“Mamme e Mostri” di Giusi Quarenghi e Chiara Carrer, Giunti Kids

Qual è il miglior modo per sconfiggere le paure? Di sicuro affrontarle, guardarle dritte dritte nei loro occhiacchi minacciosi per scoprire che……infondo non sono così terribili come sembrano!

In questo bell’albo edito da Giunti, la coppia di gran pregio Quarenghi-Carrer – l’una con la poesia del testo, l’altra con l’originale e giocosa espressività delle illustrazioni – raccontano tanto ai piccini intorno al tema, sempre attuale, delle paura.

Un personaggio bambino, solo nel suo lettino, non riesce a prendere sonno. Sarà colpa del vento che soffia fuori? O della sete, del troppo caldo? O se fosse invece il troppo freddo, la fame, la pipì che scappa e non si può trattenere? Forse è necessario il bacio della mamma che, pronta, accorre a tranquillizzare il figlioletto. E oltre alla mano stretta, alla coperta, alla luce accesa, la mamma offre al piccolo la condivisione di un segreto. Anche lei da bambina aveva paura di un mostro, e non riusciva a dormire serena. Ma una sera decise di guardare il brutto mostro in faccia e di dirgli tutto ciò che pensava di lui! E non erano certo pensieri carini….Forse quel mostruoso essere si divertiva a spaventare gli altri per timore di restare solo con se stesso? Via via che il mostro veniva messo di fronte alla sua immagine e alla sua bruttezza, diventava sempre più piccolo, sempre più insignificante. Fino a sparire del tutto! Senza tornare mai più! Finalmente confortato dal racconto e dai baci della mamma, anche il piccolo protagonista può abbandonarsi al sonno.

In poche e brillanti tavole, accompagnate da un testo semplice, diretto ma dolce e poetico, Giusi Quarenghi e Chiara Carrer riescono ad offrire tanti spunti di riflessione ed un prezioso conforto.

Per i bambini è sempre tranquillizzante sapere che non sono i soli a provare gli stati d’animo negativi; e lo è ancora di più quando a condividerli sono gli stessi genitori. Sapere quindi che anche mamma e papà, da bambini, hanno avuto paura del buio, o dei mostri, o di essere rapiti, aiuta di certo a ridimensionare i timori e a sentirli meno minacciosi.

La mamma-bambina che sfida il mostro, inoltre, insegna che le paure vanno affrontate. Che un mostro che al buio sembra gigantesco può essere più piccino e indifeso di ciò che si immagina. Che può addirittura sparire se si prova ad osservarlo per quello che è. Il piccolo lettore comprende che è nella sua potenzialità superare i timori quotidiani, che la crescita lo aiuterà ad essere sempre più sicuro ed autonomo. L’autonomia ha però i suoi gradini, e la figura materna, in questo come in altri albi che sono vicini e di conforto ai bambini, è una figura accogliente, positiva, che riconosce e non abbandona.

Ci può essere inoltre anche un’altra chiave di lettura. L’essere mostruoso si può identificare con la figura del prepotente, del bullo, di chi spaventa perché infondo è debole e non riesce a gestire e ad ammettere la propria debolezza. Chi si atteggia a gradasso può essere smascherato se viene messo di fronte alle proprie “bruttezze”, piuttosto che soccombere agli arroganti conviene pensare che probabilmente la loro più grande difficoltà è restare soli con se stessi e con i loro vuoti.

Il personaggio bambino è stilizzato in maniera tale da favorire l’immedesimazione da parte del piccolo lettore. Non presenta cioè quelle caratteristiche fisiche (capelli, pelle o occhi di un determinato colore, etc….) che potrebbero far sì che alcuni bambini si identifichino a dispetto di altri; in tal modo permette con sua essenzialità e semplicità di rispecchiare ogni piccino.

Molto belle le illustrazioni di Chiara Carrer. Il suo tocco assolutamente originale e personale quando disegna curiosi personaggi dai tratti sfumati in matita e carboncino risulta essere allo stesso tempo spontaneo e ricercato, semplice e raffinato. Il colore è usato con parsimonia ma riesce ugualmente a rendere viva ogni pagina. Seppure con i pochi tratti del visto le figure sono espressive. Misurati i particolari ma sempre ben studiati per far sì che illustrazione e il testo si sposino alla perfezione.

(età consigliata: dai 3 anni)

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