“Fai finta che io non ci sia” di Meg Rosoff, Rizzoli

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Giuliana Facchini, scrittrice per ragazzi, regala a Libri e Marmellata una recensione su un libro da lei amato, che è anche un’ottima idea  per un regalo di Natale ad un giovane lettore

Fai finta che io non ci sia è un romanzo molto bello, scritto da Meg Rosoff e tradotto da Stefania Di Mella, pubblicato dalla casa editrice Rizzoli.

La storia, raccontata in prima persona dalla dodicenne Mila, narra di un viaggio che lei e suo padre intraprendono da Londra a New York per andare a far visita a Matthew, un caro amico d’infanzia del genitore. Qualche giorno prima della partenza l’uomo scompare, ma Mila e suo padre, Gil, decidono di partire ugualmente per cercarlo.

La narrazione ha un ritmo pacato e avvolgente e la storia procede con un ulteriore viaggio verso il nord, verso il confine dello stato di New York, ma rimane allo stesso tempo anche legata a Londra dove l’amica di Mila, Cat, vive un momento difficile.
Con equilibrio perfetto tra un buono stile letterario e fedeltà al personaggio di Mila, narratrice e protagonista, Meg Rosoff riesce a raccontarci emozioni, bei paesaggi e un misterioso intreccio.

C’è tanto in questa storia, ci sono due mondi paralleli: quello dei ragazzi e quello degli adulti. Nel primo abitano Mila, Cat, Jake, un ragazzo conosciuto nel nord, e sono personaggi ritratti con realismo. In quello degli adulti troviamo i genitori di Mila, quelli di Cat, Matthew e i suoi familiari. Sono mondi che possono interagire, ma che sanno anche ben mantenere i propri segreti.
Bella e realistica quindi la narrazione della capacità e dell’incapacità di comunicare tra adulti e ragazzi; veri i paesaggi che si raccontano anche attraverso i personaggi incontrati lungo il cammino; valido il silenzioso messaggio che giunge tra le righe, suggerendo come la realtà apparente possa facilmente sgretolarsi scavando nella rete delle relazioni umane.

La curiosa origine del nome di Mila anticipa il legame speciale che la protagonista stabilisce con il cane da pastore di Matthew, Honey. Una figura singolare quella della cagna bianca di sette anni che accompagna padre e figlia sulle orme di Matthew. Il suo sguardo dolce, la sua calma e l’irriducibile senso di fedeltà che la lega al padrone scomparso, non possono non segnare le pagine di questo libro arricchendolo.

Non sarebbe tutto, perché molti particolari affiorano da questa storia e molto ci viene detto attraverso piccoli episodi, una telefonata, il mestiere di traduttore letterario di Gil, l’accento inglese dei protagonisti.
Unica perplessità è l’uso originale della punteggiatura con l’abolizione delle virgolette o il trattino a indicare il discorso diretto, che però bisogna ammettere non disturba la narrazione. In conclusione: un libro che coinvolge inserendosi a pieno titolo nella dimensione della narrativa per ragazzi (e non solo) di qualità.

G.F.

(età consigliata: dai 13 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Fai finta che io non ci sia

Un pensiero su ““Fai finta che io non ci sia” di Meg Rosoff, Rizzoli

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