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Un albo conosciuto, quasi un piccolo classico che porta un tema sempre caldo e difficile da affrontare: la separazione del bambino dal ciuccio.
Ma questo non è un libro che offre una soluzione, che insegna al bambino ad abbandonare l’oggetto amato, non è un libro didascalico o per adulti. E’ un libro perfettamente a misura di bambino che con una piccola protagonista grintosa e di carattere ci racconta che i bambini devono trovare da soli le loro strade e i loro momenti, e che sapendoli rispettare arriva l’ora giusta anche per i distacchi più difficili.

Nina non si separa mai dal suo ciuccio e alla mamma che la sprona ad abbandonarlo ribadisce decisa che non lo lascerà mai. Nemmeno quando sarà grande, nemmeno per andare a spasso, in piscina, al lavoro e – accidenti! – nemmeno quando si sposerà perché il suo ciuccio si abbinerà perfettamente all’ abito bianco. Nel simpatico e vivace dialogo con la mamma, Nina ha il ciuccio in bocca e quindi la sua parlata è un po’ compromessa (“No, no! Il mio ciuccio ftarà sempre con me!” “E quando ti sposerai?” “Ftarà beniffimo con il mio veftito!”).
Ma mentre Nina se ne va a passeggio ecco sbucare un enorme lupo che minaccia di mangiarla. Nina, per niente impaurita, tiene testa al lupo, sempre con il ciuccio in bocca: “Laffiami ftare!” Ma il lupo non capisce e insiste, finchè la bambina spazientita toglie il ciuccio e gliene canta quattro. Il lupo allora si infuria davvero, spalanca la sua boccaccia e…zac! Nina ci infila il suo ciuccio!
E il suo ciuccio è proprio efficace perché il lupo cattivo, col ciuccio in bocca, diventa tenero e mansueto come un agnellino e sparisce nel bosco.
Al suo rientrare a casa la mamma chiede a Nina dove sia il ciuccio e la bimba, con deliziosa noncuranza risponde: “”L’ho regalato a qualcuno che ne aveva veramente bisogno!”.

Un racconto riuscitissimo, divertente, semplice, ma allo stesso tempo spiazzante ed originale. Ironico ma anche dolce, centrato sulla capacità che hanno i bambini di fare le loro scelte con coraggio ed autonomia anche quando gli adulti non se lo aspettano. Un libro che dà piena fiducia ai bambini, che li rispetta sia nel loro momento di ribellione e di bisogno di restare ancora un po’ piccini, sia nel loro processo di maturazione, e nella loro capacità di sorprendere.
Un libro, soprattutto, che piace ai bimbi perché possono immedesimarsi in una protagonista che non subisce le scelte dei grandi ma che  con arguzia, ironia e intelligenza compie le proprie.
Inoltre Nina sconfigge il lupo, grande cattivo di tutte le fiabe, ma insieme lo guarda con tenerezza: il nemico prima diventa poi l’essere bisognoso al quale fare un dono. E questo è un messaggio molto bello da dare ai bambini.
Ed infine una storia che fa ridere e sorridere adulti e piccoli (anche con la simpatica parlata di Nina), perfetta per la lettura condivisa, una storia di quelle che creano buonumore e che di certo i bambini ameranno ascoltare e riascoltare.

Le illustrazioni, infine, sono davvero ottime, a me piacciono tanto! Sono perfettamente espressive, paurose quando devono esserlo, beffarde e divertenti in altri momenti della storia, ironiche….insomma un connubio perfetto con il testo e un piacere da guardare.

(età consigliata: dai 3 anni)

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