è il piccolo particolare di dover salvare il mondo che sta evidentemente rotolando verso la sua drammatica fine

Cosa c’entra la fine del mondo con un’insignificante paesotto del centro degli Stati Uniti? Quando, in seguito al furto di un gruppo bulli all’interno del negozio dell’usato, si rompe accidentalmente un contenitore di vetro contenente il Ceppo 412E dell’Epidemia MI, i legami tra l’una e l’altro cominciano ad essere stretti e pericolosi.
Sì, perché dallo strano contenuto del barattolo si libera un virus capace di infettare ignari e inoffensivi individui e trasformali in cavallette giganti divoratrici di esseri umani. E soprattutto molto propense a riprodursi per generare altri mostri mangiatori di uomini.
Austin e Robby paiono essere gli unici ad avere gli elementi sufficienti per capire origine e conseguenze dell’immane calamità che sta per abbattersi sulla Terra e, con l’aiuto di Shann, ad avere la possibilità di salvarsi o di salvare il mondo.

Mica facile, mentre sei sessualmente confuso, mentre sembri non azzeccarne una e continuare a ferire le persone che ami, mentre tuo fratello, che si trovava in medio oriente a combattere, viene ferito da una mina, mentre le storie dei tuoi antenati continuano a parlarti di te, mentre scopri che una scienziato pazzo ha progettato un orrore raccapricciante e, insieme, costruito un paradiso sottoterra, mentre l’universo con cui ti tocca fare i conti potrebbe sparire da un momento all’altro

Ma i due ragazzi hanno dalla loro l’età e la spensieratezza, e anche nella più drammatica delle avventure, quando le persone a cui vuoi bene sono accanto a te, quando c’è tempo per una sigaretta col tuo migliore amico, quando esiste la musica giusta e si può ballare, baciarsi, abbracciarsi, si può reggere anche la fine del mondo.

Un romanzo che non somiglia a nessuno di quelli già letti per questa fascia d’età. Sicuramente non una storia per stomaci deboli o per chi è facile a scandalizzarsi. C’è sangue in abbondanza, nessun “pelo sulla penna” nel raccontare di sesso e turbamenti sessuali, ma c’è anche una storia che tiene avvinti, ricca di sfaccettature, intensa, anche complessa da alcuni punti di vista. C’è una vena profonda, onesta, coraggiosa e precisa nell’indagare l’animo del protagonista, i suoi turbamenti e c’è abilità nel far sì che tutto ciò, nella rocambolesca follia del libro, non stoni, anzi ben si amalgami con le varie uccisioni, divoramenti e misfatti della banda delle spaventose cavallette giganti e voraci.

Sicuramente un gran merito va allo stile di Smith, che è travolgente, pieno, ma anche divertente, comico, ironico. Fa spesso uso di ripetizioni, rimandi, sovrapposizioni di piani narrativi, che amplificano la sensazione di essere davanti ad uno scritto strabordante, esagerato, che non vuole lasciare il lettore, ben intenzionato a inglobarlo nelle reti di una storia assolutamente bislacca ma che, allo stesso tempo, miracolosamente, sta in piedi alla perfezione.

(Età consigliata: dai 15 anni)

“Grasshopper jungle” di Andrew Smith, Mondadori, 2016, 344 pag., 19 euro

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