“Mamma che numeri!” di Jonathan Litton e Thomas Flintham, Editoriale Scienza

Mamma che numeri_copSe dico matematica scommetto che alla maggior parte dei miei lettori verranno in mente file lunghe e molto noiose di numeri anonimi da sommare, dividere o far interagire, in qualche modo, tra di loro. Magari ricordi scolastici di interminabili spiegazioni o di esercizi, sempre troppi, da risolvere.

E invece no! La matematica è una scienza umana affascinante e vastissima, varia e misteriosa, che ha lo scopo di astrarre ed interpretare il reale e di offrire, da un lato, un terreno di speculazioni senza fine, dall’altro, la possibilità di tradurre il mondo, di ordinarlo e di renderlo prevedibile.
La matematica è allo stesso tempo materia astratta, in grado di soddisfare la mente filosofica dell’uomo, e concretissima, capace di codificare strumenti per affrontare, e comprendere, tutte le altre discipline scientifiche che spiegano l’universo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande.
Altro che noia, quindi! La matematica non soltanto va rivalutata ma anche spiegata ai bambini e ai ragazzi svecchiandola della sua aurea di pesantezza e grigiore.

Cosa meglio di un albo coloratissimo, vivace, interattivo, pieno zeppo di informazioni, attività e suggerimenti? Editoriale Scienza aggiunge alla sua collana Pop-up & co., un nuovo pop-up di grandi dimensioni, dedicato, appunto, a tutte le branche della matematica, prefiggendosi l’intento di introdurle ai bambini mediante flash grafici e informativi impressivi e mirati.

“Mamma che numeri!” di Jonathan Litton e Thomas Flintham conta solo poche doppie pagine, otto appena, ma è tutt’altro che banale. Anzi, per affrontarlo, nella sua densità e ricchezza di informazioni, ci vuole una buona dose di attenzione, anche se la forma accessibile e dinamica di certo aiuta a non lasciarsi disorientare dalla vastità della materia e a prenderla come un gioco.

Dopo una breve introduzione, sono sette i rami della matematica che vengono distinti e spiegati: l’aritmetica, cioè la parte che ha a che fare con i numeri, la geometria, quella che studia le forme nello spazio e nel piano, la statistica, che si occupa di gestire e disciplinare i dati, e ancora i settori che hanno a che fare con la misure – e che quindi permettono di quantificare e mettere in relazione le grandezze – con le trasformazioni, con il calcolo delle probabilità e con le successioni.
A ciascuna materia è dedicata una doppia facciata. Il testo è essenziale, ridotto al minimo ma estremamente chiaro.
A far la parte da leone intervengono illustrazioni – colorate, accattivanti e movimentate, le quali spesso contengono già le informazioni che poi le parole approfondiscono – ed elementi vari di cartotecnica, come piccoli pop-up (figure tridimensionali che, aprendo le pagine, escono dal foglio), linguette, finestrelle, perfino parti da ritagliare e costruire.

mamma che numeriTutta l’impostazione della pagina, dalla disposizione del testo alla dinamica di apertura delle varie finestre, è pensata per attirare l’attenzione e alleggerire i contenuti, i quali vengono passati, più che come vere e proprie spiegazioni teoriche, come brevi lampi in grado di suscitare curiosità e, magari, stimolare il desiderio di approfondimento.
Allo scopo contribuiscono anche i simpatici esperimenti suggeriti, intriganti e facili da riprodurre.

Il messaggio veicolato, oltre a quello consueto della casa editrice – e cioè che si può parlare di scienza giocando, si può apprendere con vivacità, colore e fantasia – è che la matematica rappresenta una chiave per capire e raccontare la realtà e che, anche ciò che ne sembrerebbe immune, finisce per rispondere alle leggi da essa dettate.
La matematica, quindi, non soltanto è affascinante ma anche utile e necessaria, e senza questa tante attività umane, che diamo per scontate, non sarebbero possibili, o almeno non sarebbero agevoli.

In quante discipline si può dividere la scienza dei numeri? Come rappresentare i numeri infinitamente piccoli e infinitamente grandi? A cosa serve lo zero? Cosa è il pi greco? E il nastro di Mobius? Quale è la differenza tra probabile, improbabile e impossibile e come si esprime? Cosa sono tassellazioni e le simmetrie? Come misurare un albero usando soltanto un amico e un bastoncino? Come si raccolgono ed interpretano i dati? Come giocare con le successioni di numeri e scoprire dove e come si ritrovano in natura?
Queste soltanto alcune delle domande cui il libro fornisce risposta e che utilizza per tracciare la rotta della sua navigazione tra i flutti – vasti ma ordinati – della matematica. Insieme, tante tracce di attività, aneddoti sorprendenti e dimostrazioni pratiche.

Una lettura utile per introdurre alla materia, per incuriosire chi finora se ne è tenuto alla larga, buona anche come ripasso di concetti fondamentali resi più accattivanti e interessanti.
Io stessa, che non sono certo digiuna di matematica, ho trovato tra le pagine racconti e piccole sperimentazioni che mi hanno lasciata piacevolmente stupita.
Soprattutto mi ha colpita la capacità degli autori di rendere la complessità con semplicità e di sviscerare, con una costruzione intelligente, funzionale e movimentata , in grado di insegnare ma anche di sorprendere e divertire, una molteplicità davvero vasta di temi ed applicazioni della disciplina.

Invito comunque genitori ed educatori a non lasciarsi del tutto conquistare e magari sviare dalla forma: la sostanza dell’albo è piuttosto complessa e, a mio parere, affinché davvero attecchisca e stimoli, deve essere proposta ai ragazzini già grandicelli, orientativamente dalla quinta elementare in poi.

Nella stessa collana Pop-up & co. anche i grandi pop-up su Fisica (“Senti che forza!”) e chimica (“Guarda che reazione!”)

(età consigliata: dai 9 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Mamma che numeri! Mirabolante pop-up sulla matematica. Libro pop-up

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