“La conferenza degli animali” di Erich Kastner, Piemme (Il Battello a Vapore)

Un piccolo classico scritto da Erich Kastner nel 1949 e pubblicato da Piemme (Il Battello a Vapore) nel 2011.
“La conferenza degli animali” si è aggiudicato, sempre nel 2011, il Premio Andersen nella categoria “Miglior libro mai premiato”.
L’autore era un convinto pacifista e oppositore del regime nazista; fu arrestato più volte dalla Gestapo e i suoi libri furono bruciati nei roghi del Terzo Reich perché “contrari allo spirito tedesco”.
Nel 1960 fu insignito del prestigioso premio internazionale della letteratura per l’infanzia Hans Christian Andersen.
La storia narrata ne “La conferenza degli animali” gli venne ispirata da Jella Lapman, colei che fondò a Zurigo l’IBBY, la principale istituzione internazionale no-profit impegnata nello studio e nella promozione della letteratura per l’infanzia, e la Jugendbibliothek di Monaco, la più grande biblioteca del mondo per bambini e ragazzi.
Un libro, quindi, con dei “genitori” piuttosto importanti e con un biglietto da visita di tutto rispetto e che, nonostante gli oltre sessant’anni di età che si porta sulle spalle, offre ancora ai bambini spunti e messaggi importanti.

Gli animali sono esasperati: non possono fare a meno di notare che, nonostante le continue conferenze di pace, gli incontri, i tentativi di accordo, gli uomini restano sempre disuniti e perseverano nell’affliggere la terra – e soprattutto i bambini – con continue guerre.
Non riescono proprio a comprendere come si possa essere così stupidi da rischiare il futuro dei propri figli continuando a combattersi, mettendo su barriere invalicabili tra gli stati, non facendo altro che costituire eserciti e costruire armi.
Non è più tempo di stare a guardare – decidono bestie e bestiole – bisogno indire una conferenza – la prima è l’ultima, contro l’ottantasettesima degli uomini – di tutti gli animali, che rimetta a posto le cose e salvi tutti i bambini da un domani disperato.
Un tam tam generale e fantasioso porta quindi tutti i rappresentanti delle varie specie al Grattacielo degli animali – una costruzione incredibile dotata anche di aeroporto, stazione e porto dedicati – dove una continua trattativa con gli uomini riuniti a Città del Capo tenterà di rimettere a posto il mondo.


Non sarà facile, ahimè. La razza umana, ancorata sulle sue posizioni difensive e guerrafondaie, metterà a dura prova la pazienza degli animali che dovranno ricorrere alle “maniere forti” (ma non troppo) per gettare le basi di una pace duratura.


Alla fine tutti saranno felici, anche coloro che parevano più irriducibili, e la terra sembrerà avviata verso un periodo felice di fratellanza.

Il romanzo è sicuramente piacevole, riuscendo ad essere divertente anche nella sua caratterizzazione molto “politica”. I personaggi animali risultano spassosi, gradevolissimi anche i vari aneddoti ed episodi che vanno ad inframezzare la narrazione principale, come la descrizione del passaparola per dare il via alla conferenza oppure la descrizione dei vari mezzi usati dalle varie specie per giungere al luogo dell’incontro.
Mi rendo conto che l’opera è piuttosto datata e che questo “essere d’altri tempi” costituisce sicuramente un’attenuante, ma ciò su cui è un po’ difficile soprassedere è l’infarcitura della narrazione di stereotipi di genere. Sono infatti le sole bestie maschio a partecipare all’assemblea che deciderà le sorti del mondo, mentre le loro mogli sono solo incaricate di preparare la valigia e di salutarli alla stazione. Quasi peggio è quando il toro Reinhold, in albergo, si trova costretto a suonare il campanello e chiedere di poter avere una bella vacca pezzata, perché si sente tanto solo….
Insomma, il libro si fa portatore di tanti bei messaggi pacifisti e di fratellanza ma è necessario che la lettura sia mediata da un adulto che spieghi che, al livello di divisione dei ruoli tra i sessi, le cose non stanno (o almeno non dovrebbero stare) esattamente così.
Apprezzabile comunque il sottolineare la necessità di considerarci tutti una grande famiglia umana e la riflessione sull’assurdità delle barriere tra gli stati (per quanto di frontiere, a quei tempi, ce ne erano sicuramente più di oggi).
Come anche importante, e degno di nota, è l’ultimo punto posto dagli animali nel patto finale stabilito con gli uomini. E cioè che “in futuro, i dipendenti dello stato meglio pagati saranno gli insegnanti. Educare i bambini e farne dei veri uomini è il compito più alto e più difficile che ci sia”.

Belle e ben dettagliate le tante illustrazioni in bianco e nero di Walter Trier che arricchiscono l’opera rendendone più piacevole e vivace la lettura.

L’edizione italiana di Piemme, offre inoltre una prefazione di Roberto Denti che, oltre ad un’introduzione al romanzo, è anche una buona – tutta a misura di bambino – riflessione sulla guerra,.

(età consigliata: dai 7 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: La conferenza degli animali

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