“La canzone del Grande Fiume” di Tom Moorhouse, Feltrinelli

canzonefiumecopRecensione di Roberta

Crescere, assumersi le proprie responsabilità e cominciare a conoscere il mondo che è intorno, non è mai facile.
Il più delle volte è ben complicato capire quale sia la giusta direzione e come porsi davanti ai pericoli e alle difficoltà della vita.
Quando però si arriva a prendere decisioni cruciali per la sopravvivenza – la propria e quella delle persone che si amano e sono vicine – allora è come se il colore del mondo d’improvviso cambiasse, come se mutasse la sua musica.
Forse si chiama maturazione, ma la via da percorrere è quella che passa attraverso la fiducia in sé, la capacità dar voce e ascoltare l’istinto, ma anche la volontà di comprendere gli altri, lasciare che le loro presenze risuonino e siano significative.
Così accade che la vita possa cambiare, che si aprano nuove porte, nuove possibilità, nuove esperienze. Nonostante le insicurezze, le paure, le incertezze che è normale costellino il cammino.

Riflessioni, queste, ispiratemi dalla lettura del romanzo di Tom Moorhouse, “La canzone del Grande Fiume”, edito da Feltrinelli. Racconto che vede quattro cuccioli di arvicola come protagonisti.

(curiosità: l’arvicola pare sia un buffo incrocio tra topi di campagna e castori)

La famigliola di Sylvan, Aven, Fern e Orris vive tranquillamente lungo le sponde del grande fiume, fin quando, un pessimo giorno, un predatore sconosciuto assale la tana e uccide la mamma.
Sylvan, il fratello Orris e le due sorelle, Aven e Fern, restano orfani, con l’unica compagnia di un’odiosa e profittatrice vicina, signora Esther, la quale cerca di usurpare il loro territorio.
Quando però la misteriosa e spaventosa belva divora anche lei, i quattro cuccioli decidono che è troppo pericoloso restare in quel luogo e si avventurano lungo il fiume in cerca di una nuova casa più sicura.
S’imbattono presto in un vecchio ratto, Fodur, che diviene loro amico e si unisce al viaggio.
Il gruppetto arricchito prosegue il cammino ma una serie di brutti incontri e peripezie non li fa procedere molto tranquilli.
Branchi di ratti aggressivi, lontre e volpi feroci, scontri, ferimenti, necessarie separazioni, decisioni che richiedono fermezza e coraggio…tutto questo e altro nell’avventura che Sylvan e i suoi fratelli dovranno affrontare prima di giungere ad un luogo adatto a stabilirsi.

Un viaggio, quello dei simpatici cuccioli, sicuramente avvincente per i giovani lettori, i quali non potranno fare a meno di seguire palpitanti le imprese, alcune rischiosissime, dei piccoli e in apparenza indifesi protagonisti.
I nostri eroi sono infatti animaletti di minute dimensioni, inoffensivi, ma, nel corso del loro viaggio acquistano fiducia e capacità di ridimensionare i problemi per poi affrontarli.

L’ingegno e l’unione rappresenteranno armi fortissime. Non soltanto: coloro che da sempre li spaventavano e rappresentavano la maggior minaccia – i ratti che popolavano le rive del fiume e con i quali si erano sempre scontrati – diverranno alleati nel culmine del momento del pericolo.
Alle volte, infatti, può accadere che i sentimenti di scontro, magari alimentati da motivi tutto sommato futili, possano essere vinti perché interviene una motivazione molto più forte a ridimensionarli. Se poi si tratta di aver salva la vita viene più facile da nemici diventare amici!

Infine è importante evidenziare come la musica dell’acqua, la canzone che il Grande Fiume canta nel suo scorrere, sia una guida per i quattro fratelli, aiuti ad infondere loro coraggio.
Perché la vita è come l’acqua: scorre, è limpida, veloce, si infuria, è impetuosa, forte e non ha paura.
E’ questo il messaggio (se proprio abbiamo bisogno di un messaggio): crescere senza aver paura, fidandosi, lasciandosi andare, camminando gli uni accanto agli altri con accoglienza e senza pregiudizi.

(età consigliata: dai 9 anni)

Se il libro ti piace, puoi comprarlo qui (attenzione: sia formato cartaceo che Kindle): La canzone del Grande Fiume

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