“Papà, decoriamo l’albero di Natale?” di Mireille d’Allancé, Babalibri

pelocopMireille d’Allancé è un’esperta di emozioni, in particolare quelle dei più piccoli.
Le appartiene una grande sensibilità e una capacità di inventare storie semplici ma dal profondo contenuto psicologico, capaci di rendere in immagini moti dell’animo bambino più o meno piacevoli.
Basti pensare al suo famosissimo “Che rabbia!”, diventato, a buon diritto, un piccolo classico della letteratura per l’infanzia e utilizzato da genitori ed educatori per aiutare i bambini a rielaborare e metabolizzare un sentimento poco gradevole ma imprescindibile come la rabbia.

Anche in questo suo dolce e delicato racconto natalizio, la festività è, in parte, un pretesto per parlare di emotività e dei piccoli-grandi crucci e insicurezze che spesso affliggono i più piccini.

Tutti i bambini sono curiosi ed esuberanti, ancora alle prese con la difficile arte di misurare ed accettare i propri limiti. Hanno impazienza di crescere, di dimostrarsi abili ed importanti, di cimentarsi in imprese non esattamente alla loro portata.
Per questo motivo spesso combinano pasticci volendo far bene, subiscono rimproveri sentendo, in cuor loro, di non meritarli.
E, in tal caso, la frustrazione arriva puntuale, a strappare un po’ della fiducia in se stessi che i nostri piccoli vanno faticosamente conquistandosi.

Come aiutarli? Il papà orso di questa storia – “Papà, decoriamo l’albero di Natale?”, edito da Babalibri – ci mostra una strada, delicata ed accogliente. Ad ogni genitore la possibilità di riflettere e scegliere la propria, nel rispetto dell’indole e della natura dei propri figli.

Papà orso e Piccolo Pelo decidono di decorare un bell’albero di Natale.
Piccolo Pelo è entusiasta dell’idea ma si accorge ben presto che il lavoro è meno facile di quel che sembra.
L’abete è alto e non arriva a posizionare adeguatamente le ghirlande. Per giunta il papà pare deciso ad assegnargli solo dei compiti poco divertenti.
Non riesce però a resistere e curiosando tra addobbi e palline colorate, nel tentativo di attaccarne una, finisce per farla cadere e rompere.

pelo3Papà orso, a questo punto, si arrabbia e gli intima di sedersi. Ma l’orsacchiotto resta ferito dal rimprovero e decide di non partecipare più all’allestimento natalizio, ritirandosi nella sua stanza.

pelo1E’ a questo momento che il genitore, forse accortosi di essere stato un po’ troppo prevaricante e severo, riesce a trovare un dolce e intelligente stratagemma per coinvolgere di nuovo il figlioletto e per farlo sentire, finalmente, importante e necessario.

pelo2

Una storia di estrema semplicità ma anche ben corrispondente a molte situazioni che si verificano in tutte le famiglie.
Bambini troppo esuberanti, spesso “rovinosamente volenterosi”, peccatori di entusiasmo ingenuo e dirompente. E genitori troppo rigidi, esageratamente attenti al lavoro ben fatto, poco disposti a venire incontro ai pasticci bambini, scarsamente accoglienti nella loro posizione adulta.
Un racconto da leggere insieme, nel quale grandi e piccini potranno riconoscersi e far tesoro di qualche piccolo suggerimento prezioso.
Perché alle volte basta poco per aiutare i nostri bimbi a superare gli inevitabili momenti di frustrazione e sfiducia, soprattutto se si è in grado di riconoscerli e immedesimarsi nel loro animo in crescita.

Le grandi illustrazioni dell’autrice sono ricche di tenerezza e, anch’esse, dimostrano una grande attenzione alle emozioni dei protagonisti.
Figure morbide, delicatamente tratteggiate e sfumate, colori caldi e intensi ma non troppo accesi, musi espressivi, uno stile fedele all’immaginario classico del soggetto in questione (in questo caso gli orsi).
Il tutto contribuisce, insieme alle caratteristiche della storia narrata, a rendere l’albo rassicurante e “affettivo”, particolarmente adatto alla lettura genitore-figlio.

PERCHE’ SCEGLIERE QUESTO ALBO DI NATALE: perché è un racconto natalizio ma che va bene “per tutte le stagioni”, perché è una storia delicata, calda e rassicurante con qualche piccolo suggerimento anche per mamma e papà; perché tanti bambini potranno immedesimarsi nelle emozioni di Piccolo Pelo rielaborando anche le loro.

(età consigliata: dai 3 anni)

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