Sii bella, sii brava, sii remissiva

soloper sempreLa casa editrice Il Castoro ha lanciato da pochissimo una nuova collana di romanzi YA, dal marchio Hot Spot, che si propone come collettore di storie che aiutino a “scoprire il mondo con occhi nuovi e più aperti”

Dei due titoli che aprono la collana – “Solo per sempre tua” e “Onora il padre” – ho avuto il piacere di leggere il primo, libro d’esordio della scrittrice irlandese Louise O’Neill, che mi ha decisamente toccata, perché è forte ed esula da molti dei canoni dei romanzi pensati per i ragazzi.

L’ambientazione distopica, ampiamente impiegata nei libri per teen, qui fa da sfondo ad una denuncia sociale chiara e decisa. (E’ vero che la messa a nudo di contraddizioni e tare della società è uno dei motori del genere distopico, ma dopo che esso è diventato di moda, in molti romanzi si è persa di vista, oppure è talmente rarefatta e generica da non essere incisiva, da non riuscire a turbare)

Qui invece il turbamento accompagna costantemente il lettore, che non viene rassicurato o coccolato. Questo è un altro elemento divergente rispetto ai classici sviluppi dei romanzi per ragazzi, anche quelli definito cross-over, che quasi sempre cercano di offrire a chi legge una speranza palese, un sollievo finale.

(E ci vuole coraggio a scostarsi da questo diffuso modus, come quello che ha Kevin Brooks, nei suoi lavori come Bunker Diary o L’estate del coniglio nero)

Ancora, è degna di nota la modalità con cui la O’Neill parla del sesso: senza mezze parole e falsi pudori. D’altra parte, per il tema scelto e la trama, se non avesse adottato una simile modalità la forza stessa del libro sarebbe stata diminuita. In un universo creato per compiacere le brame e i desideri dei soli maschi, unici padroni indiscussi del potere, dove la donna è solo un mezzo per procreare, per badare alla prole e per il piacere, non avrebbe avuto senso non raccontare esplicitamente la centralità del lato deteriore del sesso, quello scisso da amore e rispetto, praticato solo per godimento dell’uomo e per rafforzarne il predominio sulla donna.

Una sorta di educazione sentimentale all’incontrario: mostrare cosa il sesso non dovrebbe essere per spingere a riflettere, soprattutto in un’età in cui ci si affaccia alle prime esperienze ed è importante che esse non siano veicolate da immagini stereotipate, costruite sui modelli sociali predominanti – distorti, violenti, vuoti – che non rispettano emozioni, sentimenti, diversità e amore di sé.

D’altra parte tutto nel romanzo riesce a scioccare, un’emozione che invade il lettore trovatosi di fronte ad un’invenzione narrativa che, pur estremizzando, di fatto parla e denuncia il reale. Un reale che, come sostiene la stessa autrice, è permeato da “pressione che spinge le donne a conformarsi con un’idea astratta di perfezione”, costituito da “una società ancora intrinsecamente patriarcale, dove le donne devono essere magre, desiderabili e, per non deludere, anche buone madri.”

Il turbamento e l’efficacia nascono da questo continuo, sotterraneo, pungente parallelo tra finzione e realtà. E dopo la lettura qualche comportamento, alcune immagini alla tv, qualche pensiero talmente assimilato da parere ovvio, cominciano a prudere, a richiamare passaggi, a insinuare dubbi.

Una scomodità che fa crescere, fa riflettere sulla società, sulla propria vita.

Una vita che magari può apparire ben diversa da quella di freida, isabel e le altre “eva”, le cui esistenze sono talmente secondarie e insignificanti da non meritare nemmeno la lettera maiuscola a principiare il nome.

Ma è diversa davvero?

Siamo in un futuro post catastrofico e la razza umana è costretta a vivere in luoghi segregati detti Zone. La popolazione è molto ridotta e si è persa la capacità di concepire figlie femmine.

Per garantire il proseguimento della specie, le donne nascono in laboratorio, grazie ad ingegneri genetici, che le progettano alla perfezione, come esseri bellissimi e seducenti. Le bambine, dette “eva”, vengono allevate in scuole fino all’età di diciassette anni, quando possono essere scelte dai maschi come compagne, per concepire e crescere figli. Chi non viene scelta come sposa ha due possibilità: o diventare concubina, sempre al servizio dell’uomo, dedita a compiacerne i desideri della carne, oppure casta e, vivendo in purezza e dedizione, operare nelle scuole per la cura di nuove eva.

(La O’Neill fa chiaro riferimento alle etichette continuamente affibbiate alla donna: santa, sposa o di facili costumi, definizioni che la mettono sempre in relazione col maschio, non considerata come individuo a se stante)

Le bambine non vengono istruite, non imparano nemmeno a leggere, ogni atto di intelligenza è scoraggiato. L’unico loro compito è quello ripetuto dai messaggi notturni: essere belle, essere brave, essere compiacenti. Da qui una cura maniacale per il corpo, nonostante già perfetto da “progettazione. Ogni eva è in competizione con le altre per essere la più bella, la più magra, la più desiderabile.

Tra loro parlano soltanto di cibo, abiti, trucchi e belletti, oppure chattano con dispositivi elettronici, tramite i quali guardano reality show o si mettono in gara tra loro in giochi e simulazioni che aumentano l’ansia di non essere abbastanza.

L’ossessione è essere scelte, perché solo dal maschio arriva il riconoscimento, solo la sua sentenza può assegnare il ruolo e il posto in società. Identità e volontà non esistono.

E non esiste nemmeno la sorellanza, l’amicizia tra le eva è rara, sostituita da rapporti di convenienza, privi di affetto e solidarietà, tesi solo a sminuire le altre per poter risaltare. Per questo freida e isabel, con il loro legame speciale sono un’eccezione. E quando la seconda improvvisamente si allontana, si chiude in se stessa e inizia a non seguire più i comportamenti comuni, a freida viene a mancare il terreno sotto i piedi, le spariscono i punti di riferimento.

A pochi mesi dalla Cerimonia, il momento in cui le eva verranno o meno scelte e conosceranno il loro destino, freida inizia a sprofondare nelle sue insicurezze, nelle paure che altri hanno modellato su di lei per costringerla all’obbedienza, alla remissività, annullandole ogni capacità di gestire le sue emozioni, di credere in se stessa.

Tante le domande che si affollano nella mente del lettore, durante il dipanarsi di una trama avvincente, che precipita verso il finale scavando senza cortesie nei meccanismi, orrori e contraddizioni della società immaginata. Come scrive Emma Mazzanti di qualcunoconcuicorrere.it “questo è un libro che ti pone domande che non credevi nemmeno di avere”.

Interrogativi sulla nostra cultura, sul modo in cui ci poniamo le une verso le altre, i parametri in base ai quali definiamo il nostro valore, il bisogno di apparire, l’ansia di piacere, l’uso del corpo e del sesso, i diritti che riteniamo sacrosanti e che gli altri ci riconoscono, le insicurezze e i luoghi e i modi in cui cerchiamo di arginarle. E il rapporto tra i sessi, quanto lavoro ancora da fare per abbandonare i semi delle “eva” che ancora dimorano in noi.

(Consigliato dai 15 anni)

“Solo per sempre tua” di Louise O’Neill, Il Castoro, 2016, 367 p., 16,50 euro

Se il libro ti piace, compralo qui: Solo per sempre tua

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3 pensieri su “Sii bella, sii brava, sii remissiva

  1. deve essere un libro interessante. Ma le ragazze di oggi in maggioranza, anche quelle che curano molto (che poi chi stabilisce la misura giusta?) l’aspetto fisico e il look non sono robot e non lo fanno in funzione di desideri puramente maschili e curano anche la mente. Tutti noi curiamo il nostro aspetto estetico chi più chi meno fa parte della nostra libertà e non ci impedisce di essere intelligenti

  2. L’ho letto! ^^
    L’ho trovato un po’ fiacco nella parte centrale (da quando arrivano gli Eredi -l’ho letto in inglese non so come sia stata tradotto il termine Inheritors- per intenderci) ma assolutamente degno negli ultimi, agghiaccianti capitoli e nonostante qualche volta sia un pelo didascalico (vengono praticamente elencati tutti gli esempi di sessismo quotidiano che possono venire in mente), secondo me l’elemento più terrificante è rendersi conto di come tutti questi messaggi competitivi, pressanti e anche contraddittori (mi viene in mente l’esempio delirante delle ragazze che per il dodicesimo compleanno hanno la possibilità di mangiare quello che vogliono per poi essere svegliate nel cuore della notte per una sessione intensiva di ginnastica dove una voce registrata ripete quanto le ragazze grasse siano repellenti) devastino le ragazze sia dal punto di vista mentale che da quello fisico (insonnia, bulimia, fame nervosa, isteria, un rapporto malato con il cibo). Ecco questo l’ho trovato molto vero

    • per fortuna oggi uomini e donne fanno ginnastica perchè lo vogliono. Io sono maschio e magro di natura e faccio 50 min di cyclette al giorno

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