“Doglands” di Tim Willocks, Sonda

doglandsCon una prosa avvincente e una trama perfettamente costruita, in grado di calamitare il lettore e saldamente tenerlo fino all’ultimo capitolo, Tim Willocks ci regala un’epopea canina emozionante e sorprendente, dove avventura, sensibilità e ferocia si mescolano in un’alchimia potente e vibrante.

“Doglands”, edito in Italia da Sonda, è uno dei romanzi candidati al Premio Andersen 2013 nella categoria “Miglior Libro oltre i 15 anni”. Io, come al solito, abbasserei tranquillamente di un paio d’anni l’età di destinazione. Ma poco contano le classificazioni, che nulla tolgono e nulla aggiungono al valore di un’opera interessante e pregevole, sia per la qualità del racconto, sia per l’ottimo livello dello stile, ma soprattutto per l’accorta acutezza, profondamente rispettose e intensamente valorizzante, con cui l’autore ha saputo indagare nell’immaginario animo dei suoi pelosi protagonisti, restituendo una dignità e una fierezza a degli animali che, pur se chiamati sovente “migliori amici dell’uomo”, troppo spesso vengono trattati all’opposto. Che i lettori siano o meno padroni di cani, sfido chiunque a guardarne negli occhi uno alla stessa maniera, prima e dopo la lettura di questo libro.

Furgul, tra i tanti luoghi possibili, ha la sfortuna di nascere a Dedbone’s Hole, un allevamento per levrieri da corsa. Qui i cani vengono costretti a vivere in piccole gabbie, a competere per il cibo e a sottomettersi, con terrore, al crudele padrone – Debdone appunto – che non esita ad ucciderli, gettandoli in un pozzo nel profondo di una caverna se non si mostrano all’altezza dei requisiti richiesti in termini di purezza, agilità e successi nelle gare. Il cucciolo e le sue tre sorelle hanno purtroppo la macchia più inaccettabile: il loro pedigree non è immacolato. La mamma, Keeva, è una greyhound purissima – la campionessa più quotata dell’allevamento – ma il padre – il mitico Argal – è un cane di strada, un cane libero che non vive tra le sbarre e non è controllato da alcun umano. Un cane che conosce le leggendarie Doglands e sa come correre nel vento.

A Furgul non resta che la fuga, rocambolesca e insperata, nel momento che avrebbe dovuto essere per lui fatale: quando Dedbone lo getta nell’abisso già cimitero di tanti suoi simili. Ma che nelle vene del piccolo scorra un sangue eroico, generoso e fiero è chiaro già dalle sue prime mosse, ed inizia così l’avventura di uno straordinario protagonista a quattro zampe, vivo di un cuore grande e di un robusto coraggio.

La storia di Furgul è un percorso di crescita, di fortificazione, di acquisizione di consapevolezza e responsabilità. Un viaggio nella conoscenza delle condizioni di vita dei suoi fratelli cani, una prova fatta di scelte e di bivi, dove spesso la soluzione più comoda é appetibile ma abbracciarla significherebbe rinunciare alla propria natura e al richiamo dei propri avi. E’ un ritorno alle antiche leggi, quelle dei branchi selvaggi, ad una saggezza delle bestie che pare più elevata e autentica di quella dell’uomo. Ma è anche un racconto di ribellione, di lotta e di conquista delle giustizia, di punizione dei colpevoli, talvolta in maniera spietata, sanguinosa forse, ma equa se comparata ai secoli di crudeltà subita.

Furgul dovrà attraversare diverse condizioni. Dalla prima, quella di schiavo e condannato a morte certa, a quella di cane di casa, coccolato e ben nutrito ma costretto ad una serie di regole e di divieti contro natura e, di fatto, privato della libertà. Sarà poi fuggitivo e come tale considerato pericoloso. Verrà rinchiuso in un canile, minacciato di puntura letale, diverrà leader di una storica e memorabile rivolta. Troverà amici straordinari e nemici feroci, conoscerà il segreto della sua nascita e l’immensità dell’amore di un padre, si troverà più volte vicino alla fine sapendola poi allontanare con astuzia e coraggio. Diverrà una guida, incontrerà perfino l’anima gemella, seppure nel pelo maltrattato e negli occhi alteri di una fiera pastore tedesco. Ma soprattutto, il giovane animale adulto, indomito ed eroico che sarà Furgul alla fine del romanzo, arriverà alla consapevolezza del segreto magico delle Doglands, le terre di libertà, saggezza e dignità dove tutti i cani sono selvaggi nel profondo ed in grado di correre nel vento.

Un libro consigliato agli amanti degli animali, agli appassionati di avventura, a chi non si rassegna a guardare alla bestie come se non possedessero un’anima e una sensibilità, come se non fossero degne del rispetto della loro natura e della protezione del loro mondo. Per ricordare, con l’uso di una bella e appassionante storia, che la terra non è di proprietà dell’uomo e che la sua arroganza deve trovare un limite nel riconoscimento, profondo e reale, di tutte le specie viventi.

E visto che “Doglands” termine con la parola Continua…beh, noi siamo qui ad aspettare il seguito!

(età consigliata: dai 13 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Doglands. Storia di un cane che corre nel vento

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