“L’indimenticabile estate di Abilene Tucker” di Clare Vanderpool, EDT Giralangolo

“L’indimenticabile estate di Abilene Tucker” è un avventuroso romanzo traboccante di storie. Storie concatenate, legate tra loro tramite molteplici espedienti narrativi. Un libro dalla struttura complessa che in nessun punto perde la sua piacevolezza, costruito con professionalità, senza sbavature, con colpi di scena tutti posizionati al punto giusto, in grado di accompagnare il lettore tra suspance e divertimento, commozione  ed emozione fino alla parola fine.

Siamo nell’estate del 1936, in Kansas, negli anni della Grande Depressione e del proibizionismo. La giovane Abilene è cresciuta con il solo padre Gideon, senza fissa dimora, vivendo di piccoli lavori ed espedienti, viaggi e spostamenti continui. Ma non per questo è infelice: ha uno splendido legame con il genitore che chiama, in maniera complice, per nome. Rimane quindi perplessa e meravigliata quando questi, invece di tenerla con sé come ha sempre fatto, decide di mandarla a trascorrere l’estate a Manifest, cittadina mineraria dove l’uomo ha vissuto da ragazzo.

Abilene sarà ospite di Shady, vecchio amico del padre ed ora divenuto pastore della comunità. Un pastore  piuttosto bizzarro, che pur essendo ex proprietario di saloon e contrabbandiere è un personaggio dal gran cuore, generoso ed affidabile.

La ragazzina è allo stesso tempo incuriosita e spaventata dalla prospettiva della sua vacanza. Ha desiderio di conoscere i luoghi dove il padre è cresciuto, ma allo stesso tempo non comprende i motivi di quel viaggio e teme che Gideon non tornerà a prenderla. Fortunatamente l’amicizia con due vivaci ed intelligenti coetanee e il manifestarsi di un mistero da svelare la distoglieranno velocemente dai pensieri malinconici. Abilene trova infatti, sotto un’asse del pavimento della sua stanza, una scatola contenente delle lettere, una mappa e dei misteriosi oggetti. Sarà tutto questo a guidarla, insieme alle amiche, sulle tracce della storia di Manifest. Una storia che affonda le sue radici negli anni del primo conflitto mondiale, in un periodo che ha visto fervere l’attività mineraria in una città allora popolata quasi esclusivamente da immigrati del vecchio continente, che ha visto partire tanti giovani per la guerra e che ha visto falciare tante vite dall’epidemia di influenza spagnola. Il racconto nel quale la giovane protagonista troverà le sue radici è un racconto di povertà e solidarietà, di avventura e riscatto, ma anche di dolore, perdita e rinuncia. E’ un racconto che la porterà a conoscere meglio tutti gli abitanti di Manifest, a lasciarsi coinvolgere e toccare dalle vicende di simpatici truffaldini come Jinx e di tutte le famiglie che in America andarono per non morire di miseria e vi trovarono invece sfruttamento e salari da fame. A ricordare le vicende per Abilene sarà Miss Sadie, l’indovina della città che custodisce a sua volta un triste segreto. Ma saranno anche le lettere del soldato Ned all’amico Jinx e i vecchi articoli di una vivace giornalista, Hattie Mae, con la sua rubrica peperina, tra pettegolezzi ed elementi di folklore.

Il romanzo è strutturato, quindi, su più piani narrativi temporali resi con diverse modalità: il racconto in prima persona di Abilene, la storia narrata da Miss Sadie, le lettere, gli articoli di giornale. Il tutto è però perfettamente uniformato e il filo della storia resta ben saldo. Anche tra i molteplici personaggi, in fin dei conti, è facile non confondersi, soprattutto perché sono tutti ben tracciati e caratterizzati, anche quelli minori. Indimenticabili, oltre alla protagonista, le figure di Miss Sadie, di Shady, di Mrs. Larkin e di Jinx. Per non parlare dei pochi ma efficienti tratteggi volti a definire il personaggio di Suor Redenta.

Il libro di Clare Vanderpool (che prende spunto proprio dalla storia della sua famiglia, ed in particolare dei nonni e degli zii) ha numerosi pregi: è indubbiamente un’opera di ottima letteratura, ben scritta, originale, realistica ma senza perdere la vena magica del racconto, godibile pur nella sua struttura complessa, avventurosa, costruita in modo da non svelare prima del tempo i colpi di scena e tenere il lettore ben incollato alle pagine. E’ pervasa inoltre di temi di buona solidarietà umana, racconta il valore della collaborazione, la ricchezza della convivenza di diverse etnie, condanna la guerra ed il dolore ad essa associato, esalta il valore dei più deboli e la possibilità di riscatto, celebra l’ingegno umano quando è volto a buon fine ed esorta a guardare oltre le apparenze. Tutte caratteristiche che definirei preziose per un libro destinato alla fascia adolescenziale.

“L’indimenticabile estate di Abile Tucker” ha vinto il Newbery Medal Award 2011 “per l’eccezionale contributo dato alla letteratura per l’infanzia”. E non possiamo che concordare con la giuria.

(età consigliata: dai 13 anni)

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5 pensieri su ““L’indimenticabile estate di Abilene Tucker” di Clare Vanderpool, EDT Giralangolo

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