Il segreto del manoscritto

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Recensione di Valeria Bodò

Buon sangue non mente.
Quando in famiglia possiamo annoverare un famoso giallista, scrittore acclamato e provetto detective, la genetica non tradisce, salta due generazioni e scrive il DNA di una nipote attenta e curiosa come un segugio.

Susi ha dodici anni e un problema: sta per arrivare da Roma sua cugina Cecilia, con cui non ha proprio nulla in comune. Una è sempre vissuta in una piccola isola di pescatori, veste semplicemente, ama scrivere e leggere; l’altra è tutta smalti e vestiti alla moda, superficiale e un po’ spocchiosa.
L’eredità artistica del bisnonno di Susi, il famoso scrittore Ludovico Bardo, è stata raccolta solo dalla nipote; il resto della sua famiglia l’ha utilizzata invece per riorganizzare il bilancio familiare, aprendo parte dell’antica casa dello scrittore al pubblico e creandone un Museo a lui dedicato, il punto di ritrovo di tanti appassionati fan da tutta Europa.

Ma ora l’estate sta per prendere una piega del tutto inaspettata.

Un gatto bianco, silenzioso e riservato, gira indisturbato per la casa da oltre un secolo. Certo, non è lo stesso del bisnonno, ma sembra conoscere fin troppo bene ogni angolo e segreto di quella vecchia casa piena di mobili antichi e tappeti preziosi.

Ed è proprio quel gatto sfuggente che mostra a Susi un cassetto segreto dello scrittoio del bisnonno. All’interno, il finale del manoscritto dell’ultimo romanzo di Ludovico Bardo, rimasto apparentemente incompiuto a causa della morte dello scrittore. Insieme alle pagine segrete c’è un vecchio ritaglio di giornale ingiallito: un articolo racconta il furto di gioielli avvenuto tanti anni prima, proprio nell’isola, e mostra un prezioso medaglione rubato. Il fatto di cronaca sembra ripercorrere la trama del libro incompiuto: che il bisnonno si sia ispirato ad una storia vera, accaduta proprio lì?

Mentre il paese intero si prepara per l’ultimo saluto alla vecchia amica di tutta l’isola, Bernardina, Susi decide di non raccontare momentaneamente a nessuno del suo ritrovamento, nemmeno ad Antonio, suo amico leale e saggio.
Ma proprio nel momento di chiudere per l’ultima volta la bara dell’anziana, una mano confusa tra la folla lancia un mazzo di fiori a cui è legato uno strano medaglione. Susi riesce velocemente a vedere la faccia del gioiello: raffigura un drago, lo stesso ritratto mostrato nel vecchio articolo di giornale ritrovato nel cassetto segreto, scomparso per quasi un secolo.

In un giallo che sa di avventura e profuma di mare e salsedine, Susi, Antonio e Cecilia si troveranno a dover sciogliere un antico mistero che ha radici nel passato di tutti gli abitanti dell’isola.

Susi e Ludovico hanno un destino parallelo: da bisnonno a nipote, entrambi hanno un animo curioso, un occhio attento e la capacità di indagare. L’eco dei racconti del bisnonno si trasmette nei suoi libri, arrivando fino alla ragazza, che sa raccogliere la sua preziosa eredità. Insieme all’insostituibile Antonio e a Cecilia, che sembra cambiata in pochi giorni, la giovane protagonista si lancia in un conto alla rovescia per risolvere il caso.
Servirà tutto il loro coraggio per affrontare non solo i pericoli reali, ma soprattutto per scavare in un passato fino a quel momento inaccessibile e segreto.

Gli spazi aperti sono rappresentati da una natura rigogliosa, ben diversa dalla rassicurante casa di Susi o dalla familiare pizzeria del papà di Antonio: le scogliere, le grotte, i picchi possono costituire pericoli e celare misteri, ma che anche svelarli generosamente.

Giuliana Facchini ama gli animali, amici insostituibili: nei suoi romanzi difficilmente può mancare un gatto o un cane, detentori di un saggezza atavica e lungimirante.

I ragazzi in fondo hanno bisogno delle loro radici, di conoscere e riappacificarsi con la loro storia. È forse per questo che il personaggio della nonna Adelaide è la colonna portante della famiglia e del paese intero, memoria storica di un passato racchiuso e nascosto.

L’autrice mescola elementi del romanzo giallo e di avventura ad una narrazione leggera che rende godibile la lettura. I personaggi sono delineati con poche ma efficaci pennellate, grazie quali si scopre, a sorpresa, un’anima comica e irriverente della scrittrice, che rendono la narrazione ancora più piacevole e la storia più divertente.

Nota di valore è la copertina di Cinzia Ghigliano, premio Andersen 2016. Il gatto, elemento totem del romanzo, ci guarda intensamente, misterioso come una sfinge ma complice. Sarebbe bello ritrovare, magari nelle prossime edizioni del libro, altre illustrazioni all’interno, ricche dei particolari, delle ombre e delle prospettive tipiche dell’illustratrice.

(Consigliato dai 9 o 10 anni)

“Il segreto del manoscritto” di Giuliana Facchini, Notes Edizioni, 2016, 141 pag., 10 euro

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