Il meraviglioso catalogo delle cose reali e fantastiche

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Questo è un libro speciale. Basti pensare che si tratta di un’opera realizzata da sessanta illustratrici e illustratori e che mostra, tra le sue pagine, ben novecento immagini diverse.

Ma torniamo un attimo indietro, a quando i bambini, nei primi mesi della loro vita, non hanno la capacità di simbolizzare, cioè di comprendere la differenza tra l’oggetto reale e la sua rappresentazione. Piano piano, grazie allo sviluppo del cervello e allo stimolo dell’esperienza, questa competenza viene acquisita ma, in molti casi, quando la varietà delle figure incontrare per rappresentare un dato oggetto è povera, scarsa o, come accade quando alcuni media monopolizzano l’immaginario, stereotipata, resta appiattita, non viene sviluppata nella direzione della creatività, necessaria sia per disegnare, sia per leggere le figure.

Crescono così bambini, che poi diventano adulti, per i quali, come racconta Francesca Tamberlani in questo suo prezioso articolo per Libri Calzelunghe, una principessa avrà sempre le sembianze di una principessa Disney, un albero avrà un tronco e una chioma verde tondeggiante e una casetta sarà sempre gialla col tetto rosso di mattoni.

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Il magnifico mestiere dell’illustratore ci insegna invece che esiste l’universo degli stili, che gli stili possono essere strettamente personali e molto caratterizzanti, oppure più stili essere usati da un singolo artista in maniera disinvolta e opportuna a seconda della narrazione affrontata. Ma soprattutto, se si bazzicano gli albi illustrati per un tempo sufficiente, si comprende la ricchezza e la varietà delle diverse, e si direbbe infinite, modalità di rappresentazione.

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Ed ecco che torniamo all’albo curato da Jutta Bauer e Katja Spitzer e alla molla che l’ha generato: “Volevamo mostrare” raccontano loro stesse nell’introduzione “l’arte di illustrare in tutta la sua ricchezza, comunicare il piacere della diversità, il gusto per l’ironia e lo humor e godere della bellezza di questa arte”

E nelle oltre cinquanta doppie facciate del libro di varietà e ricchezza ce n’è davvero tanta, da rimanere incantati e un po’ ubriachi di immagini. Ciascun oggetto o personaggi è rappresentato da tanti illustratori diversi, ognuno lo fa con il suo stile, che può essere più o meno realistico, più o meno colorato, più o meno dettagliato, più o meno buffo, più o meno ironico…e via così. Le pagine si popolano di figure astratte, surreali, divertenti, fedeli alla realtà, realizzate con tempere, pennelli, matite, acquarelli, con vari materiali, essenziali, abbondanti, incredibili, allegre, cupe, bislacche…

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Un catalogo nel quale perdersi , col quale giocare da soli o in compagnia, a stilare elenchi o a porre domande (“Qual è il cane più bello?” “E la scarpa più buffa?” “Che taglio di capelli vorresti avere?” “Quale sorella somiglia più alla tua”…e via dicendo).

Ma anche un invito al lettore a cimentarsi con matite e colori lasciando libera la propria fantasia, convinto che per un soggetto – che sia un fiore, un cavallo o un mostro – possano darsi mille visioni, angolazioni, suggestioni diverse.

Lo stesso titolo suggerisce che tra realtà e fantasia non ci deve necessariamente essere una netta separazione, ma che cose reali e fantastiche possono mescolarsi sulla carta, proprio come si mischiano nelle nostre menti ed esperienze di vita e insieme, contaminandosi, concorrono a formare l’immaginario.

Trovo che questo albo, oltre che divertente, sia una vera e propria “prima lezione d’arte” per il bambino, non soltanto perché molti degli illustratori che hanno partecipato alla sua realizzazione sono artisti, ma proprio perché rende evidente che la creatività è nemica dell’omologazione e che la ricerca del proprio stile e del proprio sé nella creazione artistica è fondamentale.

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Rendersi conto della varietà possibile in un disegno è anche uno stimolo per rivolgersi con maggiore attenzione alla varietà del mondo, a farsi osservatori più attenti, ad infondere al proprio sguardo una lente magica per cogliere più ricchezza possibile e a formare, piano piano, con un occhio alla realtà e uno alla riproduzione della realtà, il proprio senso del bello, e il proprio spirito critico.

Ancora le curatrici ci ricordano che: “il punto di vista sul mondo degli illustratori è così: meravigliosamente individuale e sfaccettato”. E grazie a questo libro ne abbiamo un succoso e ricco assaggio.

Questo libro fa parte della collana Orbis Pictus, dedicata al mondo delle figure, in collaborazione con Giannino Stoppani Cooperativa Culturale.

L’edizione è bilingue, italiano e inglese.

“Il libro delle cose reali e fantastiche”, a cura di Jutta Bauer e Katja Spitzer, Lapis, 2016, 120 p., 18,50 euro

(Età consigliata: dai 3 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Il libro delle cose reali e fantastiche. Ediz. italiana e inglese

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