“La lunga notte” di Sofia Gallo, Lapis

lunganottecopUn romanzo breve – di piccolo formato e agevole, ma intensa, lettura – per raccontare ai ragazzi che di undici settembre passato tristemente alla storia non c’è soltanto quello statunitense del 2001, ma anche quello,  drammatico e buio, della lunga notte cilena del 1973.

Sofia Gallo inventa un racconto semplice ma significativo, con una punta misurata di romanticismo, inquadrato in una cornice storica precisa della quale ben ricostruisce le atmosfere e il peso, senza forzature, in una maniera credibile cui sottende un attento lavoro di studio e documentazione.

Raccontare i drammi della storia ai giovani non è infatti semplice, essendo auspicabile il risultato di passare loro le informazioni ma anche le emozioni, i fatti ma anche il pathos che li porti a partecipare e a farsi carico di un accorato “mai più”, speranza per un futuro migliore.

Nasce così “La lunga notte”, pubblicato dalla casa editrice romana Lapis, che per tre quarti è opera di fiction – con il racconto delle vicende di Pedro e della sua famiglia nei tre giorni che sconvolsero il Cile – e nell’ultimo quarto riporta, con chiarezza, i cenni storici necessari sul golpe e le informazioni sui personaggi salienti.
In entrambe le parti l’autrice mette la passione e la partecipazione che la contraddistinguono, denunciando, con toni pacati ma inesorabili, i colpevoli di tanta barbarie.

Pedro è ancora un bambino – appena undici anni – quando gli eventi a Santiago precipitano.
Lui è benestante, figlio di genitori progressisti e di buona cultura, sostenitori del governo di Allende. La madre è un medico, impegnata anche nelle cure gratuite agli abitanti delle poblaciones – le favelas cilene, baraccopoli dove vivono i più poveri, per lo più indios – , il padre un giornalista impiegato in un giornale filogovernativo.
E’ naturale che la famiglia segua con timore e ansia le agitazioni dei mesi del 1973, gli scioperi dei camionisti e le marce della padelle, sommovimenti popolari sostenuti dalla destra conservatrice, oppositrice del presidente e delle sue politiche volte a migliorare la giustizia e l’equità sociale.

Pedro si trova quindi gettato in una carambola di avvenimenti che dapprima turbano, poi sconvolgono radicalmente la sua quotidianità.
Poche ore soltanto che lo portano, oltre che a temere per la propria vita e quella dei suoi familiari, anche ad aprire gli occhi sulle disparità sociali che dilaniano il suo paese e sulle differenze ideologiche che dividono i suoi dai genitori di alcuni suoi amici e compagni di scuola, come ad esempio Martino, figlio di agiati militari favorevoli al rovesciamento con la forza del governo.

Il ragazzino improvvisamente dovrà mettersi in fuga per la salvezza, insieme all’umile famiglia di Flor, bellissima e fiera sua coetanea che vive, con la madre, il padre minatore e due fratelli piccoli, nei quartieri della baracche.
Inevitabile un principio delicato e timido di storia d’amore, tra i due, appartenenti a ceti diversi ma accomunati, come i propri cari, dallo stesso amore per la libertà e la democrazia e dallo stesso dolore per il domani di dittatura che attende il loro paese.
Pedro sarà costretto all’espatrio: troppo a rischio la sua famiglia per la dichiarata e professata appartenenza politica. Flor resterà in Cile, accanto alla madre e ai fratelli, a lottare per un futuro migliore.
E sarà proprio quel futuro – purtroppo segnato, al momento della sua realizzazione, da troppe morti e troppe ingiustizie – a vederli finalmente ricongiunti, ancora memori l’uno dell’altra e a rendere possibile l’esistenza della voce che narra la storia…

Un romanzo che si legge d’un fiato, nella sua lievità di stile che si fa però intensa nei contenuti.
Un breve racconto di formazione, di una crescita forzata, costretta in pochi giorni da eventi tragici che nessun ragazzino dovrebbe esser costretto a vivere e poi a ricordare.
Poco importa che Pedro sia personaggio di fantasia: per uno come lui, di carta e inchiostro, centinaia ce ne saranno stati di bambini costretti alla fuga, alla paura, alla separazione dai propri cari.
Un libro per conoscere, riflettere e non dimenticare.

Le pagine, oltre che da un carattere tipografico che agevola la lettura, sono caratterizzate dalle piccole illustrazioni, nei toni del rosso, di Lorenzo Terranera.
Disegni minuti, schizzi dal tratto rapido e veloce ma che ben sottolineano, e intensificano, i momenti emotivamente salienti della storia.

(età consigliata: da 11 anni)

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