Il diritto di essere come sono. Il diritto di essere liberi

dichiarazione1cop1

“La dichiarazione dei diritti dei maschi” e “La dichiarazione dei diritti delle femmine” sono due albi francesi portati recentemente in Italia dalla casa editrice Lo Stampatello che, per l’operazione, si è appoggiata a lettori e sostenitori grazie ad un’iniziativa di crowdfunding, alla quale io stessa, con entusiasmo, ho partecipato.

Avendo non uno, ma ben tre figli maschi ho optato per l’acquisto del primo dei due libri gemelli, che andrò qui a raccontare, certa che l’analisi dell’opera, seppure parziale, risulterà ugualmente significativa, visto che lo spirito e l’intento che sostengono entrambi i volumi sono i medesimi.

Il titolo è volutamente provocatorio e parrebbe, ad una prima e rapida lettura, suggerire un libro che distinguendo maschi da femmine, così come i loro diritti, faccia da cassa di risonanza ai soliti stereotipi.

Ma sarà davvero così?

L’albo è organizzato come un classico catalogo di principi, con una frase per doppia pagina, preceduta dal termine “articolo” e il numero in progressione. Fa pensare ai tomi di legge, o alle ben note dichiarazioni dei vari diritti, come quella sui diritti dell’uomo o sui diritti del fanciullo (entrambe nel loro enunciato declinate al solo maschile).

Già dal primo articolo si comprende che il registro è del tutto diverso da quello che asseconda lo stereotipo:

“I maschi, come le femmine, hanno: ARTICOLO 1, Il diritto di piangere e di farsi coccolare

dichiarazione11

Innanzitutto è sottolineato che tali diritti, nel titolo attribuiti ai solo maschi, sono invece condivisi con le bambine. Poi, ci rendiamo conto subito – per fortuna! – che la direzione presa è esattamente quella della demolizione dei luoghi comuni sui comportamenti adeguati – o, peggio, naturali – per i bambini.

C’è bisogno di tutto questo? A mio parere sì, perché spesso le comunità di ragazzini si fanno amplificatori di stereotipi che finiscono per dare luogo a discriminazioni verso quei componenti del gruppo che non incarnano un presunto ideale. Non è certo colpa dei bambini, ma della società che veicola tali credi, che i piccoli poi assorbono e ripropongono, talvolta emarginando o facendo sentire inadeguato chi si sente diverso.

Il libro quindi può sia far riflettere i bambini che credono di avere granitiche convinzioni su cosa sia giusto o sbagliato per maschi e femmine, sia far avvertire agli altri, quelli (i molti) differenti dallo stereotipo, la loro assoluta normalità. E ultimo, ma non ultimo, sensibilizzare i genitori e gli insegnanti che spesso, volenti o nolenti, rappresentano il veicolo privilegiato di tali pregiudizi.

Che male c’è quindi per un maschietto nel lasciarsi andare ai propri sentimenti, o a un dolore fisico, piangendo, oppure chiedere a gran voce baci e coccole? Nessuno, tutti i bambini hanno diritto a ciò. E i vivaci personaggi, colorati ed espressivi di Estelle Billon-Spagnol, sottolineano con i loro gesti e parole la bellezza di tale varietà di comportamenti. Sono disegni ironici, scanzonati, divertenti, ricchi di brio e di leggerezza, ma allo stesso tempo incisivi.

dichiarazione4

Allo stesso modo un maschio può senza vergognarsi divertirsi a giocare con le bambole, con le pentoline e con tutti gli altri giochi comunemente considerati “da femmina”.

( E qui è caso che l’esame di coscienza se lo facciano anche gli adulti perché troppo spesso mi è capitato di sentir apostrofare bambini o bambini che desideravano un giocattolo con uno stizzito: “Ma cosa te ne fai? E’ da femmina/maschio!”)

Ancora: un bambino ha il diritto non avere attitudine per i lavori manuali o per i motori, ed averne invece molta per la danza e il canto, può vestirsi del colore che preferisce, compreso il rosa, può non essere bravo negli sport e ha la facoltà di voler fare da grande lavori di cura.

Come è libero di leggere ciò che più gli aggrada e commuoversi, se è il caso:

dichiarazione3

E molti altri diritti. Sono quindici infatti gli articoli di questa anticonvenzionale dichiarazione, tutti puntualmente tesi al rovesciamento di stereotipi radicati nell’immaginario collettivo, tutti volti a ribadire, in primo luogo, che ciascuno, maschio o femmina che sia, ha il diritto essenziale di essere se stesso, assecondando e perseguendo le sue passioni, inclinazioni, talenti e preferenze. Ha, in una parola, il diritto di essere libero, a prescindere dal sesso cui appartiene per nascita.

E che sollievo per un maschietto non dover essere sempre un supereroe!

dichiarazione5

Tra le pagine, a mostrare gioiosamente con le figure i contenuti espressi dai brevi e asciutti testi, tanti bambini – e qualche bambina. Nei loro sorrisi, nelle loro azioni non faticheremo a riconoscere i nostri e a convenire che per sentirsi tutti uguali è necessario poter essere, senza limitazioni, tutti diversi.

“La dichiarazione dei diritti dei maschi” di Élisabeth Brami e Estelle Billon-Spagnol, Lo Stampatello, 2015, 32 p., 12,4 euro

“La dichiarazione dei diritti delle femmine” di Élisabeth Brami e Estelle Billon-Spagnol, Lo Stampatello, 2015, 32 p., 12,4 euro

(Età consigliata: dai 4 anni)

Se i libri ti piacciono, comprali qui: La dichiarazione dei diritti dei maschi ;
La dichiarazione dei diritti delle femmine

Annunci

3 pensieri su “Il diritto di essere come sono. Il diritto di essere liberi

  1. un ragazzo può leggere romanzi d’amore se vuole, può non leggerli se non vuole e le ragazze idem, può amare i motori o non amarli, può fare il super-eroe e non farlo e la ragazza idem.
    Può commuoversi al cinema ma se non si commuove non è un mostro insensibile. Per le ragazze vale la stessa cosa

  2. Io ho due figli maschi e li ho presi entrambi, sarà tautologico e pure ridondante, ma ieri alla riunione di classe della scuola dell’infanzia del mio maggiore, le maestre e alcune mamme affermavano convinte “il progetto sullo spazio è piaciuto PERSINO alle femmine!” e “ma il progetto sui castelli è piaciuto ai maschi?” “sì perchè abbiamo parlato anche dei cavalieri”. E io volevo urlare forte. E piangere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...