“Extraterrestre alla pari” di Bianca Pitzorno, Einaudi Ragazzi

Bianca Pitzorno ci regala un romanzo che fa riflettere sulle differenze di genere in maniera originale e divertente.
Spesso quando si pensa alla parità dei sessi ci si riferisce all’età adulta, tralasciando le grandi disparità educative alle quali spesso gli stessi genitori, oltre che la società, sottopongono bambini e ragazzi. A partire dagli abiti, dai giochi, dai libri, dai compiti assegnati in casa, dal trattamento scolastico, dalla minore o maggiore indulgenza con cui si giudicano alcuni comportamento, da un diverso grado di permissivismo, ma anche dalle modalità di dispensare affetto e coccole…tutto porta a differenziare i bambini maschi dalle bambine e a seminare già dalla nascita le radicatissime piante della discriminazione e delle diverse opportunità.

Mo viene dal pianeta Daneb e non sa assolutamente a che sesso appartiene.
Sul suo pianeta questa informazione non interessa a nessuno: quando nasce una nuova creatura si guarda se sia sana ma non certo se sia maschio o femmina.
Anche perché lassù i bambini non presentano differenze alcune, è solo verso i 50 anni danebiani (vent’anni terrestri) che le differenze fisiche si palesano e si viene a conoscenza del proprio sesso, che è necessario solo per i futuri accoppiamenti, non certo per scegliere il lavoro, gli interessi, gli amici o i comportamenti da tenere!
Ma quando il giovane (o la giovane?) Mo arriva sulla terra per trascorrervi un periodo di vita (come si fa un po’ da noi quando si va a fare esperienza in altre nazioni) apprende che per la sua famiglia ospite, e per la società terrestre tutta, è di fondamentale importanza sapere è un maschio o una femmina. Nemmeno la stanza e il guardaroba possono essere preparati senza questa informazione! Figuriamoci scegliere la scuola adatta, le compagnie, il ruolo da tenere in famiglia…
Il povero (o la povera?) Mo dovrà barcamenarsi tra le tante soluzioni proposte e messe in atto per risolvere il problema, dovrà accettare e calarsi nella cultura terrestre, pur non capendola, per sentirsi poi sempre troppo stretto (o stretta?) nei vari ruoli scelti per lui (o lei?).
Scoprirà che tutta l’importanza che sulla terra si affibbia al sesso di un individuo altro non è che un modo per limitarne la libertà, per tracciate da subito confini claustrofobici ai quali molti, ma soprattutto molte, si adattano per imposizione e poche hanno la forza e il coraggio di ribellarsi.
Emerge – ahimè ovviamente – dal romanzo una chiara penalizzazione a carico delle ragazze, che sono quelle che più subiscono le differenze di genere e ne portano il peso più grosso.
Anche se non mancano le osservazioni sulle limitazioni che anche i maschi ricevono, soprattutto per quando riguarda la sfera emotiva e la condanna di manifestazioni troppo chiare dei sentimenti teneri.

Un libro importante, che in maniera godibile e divertente, con una prosa piacevolissima e scorrevole, porta all’ordine del giorno temi fondamentali che, pur se a volte nella narrazione risultano estremizzati (almeno per chi ha la fortuna di vivere e provenire da famiglie “illuminate”), sono sempre tristemente attuali.
Sarebbe importante, a parer mio, proporre la lettura di questo romanzo nelle scuole; usare un testo di buona e piacevole lettura per spingere i ragazzi e le ragazze a riflettere e a porsi domande sulle differenze di genere.
Perché purtroppo molto di quello che si legge nel libro è dato per scontato, non si nota, non si vede e contribuisce invece a renderci sempre prigionieri delle stesse catene dalle quali pensiamo di esserci liberati.

(età consigliata: dai 10 anni)

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3 pensieri su ““Extraterrestre alla pari” di Bianca Pitzorno, Einaudi Ragazzi

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