“Facciamo che ero Lotti” di Jacqueline Wilson, Salani

Fresco e di piacevole lettura ma con la consueta delicata attenzione che Jacqueline Wilson dedica ai temi della famiglia, soprattutto quella moderna e non convenzionale.
Animato, come altri romanzi della stessa autrice, da una protagonista decenne forte e sicura di sé, determinata ma anche sensibile ed intelligente.

Charlotte, detta Charlie, vive sola con la madre, che l’ha avuto in giovane età. Le due se la cavano bene: Charlie va a scuola e Jo, la mamma, grazie alla sua intraprendenza è riuscita a diventare caporeparto in un grande negozio di elettrodomestici. Charlie a scuola è molto popolare, ha diverse amiche, comprese le classiche due del cuore.
Tutto va alla grande finchè non accadono due eventi a minare la serenità.
Il primo è il cambio della maestra: al posto dell’insegnante andata in maternità ne arriva una che pare non promettere nulla di buono; severa e ostinatamente decisa a farsi rispettare, per prima cosa cambia la disposizione dei banchi piazzando la nostra protagonista accanto al ragazzino più secchione della classe e, come se non bastasse, assegna una noiosa ricerca sull’epoca vittoriana. Ricerca che Charlie decide si affrontare nel suo modo creativo e anticonvenzionale inventandosi il diario di una bambina – Lotti appunto – della sua età ma vissuta cento anni prima e impiegata come tata presso una ricca famiglia.
Il secondo avvenimento è ancora più grave: la madre di Charlie perde il lavoro. Ma le due non si perdono affatto d’animo: Jo si mette subito all’opera trovando posto come addetta alle pulizie alla mattina e come babysitter al pomeriggio e anche Charlie decide di proporsi ai vicini per qualche lavoretto part time…E non tutto il male sembra arrivare per nuocere: tra fatica e levatacce Jo pare aver trovato, nel nuovo menage di vita, anche l’amore. Se non ci fosse la figlia, per nulla desiderosa di ampliare la sua piccola famiglia, a cercare di rovinare tutto…

In una frizzante narrazione in prima persona alternando le pagine di diario di Lotti – ragazzina dell’epoca vittoriana alle prese con padrona di casa, bambini da accudire e mansioni domestiche- e le pagine della vita reale di Charlie , la Wilson ci racconta una piacevole e non scontata storia di crescita, di amicizia, di affetti familiari.
La giovane protagonista si trova ad dover affrontare un passaggio cruciale della sua vita tra difficoltà scolastiche, domestiche e la minaccia di un fidanzato di mamma con figlio piccolo al seguito a minare la sua serenità famigliare. E Charlie sbaglierà, come forse sbaglierebbero tante altre ragazzine sue coetanee, ma avrà la forza e la capacità di rimediare ai suoi errori.

Un romanzo ricco di eventi e piccoli colpi di scena, scritto senza moralismi, con personaggi realistici ed ai quali è facile affezionarsi.
La Wilson ci racconta di ragazzine reali, con sentimenti non idealizzati, nelle quali ogni preadolescente riesce a riconoscersi. Bambine al bivio, figlie spesso di realtà non facili ma con le quali sanno fare i conti a testa alta e con allegria.
Romanzi divertenti da leggere, leggeri ma mai banali e vuoti.

(età consigliata: dai 9 anni)

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