“Ti mangio!” di John Fardell, Il Castoro

Dovreste provare, come ho fatto io, a leggere “Ti mangio!” di John Fardell ad una decina di bambini e bambine, di età compresa fra i quattro e sette anni, sottratti per una quindicina di minuti alle loro corse scalmanate, alle lotte e ai calci al pallone.
Li vedreste dapprima un po’ distratti, con la mente ancora ai giochi tumultuosi, ma, più o meno alla seconda pagina, notereste il primo guizzo di divertito stupore nei loro occhi.

Vi accorgereste che rapidamente i loro corpi si fanno più vicini, i volti, ora attenti, protesi verso l’albo, lo sguardo intento a cogliere ogni particolare delle illustrazioni. E, improvvisamente, sentireste risuonare le loro risate, i loro “Noooo!!! Ohhhh!!!” e tutte le varie interazioni, sempre più concitate, di meraviglia e di gioia. Fino a quando, l’ultima pagina della storia non strapperà loro, praticamente all’unisono, un convinto: “Ancora! Ancora! Leggiamola ancora!”.

Già, perchè si tratta di un libro che letteralmente rapisce. Divertimento puro. Uno spasso che coinvolge anche il bambino più riluttante all’ascolto delle storie.
Partiamo dagli ingredienti: sono irresistibili. Mettete due ragazzini pieni di risorse e di inventiva, una gamma più esilarante che spaventosa di mostri, un colpo di scena ad ogni voltar di pagina e avrete ottenuto un racconto destinato al successo sicuro con i piccoli lettori.
Senza dimenticare poi l’effetto comico dei nomi attribuiti ai vari esseri spaventosi, il testo rapido ma incisivo, essenziale e senza alcun fronzolo, che lascia parlare maggiormente le grandi ed equilibratamente dettagliate illustrazioni. Le immagini traggono dal fumetto il netto e vivace senso del movimento, la forza espressiva e la potenza narrativa, che rende chiaramente il susseguirsi degli eventi.
Con il risultato di rendere il libro sfogliabile quasi come un “wordless book” tanto chiare ed asaustive sono le figure.

Leo e la sorella Sara sono a spasso per i boschi, l’uno sullo skateboard e l’altra su una, apparentemente, banale bicicletta rossa.
Quando d’improvviso, come se fosse la cosa più normale del mondo, il ragazzino viene mangiato tutto intero da un tondo e grasso mostro arancione. Un Inghiottone dei boschi, ci spiega la voce narrante.
La bambina, probabilmente avvezza a tale fauna boschiva, si lancia con energia al salvataggio del fratello. Rapida sulla sua bi-ruote, ha quasi raggiunto il nemico quando un inaspettato Grammete alato, un mostro dalle sembianze di un enorme pellicano nero, piomba sull’Acchiappone divorandolo in un baleno.
Sara non batte ciglio: apporta un paio di modifiche alla sua bici per renderla in grado di navigare ed insegue l’essere alato fin sopra al suo nido.
Ma all’ultimo istante, dal mare, spunta un altro mostro: si tratta stavolta di un Acchiappone marino, una specie di pesciolone minaccioso, che fa un sol boccone dell’uccellaccio e torna ad inabissarsi tra le onde.
La ragazzina, dopo aver trasformato in un battibaleno il suo mezzo di trasporto in un trabiccolo capace di andare sott’acqua, cerca di raggiungere il nuovo avversario.
Purtroppo anche stavolta nulla da fare: il terzo mostro si fa inghiottire da un essere ancora più grosso, e questo da un quinto, di dimensioni emormi.
Per fortuna l’ultimo, lo Zompone dai denti a sciabola, riesce a non farsi mangiare da nessuno, così che Sara può raggiungerlo, penetrare nella sua pancia, e da questa, via via, in quelle dei vari mostri divorati, fino a raggiungere, nell’ultimo ventre, il fratello che, leggendo tranquillamente un libro, la sta aspettando.
Con un’ultima intelligente trovata i due bambini riescono a liberarsi dalle viscere dei mostri che, con un enorme rutto, verranno tutti espulsi fuori dai vari stomaci . E sarà stavolta Leo a dover salvare la sorella dai famelici intenti dei cinque esseri, dimostrando di essere fatto anche lui di una pasta piuttosto minacciosa.
I due fratelli tornano infine serenamente a casa, a bordo dell’ incredibile bicicletta trasformata, questa volta, in mezzo alato.

Un albo che è godimento dalla prima all’ultima pagina. Oltre a lasciarsi allietare dalla divertententissima storia, costruita con sapienza e ottima conoscenza dei “tempi scenici” e dell’uso della suspance, i lettori, grandi e piccoli, non potranno fare a meno di perdersi nelle dirompenti illustrazioni.
L’autore è una firma del fumetto e la sua maestria è perfettamente rivelata in questo lavoro.
I disegni, come nella maggior parte dei fumetti, sono perfettamente definiti e ciò che colpisce, oltre alla ricchezza non sovrabbondante di particolari – ciscuno con la sua ragion d’essere – è indubbiamente il perfetto senso del movimento. Sfogliare l’albo è quasi guardare un cartone animato, la storia corre sotto gli occhi in maniera fluida e naturale.


Tavole molto belle, dentro le quali perdersi un po’. Come quella grande, a doppia pagina, dove si vede Sara penetrare dentro il ventre dei vari mostri, e l’ultima, sempre occupante due facciate contigue, che si apre su un vasto panorama dai colori tenui e rilassanti, nel quale divertirsi a trovare i vari mostriciattoli nascosti o ammirare il meraviglioso mezzo volante dei due protagonisti.
Un racconto reso al novanta per cento dalle immagini, che offrono storie nelle storie, come ad esempio tutte le geniali trasformazioni della bicicletta della bambina.

Anche il posizionamento del testo nella costruzione della pagina attinge al fumetto e si mette al servizio delle figure ora collocandosi classicamente in cima o in fondo al foglio, ora sovrapponendosi ai disegni e acquisendo andamenti più mossi.

Un libro col quale – mi sento abbastanza confidente di sbilanciarmi – si può andare piuttosto a colpo sicuro e che consiglio di non far mancare nelle librerie dei nostri bambini.

(età consigliata: dai 4 anni)

Se ti piace questo libro, compralo qui: Ti mangio!

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9 pensieri su ““Ti mangio!” di John Fardell, Il Castoro

  1. questo libro è fantastico! l’ho comprato dopo aver letto la tua recensione e mio figlio se ne è innamorato! lo abbiamo già letto almeno 10 volte ed è arrivato solo ieri. Grazie!

  2. Bellissimo! I miei nipotini( di tre anni e di un anno e mezzo) se lo fanno leggere in continuazione e ridono da matti, perchè è troppo divertente, sia per i grandi che per i piccoli! Esistoni altri libri di John Fardell tradotti in italiano? Li leggerei volentieri.

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  5. Divertentissimo! Sono una lettrice volontaria NpL e quando c’è qualche bimbo meno abituato all’ascolto… tiro fuori “Ti mangio!”. Insieme a “Chi me l’ha fatta in testa?” è uno di quei libri che non fallisce mai un colpo.

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