Pinna Morsicata

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La vastità del mare da sempre è fonte di potenti suggestioni. Navigare, andare alla deriva, tenersi a galla, colare a picco, sono espressioni che, oltre al loro significato letterale, si usano sovente riferite alla sfera psicologica, perché evocano immagini, sensazioni, che ben calzano all’intensità di certi movimenti interiori.
Sono metafore che l’uomo ha scelto per esplorare e raccontare campi intimi e complessi. Usandole ha prodotto libri che, se da un lato raccontano storie, in apparenza perfino semplici, dall’altro scavano in fondo, entrando in risonanza con i moti dell’anima.

Fortemente metaforico è il romanzo di Cristiano Cavina, recentemente pubblicato dalla casa editrice Marcos y Marcos, “Pinna morsicata”. Delicato, lieve, anche divertente, si rivela ad una lettura sensibile e aperta profondo e toccante, capace di muovere corde emotive di adulti e ragazzi.
Sono corde che rispondono al suono di parole come tristezza, solitudine, sconforto, perfino più radicalmente depressione, ma possono allo stesso modo vibrare se si parla di incontro, vicinanza, ascolto, amicizia.

Sono tante le emozioni che riescono ad essere toccate dalle parole e dalle immagini di questo racconto, alcune perfino difficili da richiamare alla mente e al cuore, se provate. Ma l’effetto della lettura è benefico, catartico perché, senza offrire risposte ma solo la generosità di un momento empatico, permette al lettore di ritrovarsi, ripensarsi, aprendo le porte ad un momento di vicinanza con se stesso.

Quando incontriamo Pinna Morsicataun delfino giovane, con la pinna dorsale che porta il segno di un incontro ravvicinato, avvenuto durante l’infanzia, con uno squalo – di lui sappiamo poco. Veniamo subito a conoscenza della sua tristezza, del suo desiderio di lasciarsi andare alla deriva nel mare, da solo e senza alcuna destinazione. E’ un delfino rimasto senza il suo clan, per un avvenimento accaduto che non ci viene raccontato, ma del quale avvertiamo il grande peso.

Qualcosa è successo a Pinna Morsicata che gli ha tolto la voglia di vivere e lo ha fatto sentire indegno di accompagnarsi ai suoi simili e amici, al gruppo che lo ha sempre protetto e accudito.
Ma dietro la desolazione del pinnato protagonista conosciamo la sua indole, almeno quella che era. Pinna Morsicata era un giovane delfino vivace e intraprendente, curioso e assetato di vita e d’avventura. Non si accontentava dei suoi limiti, non amava le regole. Come tanti coetanei, soprattutto umani, desiderava spingersi oltre, mettersi alla prova, poco fidandosi dei divieti imposti da saggi e adulti.

Cosa ha portato Pinna Morsicata a perdere la speranza?

Per scoprirlo bisogna arrivare alle ultime pagine del libro, ma il percorso non è solo del lettore ma anche del delfino, che deve affrontare un cammino di crescita e acquisizione di consapevolezza. In questo risulta fondamentale l’incontro con Spigolo, un pesce dalla forma stramba – che assomiglia di profilo ad una valigia e di fronte a una busta della spesa.

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Spigolo ha un problema: un difetto alle pinne caudali lo porta a colare a picco ogni volta che si addormenta. Cadere in profondità può essere rischioso anche per un abitante del mare, per via della pressione che pesa sui fondali, e così il pesce ha bisogno di un compagno di navigazione che, quando sprofonda, lo possa “nasare su”, cioè spingere in superficie con il naso.

Così inizia la navigazione in compagnia dei due, apparentemente per un bisogno fisico, ma sotto la superficie per motivi emotivi che nessuno dei due ha ancora la forza e il coraggio di esprimere. Entrambi custodiscono segreti dolorosi che non possono svelare, sebbene il viaggio condiviso, tra sbuffi, discussioni, bisticci e silenzi, correndo anche veri pericoli, piano piano inizi a scalfire le corazze.

Spigolo ha tante storie da raccontare, perché ha viaggiato. Conosce le lingue di tantissime specie marine, pare un po’ invadente ma è anche saggio, sincero. Pinna Morsicata è insofferente come i giovani, spesso ha un atteggiamento sostenuto, preferisce mostrarsi inaccessibile, difendere la sua solitudine.

Ci vorrà del tempo per portare entrambi a confidarsi, incontrarsi davvero nelle loro fragilità, ma anche nella loro forza. E quel momento sarà per Pinna Morsicata fondamentale per un confronto con se stesso, per una conquistata consapevolezza, per un importante gradino di crescita.

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I dialoghi tra i due, così come il racconto della loro navigazione, sono deliziosi. Divertenti ma allo stesso tempo illuminanti. Cavina usa una prosa originale, curata, ma anche fresca e spassosa che ben lega la narrazione all’ambiente marino, pur trattandosi di un racconto metaforico. Cita nomi di specie di pesci e abitanti del mare, adatta modi di dire, crea un gergo che caratterizza i suoi personaggi, rendendoli vivi, simpatici, divertenti.

Il risultato è un romanzo che, pur echeggiando con temi interiori, non perde di vista il suo essere (anche) una storia bella di per sé, permettendole ancora di più di entrare nel cuore del lettore ad esercitare il suo potere catartico ed empatico. Terapeutico nel buon senso della parola.

Ho deciso che, seppure di solito alla fine delle mie recensioni indico un’età di riferimento per la destinazione del libro, per questo non lo farò. Perché la sua natura lo rende un racconto per tutti, per chi ne ha bisogno direi. Allo stesso tempo non lo consiglierei a bambini troppo piccoli, prima dell’ingresso alla scuola secondaria, proprio perché, pur nella lettura condivisa ad alta voce (cui questo libro si presta) non riuscirebbe probabilmente ad essere colta tutta la forza della storia. Una forza che è stratificata, che può parlare diverse lingue a diversi lettori, ma proprio per non svilire l’essenza di un bel libro, è giusto che incontri chi ha un terreno emotivo già avviato verso la giusta maturazione per coglierla.

Belle e degne di nota, infine, le illustrazioni tricromatiche di Laura Fanelli. In azzurro, bianco e giallo a disegnare con tratti morbidi e sporchi, riempiti con colori farinosi, i fondali marini, percorsi da figure semplici ed essenziali. L’effetto è armonico e aggraziato, intonato con il font azzurro del testo, che regala anche rilassatezza alla lettura.

“Pinna Morsicata” di Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, 2016, 170 pag., 15 euro

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2 pensieri su “Pinna Morsicata

  1. mio figlio ha 4 anni ed ama i pesci, credi che sia una lettura sostenibile a voce alta per un bimbo della sua età, o che sia troppo lungo e complesso questo libro? grazie, ti seguo, anzi sei la mia GURU! 😉

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