“Rico, Oscar e il Ladro Ombra” di Andreas Steinhöfel, Beisler

ricoLa casa editrice Beisler, con una recente pubblicazione, porta alla conoscenza dei lettori italiani due imperdibili personaggi del celebre e premiato autore per ragazzi Andreas Steinhöfel.

Si tratta della buffa, improbabile e deliziosa accoppiata Rico e Oscar, due ragazzini le cui imprese non potranno che appassionare e divertire i giovani lettori.
Ma anche i meno giovani, come la sottoscritta, che è rimasta conquistata da una delle coppie di amici e detective più simpatica del panorama contemporaneo della letteratura per l’infanzia.

“Rico, Oscar e il Ladro Ombra” è un romanzo spassoso e coinvolgente, con una magistrale caratterizzazione dei personaggi, una trama fresca e ben congegnata che inchioda alle pagine. E’ un libro che, dietro alla piacevolissima veste da giallo, cela un’anima non priva di spessore approcciandosi, con brio, leggerezza, intelligenza e rispetto, al tema della diversità.

Federico, detto Rico, vive con la sola madre in un condominio di un quartiere di Berlino.
La mamma è una di quelle donne che non passano inosservate: alta, bella, bionda e appariscente, per di più lavora in un club-bar, impiego che le porta via parecchio tempo e che quindi costringe il figlio a cavarsela da solo per molte ore del giorno e della notte.
Impresa non facile se teniamo conto che Rico è intelligente a metà.
Nulla di grave – come ci tiene lui stesso a precisare – accade semplicemente che il suo cervello lavora ad una velocità ridotta rispetto al normale e che, a volte, i fili che tengono insieme i suoi pensieri si ingarbugliano un po’ creandogli qualche vuoto e un po’ di confusione.
Rico non ha senso d’orientamento, non distingue la destra dalla sinistra, non ha dimestichezza con i numeri e con le nozioni mnemoniche, alle volte gli sfuggono particolari che sembrerebbero evidenti. Ma è coraggioso, ha un gran cuore, è attento e sensibile, e desidererebbe tanto avere un amico.

Il mondo del ragazzo, infatti, inizia e finisce col perimetro del condominio dove vive.
Rico ha paura ad allontanarsi perché non saprebbe come ritrovare la strada di casa e allora compensa cercando di stringere amicizia con i vicini, che però, ahimè, sono quasi tutti adulti o poco disponibili nei suoi confronti. Si salva solo la signora Dolci, che lo invita spesso a nel suo appartamento per un film e delle tartine, un trio di studenti che vive al primo piano e, forse, un nuovo ed interessante condomino che parrebbe anche un promettente possibile fidanzato per la mamma…
Nello scenario ristretto ma ricco di tipi umani del palazzo si delinea la quotidianità di Rico, e la sua indole. Le sue riflessioni, i suoi timori, le sue simpatie e antipatie. Perfino il grande interesse che prova per i misteri da risolvere.

Ed è proprio un maccherone ritrovato in cortile, sul quale il ragazzino si decide ad indagare, che lo porta a fare la conoscenza del primo vero amico della sua vita: Oscar; che a differenza di lui, di intelligenza ne ha da vendere: è intelligente al cubo!
Oscar e Rico, ciascuno bizzarro e bisognoso d’amicizia a proprio modo, si piacciono a prima vista e insieme finiscono, più o meno casualmente, sulle orme di un criminale vero.
Addirittura Mister 2000! Il ladro di bambini che, con cinque rapimenti già al suo attivo, terrorizza e tiene col fiato sospeso tutta la città.
Incredibilmente, toccherà proprio a Rico ingegnarsi per salvare il nuovo amico arrivando, nonostante il suo handicap, alla giusta soluzione del caso. Precedendo perfino la polizia, prima che gli eventi precipitino.

I due giovanissimi protagonisti non possono essere più diversi: uno è alto e magro, l’altro un piccoletto, uno ha un quoziente intellettivo inferiore alla media, l’altro ben al di sopra, uno ha un cuor da leone, l’altro gira con un casco in testa per eccesso di prudenza…Ma entrambi rivelano un grande rispetto per la natura dell’altro, accettandosi e mostrando di valorizzarsi reciprocamente.
Probabilmente ciascuno proveniente da una realtà di solitudine, riescono ad entrare in relazione in maniera naturale e spontanea dando un esempio fortemente positivo di amicizia che travalica la diversità e insegna come in una relazione ognuno possa colmare le lacune dell’altro in modo costruttivo e senza farlo pesare.

Le avventure di Rico e Oscar sono una lettura accattivante e piacevolissima, grazie anche allo stile fresco e coinvolgente dell’autore e alla scelta di narrare le vicende in prima persona dal punto di vista di Rico.
L’espediente rende il personaggio vivo e reale, e restituisce i fatti dal suo originale, tenero e partecipato punto di vista.
Impossibile per il lettore non affezionarsi al ragazzino e non condividere, almeno un po’, le sue riflessioni e la sua logica inusuale ma, a suo modo, lucida e calzante.

Davanti agli occhi curiosi, ingenui e sinceri di Rico sfilano tanti divertenti tipi umani: tutti i condomini vengono descritti tramite le sue deliziose categorie, dettate dal cuore più che dal cervello ma ineccepibili; ne risulta un insieme assolutamente godibile e caratteristico, nel quale chi legge potrà magari riconoscere anche i suoi amici o vicini di casa.

Ultima, ma non trascurabile, nota è quella doverosa sulla brillantezza della trama, talmente ben pensata da rendere il romanzo un giallo a tutti gli effetti, con un vero mistero da risolvere, al quale la maggior parte dei lettori – come la sottoscritta – non riuscirà, probabilmente, a dare soluzione anticipata, godendo così appieno di ogni passaggio.
Non mancano i colpi di scena e una giusta dose d’azione a tenere incollati anche i lettori più facilmente annoiabili.

Belle e perfettamente in tono con lo spirito della storia, le illustrazioni in bianco e nero di Peter Schössow, che aprono ogni capitolo. Col loro tratto buffo, vignettistico e l’anima scanzonata rendono giustizia alla spassosa lievità del libro.

(età consigliata: dai 10 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Rico, Oscar e il ladro ombra

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7 pensieri su ““Rico, Oscar e il Ladro Ombra” di Andreas Steinhöfel, Beisler

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