“Il piccolo Ghirighiri” di Mario Ramos, Babalibri

“Non sapevano che era impossibile, così lo hanno fatto” Mark Twain

ghiricopBrutta bestia il potere. Secoli di storia dell’uomo ce lo hanno insegnato: chi ha nelle mani lo scettro, reale o simbolico che sia, sovente si lascia sopraffare e troppo spesso antepone i suoi interessi, o i sui capricci, al bene comune che dovrebbe perseguire e garantire.
Dai palazzi dove si governano gli Stati fino al piccolo della quotidianità di ciascuno, tutti abbiamo esperienza del potere usato per soverchiare, per farsi “grossi e belli”, per leccare le proprie insicurezze e, apparentemente, sopirle, per approfittarsi degli altri, per curare i propri interessi.

Qual è quindi la strada giusta per approdare ad una migliore realtà? E, soprattutto, è possibile?
Oppure è nella natura stessa dell’uomo lasciarsi trasformare dal delirio di onnipotenza senza riuscire a coniugare adeguatamente forza e giustizia?

Mario Ramos – grandissimo scrittore ed illustratore di albi per bambini, celebre per capolavori che uniscono efficacemente arguzia e brio, divertimento e intelligenza – nel suo ultimo lavoro prima della prematura e dolorosa scomparsa (avvenuta nel Dicembre 2012) lancia una traccia di risposta – geniale, spiazzante, semplice e profondissima allo stesso tempo – a domande che per loro stessa natura non possono che restare aperte, affidate solamente al futuro, possibile o impossibile, dell’umanità.

“Il piccolo Ghirighiri”, edito in Italia da Babalibri, è una parabola attualissima, dolceamara e ricca di spunti di riflessione, dalle molteplici sfaccettature, dalla conduzione impeccabile e dal finale spiazzante.
Un ultimo piccolo gioiello regalatoci dal grande autore belga, che tutti rimpiangiamo.

Leone, dapprima piccolo e probabilmente insignificante, accede al regno grazie a tante promesse.
(Demagogia spicciola, nulla di nuovo – penserà il lettore adulto. Quello bambino invece, senza bisogno di definizioni, già dalla prima pagina comprenderà la natura infida del giovane leone, il suo conquistare il potere grazie all’inganno, e non in virtù del lavoro e della buona condotta.)

Come previsto, scettro e corona cambieranno il regnante – o forse già era diverso, banalmente aveva mascherato le sue intenzioni – che subito si dimostra despota, pronto al bello e il cattivo tempo; inizia così a legiferare a proprio vantaggio, a circondarsi di guardie per difendersi dal malcontento popolare che, va da sé, lievita.
Tra i suoi decreti perfino quello che vieta agli uccelli di volare: i pennuti genitori dovranno rompere le ali ai propri pulcini per far sì che la volontà del sovrano venga rispettata.

ghiri4E sulla scia di tanta scelleratezza, come difendere la propria autorità non supportata da alcuna saggezza?
Semplice: con la guerra! La guerra, quindi, come strumento del potere per perpetuare se stesso; tanto i potenti, si sa, sono sempre al sicuro e a combattere mandano altri.

Fin quando, ai margini del regno, nasce un uccellino, minuto, buffo, vivace e intraprendente di nome Ghirighiri. Cresce forte di un amore materno così vivo da non temere di lasciargli conservare le ali.
E impara a volare, e da lì apprende con naturalezza la libertà del pensare e dell’agire.

Accade così che quando arriva il re – in sella al suo elefante, impettito e arrogante – il piccino non teme di definirlo per quello che è: cattivo.
E “ridicolo” il suo governo, condotto arbitrariamente, sulla base di un potere non meritato e rappresentato da un corona che – oplà –può essere tolta con un rapido guizzo di becco e portata via con un celere battito d’ali.

Ma la corona posta sulla testa di altri animali non darà migliori frutti: che si tratti di porcello, volpe, elefante, coccodrillo, asino o cane, tutti gli animali si sentiranno il diritto di seguire solo i propri – ridicoli! – interessi.
ghiri2Cosa fare allora della corona (e del potere?). Ghirighiri nel suo piccolo è davvero un saggio e sa bene che altra via non c’è…

ghiri3Questione chiusa? Affatto!
Il finale a sorpresa è tutt’altro che di buon auspicio ma nulla come le due tavole conclusive dell’albo può essere più arguto e calzante, più potente e significativo.
Pessimista forse ma per cambiare il mondo non si può certo peccare di ingenuità…

Con tavole anche forti, che un poco occultano la propria impressività grazie al tratto giocoso e sempre ironico di Ramos, con parole misurate e mai sovrabbondanti, l’autore racconta verità importanti ai piccoli lettori.
E lo fa con un linguaggio – iconico e testuale – che i bambini sono in grado di comprendere, facendo sì che spunti e contenuti arrivino loro diretti, senza sconvolgerli, divertendoli perfino ma, allo stesso tempo, lasciando sul terreno fertile delle loro giovanissime menti, piccoli e proficui semi in grado di germogliare.

ghiri1Un albo sicuramenti importante, denso, attuale oggi come lo sarebbe stato cento anni fa, qui come altrove.
C’è la natura della guerra dentro, c’è la critica al potere e ai mezzi per conquistarlo, c’è la riflessione sulla libertà, c’è un cenno al coraggio dell’amore materno…C’è lo spunto sulla paura che domina le masse e immobilizza i popoli anche quando si trovano in situazioni insostenibili, c’è il candore e la forza sconvolgente della verità, l’indole dell’uomo che resta uguale a se stessa…
Ci sono il realismo e l’utopia e una morale lievemente anarchica che non è sprone al disordine bensì stimolo a non lasciarsi abbindolare dal potente di turno ma a conquistare e serbare la capacità di riconoscere sempre il re quando è nudo (e magari anche un po’ ridicolo).

E se anche la storia e il futuro sono sempre pronti a rinnovare la barbarie e la sopraffazione, poco importa, fondamentale è educarsi allo spirito critico e impegnarsi per cambiare le storture, anche piccole, che ci circondano.

Gli inconfondibili disegni dell’autore mantengono, anche in questo lavoro il loro carattere asciutto ed impressivo.
Semplici, essenziali, di spirito ironico e beffardo ma anche gentili là dove serve.
Un classico, prezioso, insostituibile patrimonio, dell’illustrazione per l’infanzia

(età consigliata: dai 5 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Il piccolo Ghirighiri

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