“Dante Pappamolla” di Isabella Paglia, illustrato da Adriano Gon, Camelozampa

E’ stato per me un vero piacere fare la conoscenza di Dante, ragazzino sveglio, brioso e tutt’altro che pappamolla.
Ironico, intelligente e sensibile, il protagonista del romanzo di Isabella Paglia, edito da Camelozampa, si colloca, con garbo e misura, nel filone dei ragazzi “fuori dal coro”, e inizialmente sfigati, destinati al riscatto e al successo finale nel nome della bontà e del valore d’animo.
Un tema “evergreen” della letteratura per l’infanzia ma sempre valido, dato che uno dei passaggi quasi obbligati dell’età preadolescenziale e adolescenziale è proprio quello dell’uscita dal guscio, della presa di coscienza di sé, degli altri e della realtà intorno, dell’assunzione del coraggio necessario per crescere.

Un piccolo romanzo di formazione, quindi, questo “Dante Pappamolla”, ma leggero e vivace, animato da allegri dialoghi e, soprattutto, dai gustosi monologhi del giovane protagonista che tutto vede e reinterpreta secondo la sua, divertente e azzeccata, emotività.
L’espediente usato dall’autrice per far compiere al ragazzino “il salto” è quello, ben consolidato, dell’”aiutante magico”, qui impersonato dalla carissima nonna di Dante, tanto amata ma purtroppo, come dice lui stesso, “trapassata”.
E l’esperienza che lo porterà alla crescita sarà forte e impressiva come il contatto con un ambiente dove la natura si rende estrema e la sopravvivenza è affidata alla saggezza, al rispetto e alla fratellanza.

Le scene non si aprono bene per Dante. Già il nome altisonante non depone a suo favore, se ci si mettono poi gli occhiali dozzinali, la timidezza, i genitori vegani e salutisti, i compagni di classe bulli, una cotta per l’insegnante di scienze e il rossore e la paralisi della lingua che sopraggiungono non appena deve parlare in pubblico, la frittata è fatta.
Per non parlare dell’improvvisa morte dell’adorata nonna Leopoldina, l’unica persona al mondo che pareva capirlo e sostenerlo.
Ma è proprio dal testamento della nonna che arriva un misterioso oggetto destinato ad essere il punto di partenza della trasformazione. Nulla di apparentemente spettacolare: a prima vista un semplice sasso da legare al collo con un cordoncino…ma dai poteri magici!
La pietra infatti permette a Dante (realtà o sogno?) di trascorrere una fantastica giornata nelle terre artiche, ospite graditissimo presso una famiglia del popolo Inuit.
Dopo un primo e comprensibile momento di smarrimento, il nostro piccolo eroe familiarizza con i nuovi amici, specialmente con Tarek, un suo coetaneo.
Tra ghiacci polari, slitte trainate da mute di cani, pesche miracolose ma piuttosto pericolose, giri in kajak, viste mozzafiato di aurore boreali, assaggi di insoliti cibi e qualche figuraccia, Dante comprende il valore del coraggio e si sente finalmente all’altezza delle sue esperienze.
Fa tesoro inoltre della profonda e antica saggezza del popolo Inuit, della loro vita in armonia con il mondo animale e naturale, del loro rispetto per tutti i doni della terra, della loro calda accoglienza priva di pregiudizi, della lentezza e serenità di un vivere al di fuori dei ritmi frenetici della società occidentale.
E comprende che per salvaguardare la natura c’è bisogno dei gesti di tutti, per piccoli che siano, e che anche assumersi la responsabilità di questi, significa diventare grandi.
Inutile precisare che, al ritorno dall’incredibile avventura, né Dante né la realtà intorno saranno più gli stessi…

Un libro che si legge d’un fiato, chiaro, scorrevole ed accessibile, grazie anche alle scelte tipografiche che hanno privilegiato comode spaziature ed ampi interlinea.
Il frizzante stile di Isabella Paglia coinvolge facilmente il lettore. Ne risulta una storia fresca e divertente, ma non per questo banale o priva di spessore.
Tutt’altro: le avventure di Dante Pappamolla sono un valido aiuto per far sì che i ragazzini riflettano, senza troppo peso, sui temi ecologi, sull’importanza e la ricchezza delle diverse culture e per solleticare curiosità e interesse verso luoghi e popoli lontani.
Senza dimenticare i sani valori che nel romanzo vengono esaltati, come l’amicizia, la presa di responsabilità, il coraggio di essere sé e di seguire le proprie idee e la condanna di ogni prepotenza.
Impossibile non immedesimarsi e parteggiare vivamente per Dante, come molto difficile non gioire sinceramente e accoratamente nel momento del suo successo finale.

Piacevoli e calzanti le illustrazione di Adriano Gon, dal tratto mosso e tutte giocate sui toni dell’azzurro e del bianco-e-nero, a rendere figura di un po’ dell’immenso gelo artico.

(età consigliata: da 8 anni)

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2 pensieri su ““Dante Pappamolla” di Isabella Paglia, illustrato da Adriano Gon, Camelozampa

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