“Natale bianco Natale nero” di Béatrice Fontanel e Tom Schamp, Jaca Book

Per questo secondo appuntamento con la rubrica “I libri di Natale”, scelgo un altro albo che si colloca tra i natalizi, ma in maniera non usuale.
Si tratta di “Natale bianco Natale nero” di Béatrice Fontanel e Tom Schamp, edito da Jaca Book e vincitore, nel 2010, del Premio Andersen nella categoria “Miglior albo dai 6 ai 9 anni”.

Un libro che colpisce già dalla copertina: accesa, rossa, vivace, con la grande figura variopinta di un uomo africano a presentare il titolo e che suggerisce l’idea di un Babbo Natale non proprio consueto.
Immergendosi poi nelle pagine, l’incanto non può che continuare.
Nei risguardi di copertina volti alternati di Babbi Natale dai tratti delle diverse etnie: bianchi, neri, orientali, con cappelli, scoppole o turbanti. All’interno, poi, meravigliose tavole colorate, ricche, traboccanti, a narrare le scene del racconto, con intensità, raffinatezza e gioiosità.

“Natale bianco Natale nero” è una finestra aperta su una storia di magica quotidianità e, sulla capacità di rendere speciale un evento con la sola forza della creatività e dell’amore.
Perché per vivere una Natale caldo ed emozionante non servono doni costosi, tavole imbandite con i prodotti più raffinati e abiti alla moda. E’ più importante la vicinanza delle persone amate, la dignità che proviene dal lavoro, anche se umile, la semplicità dei regali più sentiti, la gioia e lo stupore dei bambini.
L’albo, oltre che del giorno più magico dell’anno, ci parla anche della realtà dell’immigrazione, della vita, molto spesso dura, che si trovano a vivere la persone di altri paesi trasferitesi, per necessità, nel nostro. Ci racconta che anche loro hanno una famiglia da mandare avanti, quasi sempre a fatica perché numerosa, e che anche loro, come noi, hanno bisogno di festa e allegria nei periodi delle ricorrenze importanti.
Anche nella casa africana di nonno Muossa si festeggia il Natale, si aspettano e si ricevono doni, ci si ingegna per portare il sorriso sui volti dei bambini. Magari solo in maniera un po’ diversa, e forse più autentica, della nostra…
Il libro ci invita, inoltre, a riflettere sul consumismo, sullo spreco, su quanti beni e oggetti vengono gettati via con leggerezza e su come tanti scarti potrebbero essere ancora utilizzabili, se solo si avesse la volontà e la giusta creatività.

Moussa è immigrato dall’Africa in una città della Francia e lavora, insieme a Slava, sui grandi camion della spazzatura che ogni notte setacciano la città per pulire le strade e svuotare i cassonetti.


Ma è anche un mago delle riparazioni e, giorno dopo giorno, raccoglie tutti gli oggetti ancora in buono stato che la gente butta via e, nel suo laboratori in cantina, si dedica ad aggiustarli e a restituire loro nuova vita.
L’uomo è anziano ed è nonno di tanti nipoti di età diverse, che vivono nella sua stessa casa, insieme anche a tutti i genitori. Un numerosa comunità variopinta e vociante, alle prese con l’inserimento, non facile, in un paese straniero.
Siamo alla vigilia di Natale e i piccoli cominciano a temere che Babbo Natale non passerà da loro perché, si sa, lui ha la pelle bianca e loro sono neri. Ma chi l’ha detto? Uno dei bambini avanza l’ipotesi che Babbo Natale sia in realtà di colore…infondo nessuno l’ha mai visto no?
Sarà nonno Moussa ad intervenire e ad organizzare per loro un’insolita gita notturna in città per svelare il mistero sull’etnia del panciuto personaggio. Sarà bianco? Sarà nero? Chissà….l’importante è che al rientro dalla passeggiata, i bambini troveranno una bellissima sorpresa e tanti doni fantastici che, di certo, nessun altro avrà ricevuto.

Un racconto delicato, emozionante, rispettoso e autentico.
Reso magico da tavole eccezionali, veri e propri dipinti accesi, pieni e brillanti. Grandi illustrazioni in cui perdersi, vive di colori e di particolari che rendono ora il senso della malinconia metropolitana, ora del calore e della gioiosità della festa, senza tralasciare il fascino e la suggestione dei panorami notturni ed invernali.

PERCHE’ SCEGLIERE QUESTO LIBRO PER NATALE: perché mostra la festività da un punto di vista diverso ma ugualmente magico e “affettivo”; perché non parla solo del Natale ma invita anche, delicatamente, a riflettere sui temi dell’immigrazione, dell’accoglienza, dello spreco e del consumismo; per le meravigliose illustrazioni, che sono un incanto e una ricchezza.

(età consigliata: dai 5 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: Natale bianco, Natale nero

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