“Il Bambino sottovuoto” di Christine Nöstlinger, Salani

Non è facile scrivere qualcosa di adeguato per raccontare un romanzo che è un capolavoro della letteratura per ragazzi, un piccolo gioiello assolutamente imperdibile se si desidera una lettura fresca, intelligente, divertente e con un importante messaggio.

Dalla penna di Christine Nostlinger, vincitrice nel 1984 del prestigioso premio internazionale H. C. Andersen, una storia indimenticabile dal delizioso sapore antipedagogico ed antieducativo che è anche una riflessione, tutta dalla parte dei piccoli, delle pecche del rapporto adulti-bambini.

Alzi la mano chi non desidererebbe il bambino perfetto! Educato, rispettoso, sempre adeguato alle situazioni, studioso e responsabile, mai fuori dalle righe. Bhe, prima di rispondere vi consiglio di leggere questo romanzo…

Berta Bartolotti è un’eccentrica signora che vive da sola dopo che il marito se n’è andato – dice lei – a casa del diavolo. Per nulla affranta, la signora Bartolotti è ben lontana dall’essere una donnina pacata e posata. E’ invece energica e per nulla amante di regole e convenzioni. Ben poco dedita alle faccende casalinghe, vive intrecciando tappeti che poi vende, fa un uso spropositato di trucco, veste solo con abiti colorati e non convenzionali ed è una grande appassionata delle vendite per corrispondenza. E, soprattutto, non sa nulla di bambini.
Figurate quindi la sorpresa quando si vede recapitare, un giorno, un grosso pacco che non ricorda di avere ordinato e che contiene un enorme barattolo di vetro. Aperto il contenitore ne salta fuori una specie di nano, tutto grinze e rughe, piuttosto orripilante. Seguendo però pedissequamente le istruzioni allegate, e una volta versata in testa allo strano essere l’apposita soluzione nutritiva, questi si trasforma in un meraviglioso bambino di sette anni! Marius, questo il nome, è esattamente il ragazzino che ogni genitore vorrebbe perchè in tal modo è stato creato e programmato presso la Fabbrica, l’azienda che fornisce su commissione figli perfetti a chi li richiede.
Marius parla solo in maniera corretta e non dice mai parolacce, gioca nel suo angolino senza disturbare, è impeccabile a tavola, non contesta mai le decisioni degli adulti e si dimostra ben presto il primo della classe.
La signora Bartolotti, pur affezionandosi immediatamente a lui, è invece molto polemica nei confronti di tale perfezione e, con i suoi orari sballati, il cibo non sempre adeguato, i vestiti curiosi e le abitudini insolite, crea un divertentissimo contrasto dove è il genitore, e non il bambino, quello fuori dagli schemi.
Ma nonostante la diversità, il rapporto tra Marius e la mamma adottiva è ottimo. Non soltanto: il bambino stringe anche amicizia con la ragazzina del piano di sotto, la simpatica e risoluta Kitti, che difende con coraggio e tenacia l’amico da tutte le angherie e le prese in giro dei compagni di classe. Il povero Marius, infatti, con la sua tendenza ad eccellere, a non dire mai bugie, a rispettare sempre gli ordini ricevuti, diventa subito lo zimbello della scuola, insultato e vituperato da tutti i bambini.
Il peggio però viene quando la signora Bartolotti riceve una raccomandata: la Fabbrica si è accorta che c’è stato un errore con il recapito del “prodotto” e lo rivuole indietro. Cosa inventare per sfuggire ai grigi uomini dell’azienda per nulla inclini a credere che Marius sia scappato? C’è solo una via: se il bambino desiderato è quello perfetto basterà far allontanare il più possibile il piccolo protagonista dalla perfezione! E’ Kitti ad assumersi l’incarico di una gustosissima educazione “al contrario” per rendere Marius un “prodotto” non più tanto ambito dai legittimi proprietari.

Il romanzo della Nostlinger cela, dietro la piacevolezza, la godibilità e l’estremo divertimento della lettura, un’intelligente critica verso la tendenza dei grandi ad adultizzare i bambini. Ci si aspetta spesso che i piccoli non incarnino i comportamenti tipici dell’infanzia (la vivacità,la spontaneità, la voglia di sperimentare, l’insofferenza per le regole e le costrizioni, il desiderio di movimento, di ribellione…) bensì che scimmiottino i modi adeguati e posati degli adulti. Non si rispetta quindi la natura della fanciullezza, tarpando le ali anche alla fantasia.
Marius rappresenta il bambino-robot, il bambino senza difetti; un vanto per i grandi che non riconoscono in lui unicità e personalità, ma soltanto i valori corrispondenti alla loro idea di “bravo ragazzino”. Un bambino che quindi non esiste, non viene visto. Per fortuna la signora Bartolotti, nella sua eccentricità e anticonvenzionalità, riesce a non cadere negli schemi e ad amare Marius non perchè ubbidiente ed educato, ma semplicemente per il suo essere sè, non importa se buono o discolo.

Una storia intensamente liberatoria, un soffio di giocosa leggerezza a spazzare via tutto ciò che di pesante si vorrebbe gettare sull’infanzia.

Lo stile di Christine Nostlinger è veloce e spassoso, brillante e coinvolgente e permette al libro d’essere letto d’un fiato. Perfetto per la lettura autonoma a partire dalla quarta elementare ma, ancora meglio, adatto alla lettura condivisa genitore-figlio, per trascorrere insieme qualche ora di divertimento e per riflettere un po’ sul diritto alla libertà di essere bambini.

(età consigliata: da 8 anni)

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5 pensieri su ““Il Bambino sottovuoto” di Christine Nöstlinger, Salani

  1. Libro stupendo e come da recensione consiglio la lettura con il genitore. Si condividono insieme risate e interessanti riflessioni. Mio figlio dieci anni appena compiuti lo ha talmente apprezzato che ne é rimasto invischiato e lo ha riletto per tre volte nel giro di pochi giorni. É un buon lettore. Suo commento. Libro numero uno per risate e contenuti, ha sorpassato la Magica Medicina di Dahl.

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