“I tre briganti” di Tomi Ungerer, Nord-Sud Edizioni

Un albo, questo di Tomi Ungerer, al quale sono particolarmente affezionata.
Forse perché una bella storia, ottimista e poetica, arricchita da splendide tavole illustrate.
O forse perché è portatrice di un messaggio che amo molto e che apprezzo quando, in varie forme, lo ritrovo in un libro per bambini. E cioè che anche nei cattivi in apparenza più feroci, può battere un buon cuore. Nessuno è da condannare senza speranza, tutti possono cambiare.
Un invito ai più piccoli a non fermarsi alle apparenze, a riporre fiducia negli altri e a saperli vedere, oltre l’aspetto, oltre la nomea.
Mi pare una piccola riflessione, semplice ma rara e preziosa, in un mondo che troppo spesso incita alla chiusura, al pregiudizio, all’isolamento, alla diffidenza e vieta ogni possibilità di riscatto o redenzione.

Ma bando alle interpretazioni! Si rende prima di tutto necessaria qualche nota sul celebre autore.
Tomi Ungerer è un artista eclettico e poliedrico di fama mondiale. Autore ed illustratore di tanti libri per bambini di successo, di libri per adulti, uomo impegnato in molte battaglie politiche e sociale, disegnatore satirico e perfino erotico, ha vinto moltissimi premi internazionali tra i più prestigiosi. La sua città natale, Strasburgo, gli ha dedicato un intero museo e un Centro Tomi Ungerer è stato inaugurato nel 2007, in Place de la République a Parigi.

“I tre briganti” è uscito qualche anno fa per Nord-Sud Edizioni in formato grande e con copertina cartonata dopo una vecchia edizione Mondadori in formato tascabile.

La storia narra di tre feroci briganti vestiti interamente di nero con lunghi mantelli e alti cappelloni. Armati di tutto punto, si dedicano a ruberie notturne terrorizzando e depredando i malcapitati viaggiatori.
Fin quando, una notte, non incappano in una carrozza che trasporta soltanto un piccola bambina di nome Tiffany, orfana. Non avendo null’altro da arraffare, i tre omacci la prendono e la portano nella loro stamberga, deposito di tutti i tesori rubati.


Ma già da qui il lettore attento può notare che il registro sta cambiando: la bimba viene trasportata avvolta in una calda coperta e, una volta in casa, messa a dormire in un comodo letto. Qualcosa si va modificando nel cuore dei tre lestofanti…
Ed infatti quando Tiffany, svegliandosi, nota i forzieri pieni d’oro e di gioielli e chiede candida a cosa mai servano, i briganti restano interdetti. Non avevano mai pensato a cosa poter fare con le ricchezze sgraffignate!
Sarà la bimba a lanciare l’idea e loro ad accoglierla di buon grado: trovare e riunire tutti i bambini abbandonati e senza genitore e comprare un grande castello dove permettere loro di vivere bene e in serenità. E così è fatto. A tutti i bambini vengono inoltre donati un cappello e un mantello come quelli dei briganti, ma rossi anziché neri, perché non è più tempo per la cupezza!
Piano piano i ragazzini salvati si fanno grandi e attorno al castello costruiscono una città pacifica, con tre alte torri a ricordo dei loro benefattori.

Una fiaba dal lieto fine che, oltre a quanto già evidenziato sopra, ricorda a grandi e piccini che l’uso migliore e più saggio della ricchezza è quello che beneficia gli altri e che a nulla serve accumulare tesori se non si possono condividere e utilizzare per imprese utili e nobili.
Sono tanti i messaggi positivi e incoraggianti che si possono leggere tra le pagine del libro. Dall’altruismo, alla tenerezza, dalla possibilità di riscatto, al valore della condivisione, dal potere dell’amore all’invito a non giudicare gli altri inesorabilmente dalle apparenze o dal passato.
Tanti per poche righe, semplici, scritte a misura di bambino, che ogni lettore potrà gustare e interpretare secondo la propria sensibilità. E, volendo, anche lasciar scorrere come un delizioso racconto, in grado di intrattenere e affascinare i piccoli con il suo andamento classico di brivido, suspense e buon finale.

Splendide le illustrazioni. Tavole grandi e piene di colore, con neri avvolgenti e notturni sfondi azzurri. Le scure figure dei tre briganti, dalle cui sagome nere spiccano solo gli occhi, percorrono tutta la narrazione, prima minacciose e poi accoglienti nei loro gesti di accudimento. Bellissima la doppia tavola, tra le finali, dove un lunga fila di bambini con cappelli e manti rossi e vivaci si mostra come un’allegra e spensierata processione.

Dal libro è stato tratto anche un cartone animato “Tiffany e i tre briganti”, il cui DVD è allegato ad una delle edizioni pubblicate. Non avendolo però visto, non posso giudicarne la qualità.

(Età consigliata: dai 4 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: I tre briganti

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