“L’uovo meraviglioso” di Dahlov Ipcar, Orecchio Acerbo

uovocopC’è un piccolo particolare de “L’uovo meraviglioso”, albo scritto e illustrato da Dahlov Ipcar nel lontano 1958 e oggi riedito e restaurato dalla casa editrice Orecchio Acerbo, che mi ha colpita e ha spalancato per me le porte della suggestione al primo sfogliar di pagine.
Non si tratta della trama telata della copertina cartonata, tanto piacevole al tatto che viene voglia di restare ad accarezzarla mentre si ammirano le tempere dei disegni, semplici eppure così accurati da precisare già il valore scientifico, oltre che artistico, dell’opera.
E non sono nemmeno i bei risguardi di copertina, monocromatici ed eleganti, che raccontano di un mondo antico e quasi esotico, popolato da bestie curiose che mettono, più che spavento, decisamente simpatia.
Ancora, non mi riferisco alla doppia facciata generosa dedicata al titolo, il quale sovente viene relegato, più modestamente, sulla destra, mentre qui approfitta di una scena raffinata, allietata da morbidi accostamenti di tinte, nella quale felci e rettili volanti introducono l’habitat e la fauna descritti nell’albo.

E’ la piccola dedica, una minuzia quasi, ad avermi lasciata lì, incantata, ad immaginare.
“Per Bobby, che cercava immagini di dinosauri”…limpida, essenziale, eppure così piena. E io mi sono figurata un bambino – Robert forse? – che in un’epoca senza tv, internet, gadget e adesivi andava desiderando disegni di quegli esseri così affascinanti e strani che sono i dinosauri.
E si è visto recapitare non un poster o una stampa di cattiva qualità, ma…un tesoro! Ho immaginato le mani di quel bimbo, sorridente e un po’ incredulo, girare le tavole dell’albo e incantarsi di fronte a un brontosauro o uno stregosauro, inquietarsi davanti al terribile tirannosauro (pur se Jurassic Park non era ancora stato girato) e magari soffermarsi a leggere più volte, incespicando un poco, i nomi difficili degli altri animali giganteschi e strambi che, si dice, popolassero allora il pianeta.

Bambino fortunato, di certo.
E pur se i nostri, molto più moderni e bombardati di immagini, film e cartoons, non proveranno probabilmente lo stesso stupore – che io ho immaginato – nello sfogliare “L’uovo misterioso”, sono più che certa che buona parte del fascino di quest’opera sia rimasta intatto, grazie anche al lavoro pregevole e accurato dell’editore e al valore che illustrazioni e testo, intrinsecamente, hanno.

In equilibrio perfetto sul confine tra fiction e non-fiction – che poi sarebbe a dire divulgazione – l’albo è un delicato, poetico e rigoroso allo stesso tempo, compendio di bestie di millenni fa, tutte grandi e imponenti, come ci tiene a ribadire l’autrice, dando così il senso di un mondo dominato da una natura potente, straripante di forza e impressionante.

uovo1In uno scenario dove flora e fauna fanno quasi a gara a quale delle due sia più irreale e incredibile, si trova un giorno qualcosa di così piccolo e semplice, liscio e perfetto, da essere meraviglioso.
Un uovo, appunto, ma visto che la terra è dominata dai rettili e che i rettili, si sa, per riprodursi depongono uova, esso potrebbe a buon diritto appartenere a chiunque.

Quale bestione verde, grigio, marrone, corazzato o meno, dalla coda lunga o corta, con i corni o senza, nuotante, volante o strisciante può averlo lasciato lì, ai piedi di una delle tante rigogliose felci che rendono lussureggiante e umida la giungla primordiale?
E via! Parte la carrellata di dinosauri. A ciascuno è dedicata una esauriente doppia facciata dove, oltre alla fine illustrazione che ritrae l’esemplare – talvolta nelle tinte del solo verde-bianco-nero, altre nei toni più variegati e caldi dei grigi-rosa-marrone – compare un testo preciso che ne descrive aspetto e dimensioni, ambiente di vita ed abitudini.
uovo3Poche righe misurate e suggestive che hanno il potere, assieme alle figure, di catapultare il lettore nella scena, a figurarsi animali e rumori, a chiedersi “ma sarà grande quanto…?” e a comparare le nozioni ricevute con le immagini della propria fantasia.
Mi ha sorpresa molto la capacità dell’autrice di creare questa suggestione.
Dapprincipio l’ho attribuita alla grazia e, insieme, all’impressività delle tavole. Ma credo piuttosto, ad una rianalisi, che sia dovuta proprio all’alchimia armoniosa tra parte iconica e parte testuale dell’albo.
Entrambe infatti risultano puntuali eppure immaginifiche, come se leggendo e osservando si entrasse magicamente in una fiaba di tanti secoli fa, con quelle nozioni e quelle suggestioni sufficienti, ma non sovrabbondanti, per creare, e ricreare, le scene nella propria mente.

Passo dopo passo quindi si incontrano i dinosauri delle diverse razze, alcuni ben noti altri meno conosciuti, ci si meraviglia della loro singolarità, di osservano, su invito delle parole, con attenzioni i disegni.

E l’uovo? Meraviglioso e silenzioso crea la traccia della narrazione e, sul finale, la risolve.
Tanta maestosità e grandezza infondo non possono che avere il loro esito e completamento nella bellezza.
E’ l’incanto della natura che si evolve e, nella sua sapienza e complessità, dopo tanta magnificenza di forme e dimensioni, rende alla luce, finalmente, anche un piccolo, perfetto, colorato, cinguettante, primissimo uccellino.

Nelle doppie pagine finali, come annunciato all’inizio, l’autrice fornisce informazioni scientifiche sulle dimensioni e i nomi dei dinosauri presentati e mostra, sempre con i suoi incantevoli disegni, l’anello di congiunzione tra i rettili e il delizioso antenato degli uccelli.

uovo6Un albo che è allo stesso tempo aggraziato e rigoroso, scientifico e immaginifico. Proprio queste caratteristiche, rese armoniche dalla bravura dell’autrice, lo rendono una lettura preziosa per i bambini, che hanno sete di conoscere ma anche desiderio di viaggiare con la fantasia.
Ottimo punto di partenza, anche, per introdurre i temi dell’evoluzione della specie.

Autentica nota di magia le tavole che, pur nella loro semplicità ed essenzialità, riescono a raccontare di una terra rigogliosa e selvaggia, eccitante e remota.
Quasi un mondo alieno, narrato dalla finezza di tratti e colori che smorzano l’imponenza con la gentilezza di un tocco inequivocabilmente femminile, riuscendo così a conferire alla natura quella veste di madre generosa e sapiente quale, in assenza delle perturbazioni umane, essa è.

(età consigliata: dai 5 anni)

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2 pensieri su ““L’uovo meraviglioso” di Dahlov Ipcar, Orecchio Acerbo

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