Dire Fare Ballare. L’abecedario che fa giocare le parole

direfarecop

Che idea strampalata – direte voi – scrivere di un abecedario, magari perfino consigliarne l’acquisto, alla fine di Giugno, con le scuole chiuse da pochi giorni e i bambini – ma che dico? I bambini, i genitori, e decisamente anche maestre e maestri – tutt’altro che desiderosi di pensare a vocali, consonanti e tutto ciò che con esse è imparentato.

Eppure. Eppure c’è un motivo per il quale ritengo azzeccata la scelta di parlare di lettere e di alfabeto quando fuori brilla (più o meno) il sole e le porte delle classi sono sbarrate. Pensateci un po’: a scuola si sta (o almeno si dovrebbe stare) seduti, fermi, tranquilli e buonini, in vacanza si giocaG come – si viaggia – V come – si C-canta e si B-balla.

abecedario 5

E allora ecco a voi l’abecedario del movimento, quello che, come recita il sottotitolo, fa giocare le parole. Pensato da Ruth Kaufman e Raquel Franco e pubblicato in Italia da Giralangolo, dopo che, lo scorso anno, è risultato vincitore del prestigioso Premio Bologna Ragazzi Award nella categoria New Horizons.

La maggior parte di noi è abituata agli abecedari classici, da parete di aula scolastica: A come ape, B come Banana, al massimo H come Hotel. Chi invece bazzica la letteratura per l’infanzia ha il privilegio di sfogliare albi sul tema belli e ricercati, con grafiche originali e artistiche, costruzioni cartotecniche tra le più audaci e d’effetto.

Questo albo è semplice nella sua realizzazione, ma ha alla base un’idea pregiata e innovativa: legare le lettere alle azioni e non ai più abusati sostantivi. Le azioni poi, si sa, si possono compiere in diverse situazioni, accostate a molteplici nomi acquisiscono significati differenti, aprono scenari, suggeriscono idee.

E’ come se le lettere, insieme alle parole, si mettessero in movimento ed è bello legare l’alfabeto ad un’idea dinamica, del fare, del divenire, e dissociarlo dall’immagine statica dello studio, metodico e a memoria magari.

A, allora, è la lettera di Amare. E chi si può amare? La maestra, certo, gli amici, senz’altro. Ma si può amare anche la libertà e da qui possono partire racconti, pensieri, suggestioni che la vecchia Ape non ci avrebbe regalato.

abecedario 4

La L chiama Leggere, naturalmente. E lo si può fare da soli o in compagnia, si può leggere un libro o un segnale stradale.

Per la E si è scelta una parola attuale e in parte dolorosa: emigrare. E lo scenario è uno solo e non è felice: una fragile barchetta in mezzo al mare, un passeggero che piange e la frase, dura e significativa, emigrare per forza.

abecedario 7

Le autrici d’altra parte non ci tengono ad edulcorare: le parole servono ad esprimere concetti piacevoli e altri meno. Raccontano la realtà, quella che è, quella che deve essere narrata nei libri, in tutti i libri, perfino quelli per bambini.

Accanto alla E infatti fa sfoggio la F, che è quella di Festeggiare, magari tutti insieme. E via di pensieri e ricordi felici, che il bambino, o la classe se l’uso del libro è a scuola, può condividere.

Un alfabetiere d’altra parte non esaurisce le parole, e tantomeno questo esaurisce le azioni possibili associate ad un verbo. Da lì il gioco iniziato può continuare: Tirare cosa e perché, e Ridere quando, dove, di chi o con chi?

abecedario 15

Un albo sicuramente utile per imparare le lettere, sia perché se associate ad azioni risultano più dinamiche, allegre vivaci, sia perché la possibilità di ripetere la parola, legandola a diversi sostantivi e quindi cambiando la “scena”, rende l’atto della memorizzazione meno noioso e più divertente.

Ma a mio parere un libro perfetto anche per esercitare la fantasia – che con l’abicì, ammettiamolo, non l’abbiamo mai imparentata – perché le tante piccole immagini che illustrano le varie frasi spingono ad inventare storie, a raccontare o a raccontarsi.

I disegni di Diego Bianki in questo aiutano: sono buffi e bizzarri ma anche movimentati e fluidi. Tanti personaggi ad animare i piccoli testi. Anzi, ad andare ben oltre le parole, perché se si osserva bene ogni scenetta amplia e arricchisce le frasi elementari, suggerisce un diverso punto di vista, introduce elementi per sorridere o perfino per riflettere.

Una gran varietà su cui sbizzarrirsi ed osservare, a partire dalla copertina e dai bei risguardi , sui quali io personalmente indugerei a lungo – e sono convinta anche molti bambini – a notare tanti particolari nella gran folla vivace e colorata che introduce alla lettura da un lato con allegria, dall’altro con un segnale chiaro: ehi qui non vi elencheremo solo delle semplici lettere, perché l’alfabeto serve per raccontare il mondo!

(Età consigliata: dai 5 anni)

“Dire Fare Ballare. L’abecedario che fa giocare le parole” di Ruth Kaufman e Raquel Franco, ill. Diego Bianki, Giralangolo, 2016, 38 pag., 15 euro

Se il libro ti piace, compralo qui: Dire, fare, ballare. L’abecedario che fa giocare le parole

Annunci

Un pensiero su “Dire Fare Ballare. L’abecedario che fa giocare le parole

  1. Ma è una meraviglia! Mi sto appassionando sempre più agli abbecedari e questo non lo conoscevo. Associare le lettere alle azioni è sicuramente una formula vincente per l’insegnamento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...