“Chi vuole un abbraccio?” di Przemyslaw Wechterowicz e Emilia Dziubak, Sinnos

chivuoleunabbraccioAmmettiamolo tutti: un abbraccio, solitamente, solleva l’umore.
Ci saranno sicuramente pagine e pagine di ricerche scientifiche, pronte a dimostrare che la stretta vigorosa di una persona cara aumenta i livelli di questo o quell’altro ormone, ma a noi basta l’esperienza: ogni problema o momento di depressione viene almeno un poco alleviato se c’è chi ci circonda tra le braccia.

Abbracci e bacini sono anche tra le coccole preferite dei bimbi che, almeno in età infantile, non temono di chiederne o dispensarne, senza gli ingombranti pudori di cui noi adulti troppo spesso soffriamo.

Ecco quindi un albo davvero tenero e coccoloso: “Chi vuole un abbraccio?” di Przemyslaw Wechterowicz e Emilia Dziubak, l’ultima uscita – polacca – della bella collana “I tradotti” di Sinnos.

Un libro di formato quadrato, dalla piacevole carta ruvida di un riposante bianco opaco, che già in copertina rivela i suoi simpatici e pelosi protagonisti: papà Orso e il suo figliolo Orsetto.

D’altra parte cosa se non un morbido e caldo orsacchiotto sovviene alla mente quando si pensa agli abbracci? Lungi dal far paura, la coppia si attiene all’immaginario infantile, nel quale l’orso sovente, più che il cattivo, rappresenta il goffo, affettuoso ed espansivo amicone.

Papà Orso è qui anche saggio e ci rivela, subito nella prima pagina del libro, il segreto di un giorno perfetto.

“Per avere un giorno veramente perfetto bisogna abbracciare qualcuno”

La gentilezza, quindi, è il miglior ingrediente per essere felici.

E quando si è in possesso di un siffatto miracoloso rimedio, perché non rendere senza difetto i mattini di tutti gli abitanti del bosco?
Così i due allegri e bonaccioni personaggi si mettono in cammino tra alberi e vegetazione decisi ad abbracciare tutti, ma proprio tutti, gli animali che incontreranno.

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La reazione di tutti si assomiglia: un po’ di ritrosia, qualche attimo di sbigottimento ma, una volta ricevuto il travolgente abbraccio, ciascuno manifesterà gioia e soddisfazione.

Le emozioni che provano i destinatari delle vigorose effusioni vengono riportate in un testo in corsivo, in fondo alla pagina, indicando in tal modo uno stacco, talvolta anche temporale, dal flusso narrativo lineare.

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L’effetto buffo e divertente del racconto è dato, oltre che dalla tipizzazione dei vari animali – che appaiono umanizzati più nelle azioni che nelle sembianze – dalle situazioni in cui i due volenterosi protagonisti vanno a cacciarsi.
Perché un conto è voler abbracciare una donnola o un castoro, un altro è impegnarsi nel farlo con anaconde, lupi, con piccolissimi e delicati vermiciattoli o perfino con un minacciosissimo cacciatore!

Altro motivo di comicità è l’attesa che ad ogni voltar di pagina si crea nel lettore. Questi infatti è condotto, dalla varietà degli incontri, ad aspettarsi chissà quale colpo di scena improvviso mentre invece…la conclusione di ogni abbraccio è sempre pacifica!
Perfino quando, come nel caso dell’umano con fucile in spalla, la stretta ha più l’intento di bloccare le cattive intenzioni che quello di rinfrancare…

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Dopo aver girato per il bosco in lungo in largo e aver reso il sorriso a tutte le bestiole incontrate, i due adorabili orsi si accorgono di aver incresciosamente dimenticato un abbraccio…Niente paura! Si può facilmente rimediare ma…riuscite ad indovinare quale sia?

Un albo gustosissimo che si legge col sorriso dalla prima all’ultima pagina. Un misto di tenerezza, humor e saggezza e, nell’evolversi dei fatti, non si riesce a scegliere se attribuire ai protagonisti più la definizione di ingenuità o quella di arguzia.

Stessi attributi della storia si possono dedicare alle illustrazioni che risultano anch’esse, parimenti, dolci, soffici e buffe. Le tavole, ma anche il testo, sono spesso incorniciate da fitte foglie e rami che permettono al lettore di immergersi nell’ambientazione boscosa e creano una sorta di scena, quasi teatrale, per le vicende narrate.
I personaggi, con i tondi occhioni stupiti, si muovono sulle ritte zampe posteriori ma, per il resto, conservano tutte le loro caratteristiche animali senza inutili tributi all’antropomorfismo, che risulta più nelle azioni che nella tipizzazione.

L’effetto finale è che si chiude il libro con un gran desiderio di correre ad abbracciare chicchessia perché – è ovvio- il segreto di una giornata perfetta sta negli abbracci!

(età consigliata: dai 4 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Chi vuole un abbraccio?

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