“Katia viaggia leggera” di Fabrizio Silei, San Paolo

katiaviaggialeggeraQuanto spesso, anche nel piccolo delle nostre vite quotidiane, una condotta etica è sacrificata al facile motto di “ così fan tutti”.
I tanti, troppi, che adottano comportamenti non rispettosi degli altri e del bene comune, invece di essere contrastati, vengono così elevati quasi a modello, fungono da giustificazione, alibi, per tacitare coscienze che magari ribollirebbero un po’ e per convincersi che infondo è vero che “homo homini lupus” e che il migliore dei mondi possibili non esisterà mai e tanto vale approfittarne.
Che differenza c’è infondo tra un piccolo parcheggiatore usurpatore di posti per disabili e un grande truffatore specializzato in accorte ruberie? La scala del misfatto, certo, ma  la riflessione che sta alla base alla fine tanto diversa non è e lo sprezzo del prossimo, giustificato magari con belle e sentite parole, lo stesso.

Credo che Fabrizio Silei – apprezzato e pluripremiato autore per bambini e ragazzi, che più volte ho avuto modo di nominare tra le mie pagine – oltre all’intento di offrire ai ragazzi una bella storia, scorrevole, ben costruita e molto piacevole da leggere, abbia voluto, col suo romanzo “Katia viaggia leggera” (edizioni San Paolo) anche gettare qualche garbato e non troppo moraleggiante seme di riflessione che, germogliando, porti alla capacità di adottare comportamenti in linea con un coscienzioso esame di sé e di chi ci sta intorno.

Senza assolutismi, pretese di “bianco contro nero”, senza la cecità che porta a non cogliere l’uomo e la storia che sovente sono dietro una condotta truffaldina o un bisogno di rivalsa sul mondo.
Ma sapendo bene che vedere le sfumature e comprendere l’ardua e la complessa natura umana non devono essere giustificazioni o beneplaciti, bensì punti di partenza per affinare sensibilità ed onestà.

Si cresce sbagliando, imparando, scegliendo e correggendo. Ed è quello che fa Katia nel corso della sua storia, che è anche un percorso di formazione, di passaggio da uno stato di bisogno – e quindi bambino – ad una presa di posizione e assunzione di responsabilità – e quindi adulta.

La ragazza ha quindici anni e con la madre, donna giovane e bella abbandonata dal marito, è abituata a viaggiare leggera.
A spostarsi cioè, di città in città, affinché la mamma provi a trovare e conservare un lavoro, a sbarcare un lunario che è sempre troppo esoso per chi non ha infondo “arte né parte” e deve crescer su una figlia.
Ospiti di amici di là, appoggiati in brutti appartamenti di là, Katia e Patrizia sono costrette a trascinarsi dietro ben pochi bagagli e a percepirsi sempre precarie, desiderando, allo stesso tempo, una normalità e una stabilità che paiono non arrivare mai.

Fin quando, a causa di un guasto al motore dell’auto, non incontrano Vincenzo.
Vincenzo è bello, ha modi gentili e affascinanti, la parlantina spigliata, è simpatico, generoso.
Invece di liquidarle velocemente occupandosi del minimo indispensabile per trarle in salvo, si interessa ai loro guai, pare prendersene cura e carico e per questo, ai loro occhi, acquista velocemente le sembianze di un affabile e attraente principe azzurro.

Inutile dire che la donna si innamora in un attimo – ricambiata – e la ragazzina, anche lei piacevolmente sorpresa e conquistata dall’uomo, spera che l’incontro sia l’inizio di un qualcosa di stabile per tutti e tre. Un nuovo padre per lei e un compagno affidabile per la madre, una casa e una città che non cambino in continuazione.

Ma ben presto Vincenzo si mostra per quello che è e la natura dei suoi misteriosi “affari” – inizialmente immaginati come lecite occupazioni di un imprenditore di successo – si rivela truffaldina e pericolosa.
La scoperta però non basta a Katia e alla madre per allontanarsi e riprendere la loro vita autonoma e solitaria.
Perché Vincenzo ha una doppia natura: da un lato il ladro, l’attento e calcolatore organizzatore di piani loschi ben congegnati, il personaggio che perde le staffe – palesando perfino una natura violenta – quando le cose non girano nel verso giuste e le sue nuove complici non lo seguono pedissequamente, dall’altro l’uomo fragile, che soffre di attacchi d’ansia e panico, che ha avuto un’infanzia povera e difficile, che millanta valori da Robin Hood garantendo che le sue truffe sono solo a carico di chi se le merita.
E ancora il compagno affettuoso che compra regali su regali senza badare a spese, che assicura che tutto ciò che fa è per far stare meglio la sua famiglia acquisita e che nulla desidera di più di una normalità per sé, per Katia e per la donna che ama.

Ma i giochi si fanno sempre più duri e di spostamento in spostamento – per sfuggire alle possibili conseguenze dei loro imbrogli – i tre si spingono fino a Palermo dove la nuova truffa ideata da Vincenzo pare davvero troppo grossa e seria.
C’è di più: secondo i piani Katia sarà coinvolta in prima persona diventando lei la principale attrice e protagonista del colossale raggiro.
Tirarsene fuori appare alla ragazza davvero troppo arduo con una madre soggiogata psicologicamente e uno pseudo-padre astuto e molto attento a tutti i loro umori e comportamenti…

Sarà infine la forza datale da nuove amicizie, da un novello amore e da incontri con realtà dolorose e con persone oneste che sanno mettere a rischio la propria vita a favore di quella altrui, ad aprire davvero gli occhi a Katia e a darle la forza per affrontare Vincenzo, riportare la madre dalla sua parte e sottrarsi finalmente al gioco malefico e invischiante in cui era finita.
Il tutto con intelligenza e sensibilità, tenendo fede ai suoi valori senza negare i suoi sentimenti.

E se qualcuno avrà da ridire sulla scelta dell’autore di non punire subito, e con spirito di rivalsa, il suo truffaldino protagonista, risponderò che invece a mio parere questo fa parte di una sagace capacità di indagine dell’animo umano, dei suoi tormenti e le sue contraddizioni.
Perché qui non siamo in un film americano ma in un romanzo per ragazzi che ha il sapore della vita e dei sentimenti veri.

(età consigliata: dai 12 anni)

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2 pensieri su ““Katia viaggia leggera” di Fabrizio Silei, San Paolo

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