“Gli incubi di Hazel” di Leander Deeny, Newton Compton

Atmosfere gotiche, situazioni paradossali e trovate inquietanti, accanto a passaggi esilaranti, scene spassose e, dietro le righe, un messaggio coraggioso e profondo.
Tutto questo è racchiuso ne “Gli incubi di Hazel”, romanzo d’esordio di Leander Deeny che ha avuto un grande successo internazionale.
Edito in Italia dalla Newton Compton, è un libro per ragazzi decisamente originale, con trama avvincente e ritmo sostenuto, che si offre per una godibile lettura ricca di suspance.
Un’opera di fantasia – di certo fervida – che non rinuncia ad un piano d’interpretazione complesso, celando dietro una vicenda surreale dai tratti “neri”, echi di drammi familiari e riflessioni sulla natura umana.

Hazel è una bambina di dieci anni, con qualche insicurezza e difficoltà a stringere amicizia con i coetanei. Quando i genitori decidono di partire per una vacanza di tre settimane in Egitto, viene affidata alla cure della sorella della madre, la zia Eugenia.
A nulla valgono le proteste della ragazzina, giustificate dal fatto che Eugenia è una donna alquanto arcigna e bizzarra. Vedova del barone Sir Podbury Pequierde, morto divorato dalle tigri nella gabbia dello zoo di Londra, la donna vive con l’unico figlio, lo strano e silenzioso Isambard, nel vecchio maniero di famiglia. La residenza però, dopo la tragica morte del padrone, è stata lasciata decadere miseramente e a nulla valgono le faticose cure dei tre anziani domestici rimasti.
Lady Eugenia, presa da quella che potremmo definire una cupa forma depressiva, è sciatta e svogliata e pare non curarsi mai di ciò che la circonda. E come se non bastasse, si comporta con tutti in maniera crudele e tirannica, non facendosi mai scappare l’occasione di insultare, offendere e punire.
Nemmeno Hazel sfugge alle angherie della zia che, con lei, è ancora più sgradevole e cattiva.
Il cugino mostra invece un timido interesse per la ragazzina invitandola ad accudire insieme a lui dei terrificanti animali: un cane con la testa di legno, dei maiali siamesi uniti dalla zampa e delle oche fumatrici.
Per Hazel la vacanza pare incarnare un vero e proprio incubo, fin quando, dopo svariati episodi insopportabili, una notte decide di fuggire.
La fuga disperata la porta fino al bosco della tenuta dove incontra tre personaggi inquietanti e terrificanti: Geoff il gorillopardo (un gorilla con la testa di leopardo), Francis lo struzzorana (uno struzzo con la testa di rospo) e Noel il pitospino (un pitone con la testa di porcospino). Dopo un inziale spavento, la ragazzina scopre che i tre mostri sono meno terribili di ciò che sembra: sanno parlare, si mostrano abbastanza cortesi e, soprattutto, hanno una missione molto interessante. Il loro compito è spaventare, spacciandosi per incubi, la zia Eugenia per tormentarla e rovinarle il sonno. Ed Hazel, assetata di vendetta, si offre disponibile a partecipare al loro lavoro.
Inizia così un susseguirsi di pagine gustose, ricche di divertenti dialoghi e situazioni strampalate e comico-grottesche che precipitano velocemente verso il dramma. Un terribile segreto viene portato alla luce, i ruoli di buono e cattivo si mescolano, il passato torna con il suo carico di dolore e tutti sono chiamati a scegliere da quale parte stare.
Perchè, come ci dice anche l’autore, questa è una storia fatta tutta da cattivi. Ma ogni cattivo ha una buona giustificazione per le sue azioni. E allora esiste o non esiste il male? Nessuno risponderà a questa domanda, sarà il lettore a sviluppare, sulla traccia, le sue riflessioni in merito.

Il romanzo, a differenza di molti altri dedicati ad un pubblico giovane, non presenta personaggi “bianco e nero”, soltanto buoni o soltanto cattivi, ma, al contrario, fornisce uno spaccato, in alcuni punti perfino forte e doloroso, sulla complessità dell’essere umano. Spunti non banali, che posso svilupparsi su diverse ramificazioni e che ci parlano di relazioni familiari, di difficoltà di comunicazione, di drammi domestici. Ci raccontano di come dolore e sensi di colpa possono cambiare la natura di una persona, di come è facile non comprendere a fondo chi ci sta intorno, di come le ferite non rimarginate possono generare vere e proprie tragedie.
Le ultime pagine de “Gli incubi di hazel” sono sicuramente dense e ricche di pathos, ma l’autore vuole terminare il suo racconto con una nota di speranza:”Non è facile fare amicizia. Anche se coloro con cui cerchi di fare amicizia non sono struzzirana o gorillopardi o pitospini, o assassini o pazzi. La gente è complicata, sola, arrabbiata o ansiosa: è così e basta. Ma devi provarci lo stesso. Per quanto la gente ti possa spaventare, devi decisamente cercare di conoscerla”.
Un invito al coraggio delle relazioni che vale sicuramente la pena passare ai nostri ragazzi.

Al di là dei messaggi, il libro è certamente “da immersione”.
Lo stile di Deeny è piacevole e scorrevole, e la lettura risulta accattivante e spassosa.
I personaggi ottimamente costruiti e delineati, accompagnano il lettore all’interno delle ben rese atmosfere della storia.
Chi ama i racconti con un misurato sapore horror, gli scenari cupi, le storie di mostri, vecchie dimore cadenti e piovose campagne inglesi non potrà lasciarselo sfuggire.

(età consigliata: dai 10 anni)

Annunci

3 pensieri su ““Gli incubi di Hazel” di Leander Deeny, Newton Compton

  1. Pingback: Tutti i mostri, le streghe, i vampiri e gli zombie di Libri e Marmellata! | Libri e Marmellata

  2. Pingback: L’estate: una stagione per leggere. | La testa ben fatta

  3. Pingback: Libri dell'estate | gennariello

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...