Serie de “I sette orsi nani” di Émile Bravo, Bao Publishing

orsinanicop1Esilarante e con punte di spassosa genialità la serie a fumetti di Émile Bravo che vede come protagonisti sette panciuti, pelosi e tarchiatelli – ma sprizzanti simpatia da ogni poro della pelliccia – orsi nani.

I libri disponibili finora sono tre – in ordine: “Riccioli d’oro e i sette orsi nani”, “La fame dei sette orsi nani” e “La bella e gli orsi nani” – tutti pubblicati da Bao publishing, casa editrice leader nel fumetto di qualità per adulti e bambini.

Le storie giocano sulla mescolanza di situazioni e personaggi delle fiabe classiche, le più note, da Biancaneve a Cenerentola, da I tre porcellini a Il pifferaio magico, da La bella addormentata a Cappuccetto Rosso, da Il gatto con gli stivali a Hansel e Gretel.
Gli stessi orsi nani, come è facile intuire, fanno il verso ai sette nani incrociati con gli orsi di Riccioli d’Oro, quelli che si trovano la casa invasa e invero un po’ distrutta, dalla bambina bionda, boccoluta e un tantinello impertinente.

Mischiare o modificare fiabe e favole sembrerebbe un tema scontato, poco originale o già visto e, se da un lato bisogna ammettere che il terreno è già ampiamente battuto e che di rivisitazioni in tal senso se ne vedono tante sia nel campo dell’albo illustrato che del romanzo, è altresì vero che, proprio per l’inflazione, farlo in maniera gustosa, intelligente e divertente è tutt’altro che facile.
E questo è uno dei casi in cui è giusto decretare il successo.

Gli aspetti che colpiscono nelle graphic novels di Bravo, oltre all’esplosivo effetto comico e alla lucida ironia, sono il ritmo e l’armonia.
Il ritmo dei racconti è infatti incalzante, rapido: non si fa in tempo a riprendersi da una risata che si è subito richiamati su un’altra situazione spassosa. Il risultato è una lettura coinvolgente, vivacissima, senza tempi morti e da praticare tutta d’un fiato.
L’armonia invece è riscontrabile nella fluidità dell’intreccio di fiabe che viene composto.
Non si tratta di un guazzabuglio spigoloso e un po’ raffazzonato, bensì di un arguto e omogeneo riversarsi di situazione in situazione, di personaggio in personaggio, tutti visti dal loro lato comico, buffo e talvolta un po’ paradossale, posti nel punto giusto della loro storia o immaginati poco dopo o poco prima, in divertentissimi prequel o sequel.
Incontri e scontri improbabili, incantesimi un po’ bislacchi, principi azzurri troppo o poco intraprendenti, fate madrine permalose, porcellini troppo saputelli, gatti con gli stivali profittatori e furbastri, orfanelli ingrassati, e via così, in un’irresistibile carrellata di figure ben note ma rese in maniera indubbiamente fresca e originale.

A fare da filo conduttore a tanti siparietti, affinché il racconto risulti compiuto e legato, dotato di inizio, sviluppo e conclusione – sempre calzante e gustosa – loro, i sette orsi nani, impacciati ma intraprendenti, creduloni ma al momento giusto risoluti, teneri ma anche scontrosi, un po’ sfortunati ma destinati all’immancabile lieto fine. Protagonisti che, come da ispirazione, uniscono il carattere burbero dei nani alla paciosità degli orsi con un risultato bizzarro e adorabile.

Nella prima avventura i nostri eroi saranno alle prese con una gigantessa addormentata sui loro letti, la cui stazza ingombrante impedisce loro il giusto riposo.
Dovranno quindi trovare un buon principe che li liberi da cotanta mole femminea ma finiranno per perdere letti e casa, trovando impiego finale niente poco di meno che come peluche di compagnia per pollicino e i suoi fratelli.

orsinani1Nella seconda sarà l’inverno e la fame a spingerli in cerca di soluzioni ma, ingannati da un gatto con tanto di calzature e da strani venditori di fagioli magici, si troveranno persi nella neve incappando in bambine dalla mantellina rossa, lupi famelici e casette di cioccolata.

orsinani2Nell’ultimo racconto avranno ancora una principessa, dai modi un po’ snob, da accasare. Stavolta saranno ben due i principi azzurri candidati al ruolo di salvatore. E le cose potrebbero anche funzionate se non fosse per una fata madrina permalosa e una bestia vittima di sortilegio piuttosto intraprendente…per non parlare dei soliti tre porcellini insistenti nel suggerire le loro soluzioni immobiliari.
Ma l’incantesimo più potente di tutti si troverà ahimè nel finale e condannerà la povera Biancaneve ad un destino triste ma purtroppo parecchio comune.

orsinani3I disegni, al pari delle storie, sono ironici, comici e arguti, il tratto rapido le figure chiare ed espressive.
Il susseguirsi delle scene è ordinato e pulito, le vignette grandi, le nuvolette poste in successioni facili da seguire. Tutte caratteristiche che rendono agevole la fruizione degli albi e che li rendono quindi adatti a ragazzini di varie età (anche, come me, prossimi ai quarant’anni) e di diverse abilità di lettura.

(età consigliata: da otto anni)

Se i libri ti piacciono, comprali qui: Riccioli d’Oro e i sette orsi nani
La fame dei sette orsi nani
La bella e gli orsi nani

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