Il lago del tempo fermo

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Recensione di Valeria

Lo scorrere del tempo è un concetto strano: a volte corre, quando siamo felici e in compagnia di chi amiamo. A volte invece il tempo sembra fermarsi, passare lentissimo o non passare più, come se qualcuno o qualcosa avesse bloccato le lancette, congelato gli istanti. E con loro tutto ciò che c’è attorno, perfino la natura, le emozioni e i sentimenti.

Viola ha undici anni ed è pronta a passare le vacanze estive nel paese dei suoi nonni. L’anziano Felice, zio di suo padre, ha lasciato alla famiglia una vecchia casa, una struttura con salde fondamenta, tante stanze e una soffitta polverosa.

Viola a volte è introversa e solitaria, forse anche a causa della sua passione per la neve e il freddo, che la fanno sembrare, agli occhi dei suoi coetanei, una tipa un po’ stramba. Fuori dall’ala protettiva e un po’ soffocante di mamma e senza la compagnia della sorella maggiore, ha un’estate davanti a sé in compagnia dell’amato papà, che è meno presente da quando è andato via di casa.
C’è anche Artù, un cane pastore che abbaia solo al passaggio delle cince, e un nuovo amico della casa accanto, un ragazzo giapponese di nome Yuki, con un ciuffo che gli copre lo sguardo e la passione per la luna e le stelle.

Il paesino ha poche anime, soprattutto anziani che hanno mantenuto le loro abitudini e vivono lontano dal resto del mondo.
Viola però avverte che attorno a lei il paese è fermo in una strana atmosfera sospesa… Perfino il campanile suona le ore del giorno in maniera sbagliata, a causa della strana abitudine del sacrestano. Ognuno è chiuso nei suoi silenzi, assorto da pensieri e ricordi. Certe volte anche il papà sembra diventare sfuggente.

C’è nell’aria un segreto che nessuno ha il tempo né la voglia di raccontarle.

Una volta nel paese c’era un lago, che da anni è stato prosciugato. A causa dell’inquinamento, dicono, ma nessuno vuole aggiungere altre informazioni. La natura però parla chiaramente a chi sa ascoltarla, come Viola e Yuki: mentre le cince cantano e Artù tira il guinzaglio, il lago addormentato chiama.

Pazienza e amore”, le ricorda la nonna: per superare una situazione difficile bisogna allenarsi alla pazienza e credere nell’amore. Ma Viola freme, ha bisogno di risposte: vuole che qualcuno le spieghi cosa succede attorno a lei, in quel paese misterioso e sospeso; vuole che le si spieghi perché gli adulti agiscono in modo così complesso e pieno di non detti. Vorrebbe che qualcuno la rassicurasse e le spiegasse perché tutti sono così sfuggenti, cosa è successo in paese di tanto importante da fermare il tempo e i ricordi. E forse anche qualcuno che le dicesse perché gli adulti cambiano, si amano e poi si lasciano, come hanno fatto i suoi genitori.
Forse sono gli adulti a non essere pronti però a raccontare. I grandi danno risposte a metà, sono chiusi nei loro pensieri, come una soffitta in cui è proibito avvicinarsi.

Viola invece è matura, sa leggere le emozioni di chi le è accanto con molta attenzione. E anche se attorno a lei gli adulti non se ne accorgono, è il paese stesso e la natura a parlarle e a condurla nei luoghi dove, anni prima, si congelarono le emozioni.

Laura Bonalumi ha dato vita ad un racconto diretto, intrigante e misterioso, che può incuriosire molti giovani lettori.
Non siamo davanti ad un giallo puro: le vicende di Viola sono quelle di una giovanissima che cresce. Sta imparando a confrontarsi con il mondo degli adulti e a trovare una sua dimensione, in cui sia riconosciuta e apprezzata anche per le sue passioni fuori dal comune.

L’autrice si muove tra elementi di realismo magico e mistero, in un ritmo che sa aumentare al momento giusto e creare momenti di suspance ben calibrati. Anche il rapporto tra Viola e Yuki, innocente e romantico, non è banalizzato, ma poetico e racchiuso tra i versi di un haiku o di un pittogramma.

La storia profuma delle estati in campagna, nella vecchia casa del paese dei nonni: chi non vorrebbe trovarsi davanti ad un fitto mistero come quello che vivono Viola e Yuki?
Il Battello a vapore sceglie per i suoi lettori una lettura fresca, estiva e appassionante, ma non banale, nella quale non mancano domande, momenti di riflessione, crescita e confronto.

Il libro è illustrato da Simona Bursi, che ha letto la storia in una chiave contemporanea e realistica.

(Consigliato a partire dai 10 anni)

“Il lago del tempo fermo” di Laura Bonalumi, ill. Simona Bursi, Il Battello a vapore, Piemme, 2016, 275 p., 9,50 euro

Se il libro ti piace, compralo qui: Il lago del tempo fermo

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