L’isola. Una storia di tutti i giorni

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Recensione di Silvia

Grigio, tanto grigio. Una storia di disumanità o forse solo di paura.
Una zattera distrutta, un uomo nudo, un’isola; tre elementi per un racconto fin troppo comune: “una storia di tutti i giorni”, recita il sottotitolo.
Un muro e fuori il mare, due parole quasi uguali eppure lontanissime, una separa, chiude, nasconde, l’altra è infinito, spazio, orizzonte.
Appaiono così, una contro l’altra, nelle prime pagine del libro, ma il mare di Greder è un mare scuro, quasi nero, visto da una piccola scialuppa, con grandi onde da sfidare e solo laggiù, in lontananza, un piccolo bagliore di speranza.

Un giorno, in una piccola isola, dal mare arriva un uomo, uno straniero. Gli abitanti sono diffidenti e si sentono invasi da una novità che potrebbe sconvolgere le loro vite. Il primo istinto è quello di ributtarlo in mare e dimenticare l’episodio per sempre, senza nessun rimorso; solo un pescatore si oppone e così l’uomo viene accompagnato, a distanza di forconi, in un vecchio ovile, lontano dagli occhi e dalle loro case, per dimenticarlo, possibilmente per sempre. Eppure il pensiero di quella presenza infesta i loro sogni e la sua ombra serpeggia e penetra nelle loro vite.
L’uomo, che nessuno cerca neanche di avvicinare, si trasforma nel pensiero collettivo in giganteschi miti spaventosi che si tramandano veloci tra la gente, e l’idea di tutte le cose terribili che potrebbero succedere per la sua presenza porta gli isolani, forconi alla mano così come lo avevano raccolto, a respingerlo in mare, abbandonandolo al suo destino… Un uomo senza colpe, che per tutto il tempo era rimasto semplicemente chiuso là dove lo avevano messo.

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Armin Greder, svizzero emigrato in Australia, ha caro nei suoi libri il tema della paura dell’ignoto, della guerra e della perdita di umanità, argomenti che riesce a rendere in maniera così perfetta, con chiarezza ad allo stesso tempo intensità, da lasciare senza fiato,.
In questo ricercato libro, pubblicato in Italia da Orecchio Acerbo nel 2008, per la prima volta Greder si propone come autore unico, una scelta che risulta vincente: lo stile delle sue immagini, quasi monocrome, caratterizzate da un duro tratto graffiato e sporco, combacia perfettamente con il testo, asciutto e diretto.
Dal tratto emergono la sofferenza, il dolore, l’ignoto, l’incubo; in una stupenda tavola una donna viene ritratta nel momento di massimo spavento, la paura è tale da deformarne i tratti del volto: gli occhi spalancati, la bocca aperta evocano l’orrore. Il senso di inquietudine che trasmette fa emergere nel ricordo un lontano e angoscioso dipinto, ben familiare nell’immaginario comune: “L’urlo” di Munch.

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Il racconto delle semplici azioni quotidiane di un villaggio che cerca di dimenticare, resistente al cambiamento, il gioco dei bambini di imitare i grandi con bastoni al posto di forconi e l’ombra di un deforme straniero, addirittura con diaboliche corna, in agguato ai piedi del letto, sono solo alcuni degli spunti che colpiscono con forza occhi e cuore, e segnano le menti di chi sfoglia questo albo; un libro che non può lasciare indifferenti.

Mi è capitato qualche giorno fa di proporlo in una classe quinta della scuola primaria in cui insegno: occhi spalancati, silenzio (cosa che chi lavora a scuola sa essere assai rara!), e poi, nel climax della tensione, il finale. Un finale forte, spiazzante, apparentemente senza speranza, che ha aperto un lungo ed infervorato dibattito tra i vivaci allievi.
Si dice che un buon libro sia quello che ti fa venir voglia di leggerlo di nuovo, quello in cui ti senti sempre ad un passo dalla verità, dalla comprensione. L’altro giorno in classe è stata magia.

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Grazie ad un albo straordinario, che mostra come nasce e si amplifica la paura del diverso, dove risiedono i pregiudizi, e come portano fino all’odio, i ragazzi e i bambini sono spinti a mettere in discussione se stessi ed il proprio modo di pensare. E il sapersi mettere in discussione senza timore può essere un primo significativo passo di cambiamento e vera apertura verso l’altro.

Sul suo sito la casa editrice mette a disposizione alcuni interessanti spunti di riflessione per la scuola.
Tra gli altri titoli di Armin Greder pubblicati da Orecchio Acerbo ci sono: “La città” e “Gli stranieri”.

(Età consigliata: da 11 anni)

“L’isola. Una storia di tutti i giorni” di Armin Greder, Orecchio Acerbo, 2008, 32 p., 16,50 euro

Se il libro ti piace, compralo qui: L’isola. Una storia di tutti i giorni

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