“La scatola dei papà” di Alain Le Saux, Babalibri

scatpapàLa casa editrice Babalibri è di certo una delle più attente e sensibili per quanto riguarda le pubblicazioni per i più piccini.
Albi cartonati sempre di grande qualità che catturano l’attenzione dei bambini di età inferiore ai due anni per progetto, costruzione e realizzazione grafica, rivelandosi strumenti utilissimi per accompagnare il piccolo nelle tappe dello sviluppo cognitivo, linguistico, affettivo, per stimolarlo e divertirlo.

Di recente uscita, in questa direzione, è “La scatola dei papà” di Alain De Saux.
Un contenitore di cartone all’interno del quale trovano posto quattro piccoli albi quadrati e cartonati, perfetti per manine piccine, tutti con un’unica star: il papà!

Qualcuno di voi, come me, ricorderà con gran piacere l’autore e illustratore per un altro albo sul papà: il divertentissimo – esilarante direi – “Come educare il tuo papà”, edito da Il Castoro. Un ironico vademecum su come istruire in maniera impeccabile anche il genitore più recalcitrante alle regole e al buon comportamento.

Nella pubblicazione di Babalibri ritroviamo le stesse immagini buffe e caricaturali, gli stessi colori accesi e vivaci, anche se cambia del tutto l’età di riferimento. L’albo edito da Il Castoro è infatti adatto ai bambini a partire dai 5-6 anni, mentre il pubblico di destinazione dei quattro librotti è orientativamente intorno ai 12-18 mesi.

Il punto di vista con cui viene resa la figura paterna è tutto affettivo.
Il papà mostrato è un compagno di giochi, un riferimento per momenti piacevoli di condivisione, un dispensatore di coccole e attenzioni, qualcuno da cui imparare con amore.

Nelle pagine di “Papà coniglio” vengono mostrate – in ciascuna doppia facciata – diverse coppie animali formate da papà e figlioletto. Cani, orsi, elefanti, ma anche coccodrilli, serpenti e  pesci.
Figure molto semplici, che mostrano un rapporto dolce e tenero:  occhioni che si guardano, pose vicine e movimenti che si vengono incontro.

papà1Probabilmente questo, tra i quattro libri, è quello indicato per i più piccini, già a partire dall’anno di età.
Il bambino sarà attratto dagli animali – disegnati di profilo, con bordi spessi, colori intensi e basilari e su sfondo giallo – e si divertirà a riprodurne i versi e a imparare piano piano a riconoscerli e nominarli.

C’è poi “Papà spinge” e “Papà dà i bacini”, simili per idea e impostazione.
Qui le coppie papà-figliolo sono umane e in ogni doppia pagina è mostrata un’azione che il genitore compie insieme al bambino.
Molti sono giochi (il papà che calcia la palla, papà che spinge la macchinina del piccolo, il papà che scava una buca al mare nella sabbia, il papà che fa un disegno…) ma ci sono anche azioni quotidiane (il papà che beve, fa un riposino o la pipì) o altri momenti di relazione (il papà che fa una foto al figlio, che lo mette a letto dandogli un bacio, che fa le boccacce per farlo ridere…).

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Insomma una carrellata di momenti condivisi di diversa natura ma tutti caratterizzati dal papà protagonista. Ognuno sottintende chiaramente un forte legame affettivo e una grande sintonia tra genitore e figlio.

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Le illustrazioni buffe oltre a strappare un sorriso suggeriscono tanta tenerezza e risultano, oltre che divertenti, anche dolci.

L’ultimo librino è “Papà re”. Anche qui la coppia è umana ma alla parola papà non si accoppia un verbo ma un sostantivo, che fa sì che il simpatico genitore rivesta diversi ruoli, tutti di gioco.
Abbiamo quindi un papà domatore armato di sedia contro un “ferocissimo” cagnolino che lo guarda un po’ perplesso, come un papà cowboy con tanto di pistole. E ancora un papà giostra che fa ruotare il bimbo velocemente e un papà cavallo che lo porta in groppa. Un genitore mangia-tutto che azzanna un braccino e uno che si finge bassotto con tanto di osso in bocca.

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La figura paterna è qui associata chiaramente ad un’idea di gioco, è un compagno di momenti di divertimento, di risate, avventure, sempre pronto a vestire gli abiti dei personaggi più disparati.

I quattro libri sono molto semplici, con disegni essenziali e un testo ridotto al minimo, ma racchiudono un mondo d’amore e tenerezza.
Per una volta non è la mamma la figura affettiva di riferimento ma diviene centrale il padre, visto come compagno d’avventura e dispensatore di coccole. Mantiene comunque una caratterizzazione più orientata sul versante ludico, secondo un’ipotetica divisione dei ruoli dove la madre è colei che consola e accoglie in grembo, mentre il papà è quello che insegna, spinge fuori dal nido e accompagna il bambino nel gioco e nell’acquisizione dell’autonomia.

Fuori dalle considerazioni affettivo-piscologiche, gli albi aiutano il bambino anche nello sviluppo del linguaggio insegnandogli a riconoscere e a nominare diverse azioni e personaggi e ad inquadrarli in vari scenari.

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Le illustrazioni di Alain De Saux, se in un primo momento possono spiazzare perché ricordano le caricature e le vignette destinate ad un pubblico più adulto (e si offrono anche ad una chiave di lettura ironica), rivelano, ad un secondo sguardo, caratteristiche adatte ai più piccini.
Gli sfondi gialli e vivaci, i bordi neri e spessi, i tratti netti e semplici, i colori accesi e contrastanti , l’assenza di particolari inutili o sovrabbondanti, aiutano a catturare l’attenzione dei bimbi che, al di sotto dei due anni di età, si approcciano ai primissimi libri.

(età consigliata: dai 12 mesi)

Se il libro ti piace, compralo qui: La scatola dei papà: Papà re-Papà spinge-Papà coniglio-Papà dà i bacini

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Un pensiero su ““La scatola dei papà” di Alain Le Saux, Babalibri

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