A un passo dalle stelle

passostelle

Sono una camminatrice, purtroppo – ahimè – poco praticante. Il tempo, gli spazi, gli impegni remano contro la possibilità di seguire una passione che richiederebbe ore lunghe e calme, luoghi appropriati.
Ma l’amore resta e io, se posso, vado a piedi. Prediligo i sentieri di montagna, ma mi accontento anche di vie campagnole, o almeno in mezzo al verde, agli alberi. In mancanza vanno bene anche percorsi cittadini, piuttosto che aspettare i mezzi pubblici spesso e volentieri cammino.

Per questi motivi mi sento sempre in sintonia con chi compie viaggi contando sulle proprie gambe, li invidio anche un po’, diciamolo. Mi ritrovo perfettamente in linea con chi afferma che camminare aiuta a far pace con i propri pensieri, a dar loro un respiro, ad aprire alle idee, alla creatività, alle vie dell’autoguarigione (psicologica, sia chiaro). Che si metta in cammino chi ha bisogno di aprire una porta dentro sé.

Non ho mai provato un Cammino, come quello di Santiago o la Via Francigena, anche se ne subisco il fascino. Per questo ho letto con piacere, e con una certa voracità, il romanzo di Daniela Palumbo “A un passo dalle stelle”. Un racconto che l’autrice ha scritto forte della sua esperienza di pellegrina, che conosce le gioie, ma anche le difficoltà, di questi percorsi.

Ho chiesto a Daniela, che ha cominciato ad intraprende cammini in età adulta ma con entusiasmo, di raccontarmi cosa rende speciale questa pratica: “Ho capito che in cammino ci si mette chi sta cercando, il cammino ti mette a nudo e ti dà le risposte, se tu le cerchi. Non dico che sia l’unico modo di mettersi in uno spirito di ricerca. Ma è la modalità che preferisco”

Lei, Daniela, così come la protagonista del suo libro, ha intrapreso per la prima volta un tratto della Via Francigena per assecondare il desiderio di un familiare. Ma il tempo è stato breve per appassionarsi. Sempre lungo il cammino, come i suoi personaggi, ha fatto incontri che le hanno fatto capire come talvolta essere accomunati dal percorso è qualcosa che va oltre il fatto, puramente fisico, di fare la stessa strada. E’ qualcosa di profondo, crea una disposizione che è anche ad aprirsi gli uni verso gli altri, perché si è accomunati da un tempo più lento e uno spazio più ampio. Per ascoltarsi ma anche per ascoltare, per creare legami belli e di apertura.

Giorgia ha quindici anni, una migliore amica e una cotta mai dichiarata per un ragazzo popolare della scuola. Un’adolescenza comune, fatta di lezioni al liceo, uscite con coetanei e lunghi silenzi a casa, dove il rapporto tra Diana e Davide, i suoi genitori, non naviga in buone acque. Ma per Giorgia c’è qualcosa in più: l’uomo e la donna con cui vive da sempre non sono padre e madre biologici, la ragazza è stata adottata quando era neonata, perché abbandonata alla nascita. Ma in un periodo di instabilità e di costruzione del sé come l’adolescenza, per Giorgia è destabilizzante non sapere chi sia la donna che l’ha partorita, avere la macchia del rifiuto che pesa su di lei, seppure i suoi genitori adottivi la amino molto. Lei è ossessionata dal desiderio di conoscere la sua vera madre.

In questo periodo di tempesta emotiva arriva come un fulmine (a ciel già nuvoloso) la proposta di Diana di intraprendere, tutti e tre insieme, un tratto del Cammino della Via Francigena, da Lucca a Roma. La reazione di Giorgia è negativa: non trova nulla di affascinante nell’idea di percorrere chilometri e chilometri a piedi, in compagnia di estranei – perché la famiglia ha previsto di unirsi a un gruppo, capitanato da due guide, Fabien e Gaia – senza comodità, senza gli amici e la quotidianità cui è abituata.
Alla fine, dopo un patto con i genitori, accetta ed inizia così la sua avventura di avvicinamento, lento e diffidente, allo spirito del Cammino. Uno spirito fatto sì di sacrifici, fatica, pochi agi, ma anche di incontri, amicizie, di un tempo nuovo, di riscoperte possibilità di guardare il mondo, la natura, la gente,

Nel suo gruppo ci sono alcuni ragazzi e una ragazza, ciascuno con una storia da raccontare, con un bagaglio sulle spalle. Così come gli adulti. Ogni persona porta in Cammino sé, la sua storia, i suoi dolori e si mette in una sorta di comunione con gli altri, non spudorata, non invadente, semplicemente onesta, vera.

Piano piano Giorgia inizia a capire, a sentire, che il cammino le piace, che entra in sintonia con lei, con ciò che va cercando – una riappacificazione col mondo, meno solitudine, la capacità di fidarsi e di offrire accoglienza a chi la ama, di liberarsi dalla negatività del suo passato. Questo anche grazie a delle lettere speciali che rendono il percorso una sorta di caccia al tesoro sulla scia di parole abbandonate in un libro da un ragazzo. Alessio, che ha intrapreso il cammino prima di lei, ha deciso di regalare al pellegrino che li avrebbe trovati i suoi pensieri e di invitarlo a ritrovarne altri, via via ad ogni tappa.
Così, sera dopo sera, Giorgia legge le lettere di Alessio, che la aiutano a guardarsi dentro, che entrano in risonanza con il suo animo. Nel frattempo nascono amicizie, amori perfino, ci sono incontri speciali, dialoghi importanti.
Fino a Roma, dove il viaggio finisce e si torna alla vita normale, che sarà però modificata in profondità da tutto ciò che il Cammino ha permesso e stimolato.

Un romanzo fitto di storie che si intrecciano, storie come quelle che tante persone intorno a noi portano sulle spalle; vicende di vita, di sentimenti, di destino. Racconti probabilmente inventati ma che potrebbero essere veri e, soprattutto, ciò che si avverte è che il collante tra essi, cioè l’esperienza del Cammino, è qualcosa di autentico, qualcosa che chi racconta conosce in un’essenza simile a quella narrata.

Un libro che potrebbe essere apprezzato anche dagli adulti perché lo stimolo a guardarsi dentro non ha età. Come anche la voglia di mettersi in viaggio sulla Via Francigena.

(Età consigliata: dai 13 anni)

“A un passo dalle stelle” di Daniela Palumbo, Giunti, 2016, 208 pag., 12 euro

Se il libro ti piace, compralo qui: A un passo dalle stelle

 

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2 pensieri su “A un passo dalle stelle

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