“Ranocchio è un…ranocchio” di Max Velthuijis, Bohem Press

Ranocchio è un simpatico e tenero piccolo amico, generoso e candido, che si muove in un mondo naturale popolato da diversi animali, che provano le stesse emozioni e sentimenti degli esseri umani.
Il papà letterario di Ranocchio è l’illustratore Max Velthuijis, originario dei Paesi Bassi ma noto in tutto il mondo; vincitore, nel 2004, del prestigioso premio internazionale H.C. Andersen (considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia) nella categoria dell’illustrazione.
Ranocchio anima diversi libri dell’autore, con la sua spontaneità e l’inseparabile calzoncino a strisce orizzontali bianche e rosse.

In “Ranocchio è un…ranocchio” il nostro protagonista è alle prese con il serio problema dell’accettazione della propra identità e di conseguenza dei propri limiti. Ma non si tratta di una rassegnazione, bensì di una presa di coscienza gioiosa, anche se, come tutte le prese di coscienze, passa attraverso lo sconforto e il dubbio sul proprio valore. Sembrerebbe un tema terribilmente serio, ma Velthuijs, attraverso i buffi occhi sporgenti di Ranocchio, lo affronta con una sensibilità del tutto vicina all’animo bambino. Con il risultato di un albo delicato ma divertente, immediato ma profondo.

Ranocchio, specchiandosi nello stagno, pare davvero soddisfatto di sè: si trova bello e loda con gioia le sue abilità da nuotatore e saltatore. Ma non ha fatto i conti con Anatra. L’amica infatti gli fa notare che lei è in grado di volare. Un tuffo al cuore per il piccolo ranocchio! Possibile che lui non sappia volare? Tanto si ingegna che riesce a costruire delle ali con un vecchio lenzuolo e dello spago e, per qualche istante, pare davvero capace di volare…..Ma la soddisfazione dura poco: le ali a confronto col vento si strappano e il piccolo protagonista precipita giù. Interviene allora il saggio Ratto, che cerca di spiegare all’amico che i ranocchi non possono volare. Ranocchio non è convinto e se ne va in giro a interrogare altri animali scoprendo che ciascuno di loro ha una capacità: Porcello, ad esempio, sa cucinare e Lepre sa leggere. Anche lui prova allora a cimentarsi con le abilità degli amici uscendone però sempre sconfitto. E’ Lepre, infine, a consolarlo quando, abbattuto, si lamenta di non valere nulla. Gli spiega che nemmeno lui sa nuotare e saltare coma un ranocchio perchè è una lepre. E lui è un ranocchio, non altro, e come tale è amato ed apprezzato da tutti gli animali della comunità. Finalmente rinfrancato Ranocchio torna a specchiarsi nello stagno soddisfatto di se stesso e del suo costume a strisce.

Una storia lineare, dall’apparenza semplice, che viene facilmente recepita dai piccoli lettori. Ogni bimbo ha nel proprio bagagli l’esperienza di non riuscire in qualche abilità come l’amichetto del cuore, o come il compagno di banco o di squadra. Tutti (anche noi adulti!) a volte hanno desiderato essere come qualcun altro, credendo che le proprie capacità fossero di minor conto o meno interessanti. Non si tratta di invidia ma di ricerca della propria identità, di accettazione di un se’ che, come tale, passa anche attraverso il limite. Non è un messaggio passivo o diseducativo: ognuno nella vita è chiamato a cercare di superare una propria barriera, fisica o emotiva che sia, ma ogni successo in tal senso passa attraverso il riconoscimento di ciò che si è e, sopratttutto, attraverso l’amore per la propria persona.
Un libro quindi, questo di Velthuijis, che celebra la fiducia in se stessi, insegna ad amarsi anche nelle proprie debolezze. E lo fa senza salire in cattedra, senza atteggiamenti boriosamente educativi: Ranocchio sbaglia e impara come ogni bambini, è fresco ed ingenuo, spontaneo ed immediato.

La costruzione dell’albo è classica. Il formato è grande con la bella copertina cartonata; le immagini occupano circa la metà o tre quarti di ogni pagina e rimangono comprese in una cornice ben definita, il testo è riportato in basso. Ottima la qualità della carta che invita quasi ad accarezzare i fogli.

Le illustrazioni sembrano piccoli dipinti, quadretti colorati con zone piene e altre sfumate, lievi ma allo stesso tempo ben rappresentative delle fasi della storia. Le figure semplici attirano la simpatia di grandi e piccini, gli sfondi naturali rendono le immagini rilassanti e pacate, piacevolessime da osservare.

In Italia le avventure di Ranocchio sono edite da Bohem Press

(età consigliata: dai 4 anni)

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