Roller Girl

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Fumetti che passione! Se ripenso a me ragazzina, nulla mi arrecava maggior piacere , nei caldi dopopranzo estivi, che rintanarmi nel cantuccio più fresco della casa con un giornalino a fumetti in mano. Mi rilassavo, mi divertivo; parole e figure, con il loro legame vivo e dinamico, l’impareggiabile vivacità, mi rapivano e mi regalavano ore di beatitudine.

A quei tempi mi limitavo a Topolino, al Corriere dei Piccoli o alle avventure dei supereroi, ma sono certa che se avessi avuto “Roller Girl” di Victoria Jamieson, lo avrei divorato, sforzandomi allo stesso tempo di centellinarlo per non farlo terminare, controsenso che accade solo con le letture che piacciono di più. Avrebbe trovato pienamente il favore della me undici-dodicenne perché allo stesso tempo briosa e acuta nel rappresentare quell’età ibrida, a cavallo tra infanzia e adolescenza. Quel periodo in cui è tutto un po’ sdrucciolevole e in divenire e la realtà intorno si deve con fatica ridisegnare per incontrare i cambiamenti dovuti ai primi tumulti. Scosse che mettono in dubbio la geografia degli affetti, le priorità, gli interessi, le passioni.

Astrid si affaccia esattamente su quella soglia. Di sé sa che ha avuto sempre una migliore amica, Nicole, con la quale è abituata a dividere tutto, esperienze comprese. Le due sono diverse, perfino nell’aspetto, ma le dinamiche affettive dell’infanzia hanno sempre amalgamato il tutto. Arriva però il momento di scoprirsi differenti
Quando infatti la mamma di Astrid, durante una delle solite ISC (Illuminanti Serate Culturali) che è solita organizzare, accompagna le due amiche ad un incontro di Roller Derby – uno sport piuttosto movimentato che si pratica sui pattini a rotelle – Astrid rimane conquistata e non ha dubbi: diventerà una Roller Girl anche lei! Meno entusiasta è Nicole, che ama invece la danza e le occupazioni più posate e tranquille. Non seguirà quindi l’amica nel campo estivo sui pattini, preferendone un altro a tema danzante, in compagnia di Rachel, che da sempre è nemica giurata di Astrid.

Per la protagonista si prospetta quindi un quadro non troppo felice di gelosie, ma, con o senza Nicole, è decisa a seguire la sua fascinazione per il Roller Derby. A conquistarla, oltre allo sport in sé, è l’immagine delle giocatrici, che appaiono così eccentriche, sicure e grintose, con i loro nomi aggressivi, i tatuaggi, i capelli colorati dai tagli estrosi, il trucco accentuato e i vestiti strambi. Sono, agli occhi di Astrid, ragazze grandi, che hanno trovato la loro strada nell’affermazione del sé. In pratica un modello, soprattutto la sua preferita: l’impareggiabile campionessa Rainbow Bite.

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Al campo estivo non si rivela facile trovare un proprio spazio, imparare con tenacia, trovare nuove amiche. Ma Astrid è decisa a farcela, è motivata a giocare al meglio la partita finale. Anche il cambiamento di look – la chioma che dipingerà di azzurro – è un passo in questa direzione: dimostrare che esiste una nuova se stessa che sta uscendo da guscio e sceglie.

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Un racconto di crescita, dove tanti passi di rivalsa e di autodeterminazione acquisiscono un significato emblematico. Astrid avverte che dentro di lei è in atto un cambiamento e caparbiamente va alla ricerca del suo spazio, avvia la costruzione della sua personalità anche per far fronte alle perdite, ai nuovi scenari che si disegnano intorno a lei.
Lo sport è il catalizzatore di tutti questi sforzi, che la simpaticissima protagonista compie per cercare un’immagine – esterna ed interna – che la rappresenti e che indirizzi la sua uscita dall’infanzia.

La attende un territorio con tante domande e poche certezze, con molte più insicurezze e prove da affrontare. Ma il coraggio, la tenacia, la capacità di non perdersi (troppo) d’animo la aiutano, non ultimo a trascorrere un’estate speciale.

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La narrazione in prima persona – tutta dalla voce fresca e spigliata di Astrid –rende la lettura coinvolgente, vivace e divertente. Soprattutto per l’autenticità della protagonista, spontanea e sincera, perfetta per l’immedesimazione di tante coetanee lettrici.

(Età consigliata: da 10 anni)

“Roller Girl” di Victoria Jamieson, Il Castoro, 2016, 240 pag., 15,50 euro

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Un pensiero su “Roller Girl

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