“A che pensi?” di Laurent Moreau, Orecchio Acerbo

Fresco fresco di libreria, “A che pensi?” di Laurent Moreau è un incantevole ed originale albo, variopinto e poetico, che regala una forma ai grandi e piccoli pensieri che frullano costantemente nella mente delle persone.

Alzi la mano chi fra voi non ha provato almeno una volta a non pensare a nulla.
Niente da fare eh? C’è sempre un’immagine, un’emozione che si infiltra tra le nostre meningi riempendoci la testa, a volte in modo silenzioso, altre più rumorosamente. Sia che si rimugini sui compiti da svolgere, sia che si vada in giro col naso all’insù persi in chissà quale castello in aria, la nostra mente è sempre piuttosto popolata.
La nostra come quella degli altri. E cosa penseranno mai tutti quelli che ci circondano?

Laurent Moreau, giovane illustratore francese di talento, riesce con una ricca narrazione per immagini a spalancare finestre – simboliche e di fatto – su ciò che circola nella testa di diciannove personaggi, di diverse età, sesso e tipologia.

La costruzione dell’albo è semplice e chiara ma intelligente: nella pagina di sinistra il testo –brevissimo – in nero su sfondo bianco, nella pagina di destra la persona, disegnata dall’alto busto in su, di faccia o di profilo. Una grande finestra quadrata si apre su ciascun volto mostrando all’interno della stessa sagoma le immagini rappresentative dei pensieri.
E così abbiamo Massimo (colgo qui un omaggio a Sendak…) che si inventa un’avventura, troviamo Elena e il suo bisogno di solitudine, Lorenzo che aspetta l’estate, Maria che è gelosa, Anna che è triste. Amir ancora perso nel suo sogno (e a me sovviene Alice nel paese delle meraviglie…), Rosa e Antonio che si stanno innamorando, perfino un gatto che pensa al suo padrone….
Emozioni, piccoli frulli di fantasia, desideri, sensazioni, nostalgie, preoccupazioni.
Tutti, oltre ad essere immersi nella realtà fisica, sono costantemente dentro la loro vita interiore.
Tutti siamo fuori e dentro, presenti e assenti, esteriormente in una maniera, interiormente in un’altra.

Il libro spinge il lettore, adulto o bambino che sia, a riflettere su ciò che appare e ciò che può essere.
Spiega, con l’immediatezza e la chiarezza che possono venire solo dalle immagini e non dalle parole, che dentro ciascuno ci può essere un mondo e stimola ad andare incontro agli altri non tanto per ciò che suggerisce l’aspetto ma per la curiosità e l’attenzione verso i tanti universi interiori.
Aiuta inoltre a “pensare a ciò che pensiamo”, a soffermarci per capire quello che ci frulla dentro e a provare ad esprimerlo, dicendolo, scrivendolo, disegnandolo. Un libro che va contro la fretta del fare per insegnare una nuova quiete del sentire, del conoscersi e spronare in tal modo anche la fantasia e la creatività.

Allo stimolo dell’immaginazione contribuiscono anche le belle combinazioni di figure e i modi che l’autore trova per esprimere i pensieri dei suoi personaggi, invenzioni che spesso riescono a suscitare anche nel lettore le stesse sensazioni.
Ad esempio l’intrigo di serpenti per la gelosia, o la donna che guarda il mare con occhi sognanti per il bisogno di solitudine, un volo di farfalla tra le note per chi si canta una musichetta in testa, una corsa in bicicletta tra la natura per la felicità, una pozza d’acqua che inghiotte per la tristezza, e tante altre delicate, calzanti e poetiche.

Dopo la carrellata di persone e pensieri, nell’ultimo risguardo di copertina, una sorpresa: i tanti personaggi non sono scelti a caso ma sono tutti collegati tra di loro.
In una pittoresca piazzetta di paese li ritroviamo tutti e le connessioni vengono disvelate o, meglio ancora, possono essere immaginate. Tra chi siede ad un tavolo di bar, chi passeggia e chi guarda dalla finestre possiamo sbizzarrire la nostra fantasia ad inventare storie che si intersecano tra loro e creano rimandi e legami con le figure delle pagine precedenti, da ricercare e ritrovare.
Un libro quindi che non si esaurisce, che diventa gioco e terreno fertile per l’immaginazione.

Le illustrazioni sono coloratissime; figure vivaci e decise, nelle quali prevalgono toni pieni, soprattutto rossi, azzurri, gialli ocra.
Un tratto netto ma morbido, che dà l’idea di una grossa pennellata, dà vita a disegni un po’ naif, popolati da uccelli e piante ma mai sovrabbondanti, anzi sempre compatti e misurati, che trovano il loro delizioso trionfo nella scena finale, da guardare e riguardare.

(età consigliata: dai 5 anni)

Se il libro ti piace, compralo qui: A che pensi?

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4 pensieri su ““A che pensi?” di Laurent Moreau, Orecchio Acerbo

  1. Recensione veramente molto utile!
    Complimenti per il blog, l’ho scoperto da poco ricercando proprio questo libro su un motore di ricerca. Bello, sia dal punto di vista dei contenuti che della grafica, ed efficace!

  2. Pingback: “Dopo” di Laurent Moreau, Orecchio Acerbo | Libri e Marmellata

  3. Pingback: A Natale regaliamo un libro! I consigli di Libri e Marmellata | Libri e Marmellata

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