“Sopravvissuta” di Fulvia Degl’Innocenti, Edizioni San Paolo

Una trama avvincente costruita in maniera non banale, con frequenti salti temporali resi in maniera di ricordi, lettere e flashback.
Una narrazione tesa e drammatica, a tratti quasi angosciante. La storia è raccontata in prima persona dalla giovane protagonista, con un’attenzione particolare alle emozioni e ai risvolti psicologici.
Nonostante il tema fantascientifico e apocalittico, “Sopravvissuta” ci narra il dramma della solitudine e dell’alienazione e la forza della vita e della speranza.

Il tema è quello che ha nutrito già diversi filoni di racconti di fantascienza: il virus letale che si insinua nella normalità dei giorni e via via stermina tutta l’umanità.
Sara – la protagonista – è un’adolescente spensierata tra amici, scuola e primi amori. Quando l’epidemia comincia a rivelarsi una grave minaccia, il padre decide di imbarcare tutta la famiglia e prendere il mare sperando così di evitare il contagio. Dopo giorni di navigazione, la ragazza e i familiari subiscono un naufragio e sono costretti ad approdare su una piccola isola il cui paese appare disabitato.
Sembrano quindi al sicuro, soli su un’isola deserta, con cibo in quantità da prelevare dalle case abbandonate e protetti dal virus sterminatore.
Ma purtroppo non è così: eventi drammatici portano in breve tempo Sara a rimane sola. Unica sopravvissuta insieme al suo fedele cane Buck.
La ragazza deve così farsi forte per superare il dolore, rendersi autonoma, reinventarsi la vita e non perdere la speranza che ci sia ancora qualcuno al di là del mare in grado di portarla in salvo. Speranza che affida a fogli spediti in bottiglie di plastica consegnate alle onde, dapprima come semplici messaggi sulla sua esistenza, poi, via via che la solitudine si fa più forte e dolorosa, come sentite lettere ad un’immaginaria amica oltre il mare.

Vibrante come un lungo monologo interiore, il romanzo si snoda attraverso le emozioni di Sara, le sue paure, i suoi desideri, i ricordi, la forza della speranza e il dolore acuto delle delusioni.
La sua crescita, dura e difficile, i cambiamenti del suo corpo e della sua anima, la rabbia e, a tratti, la gioia delle cose semplici, dei piccoli piaceri. Tutto porta il lettore ad immedesimarsi e a reagire emotivamente ai sentimenti della protagonista.

Perchè Sara è sopravvissuta? E c’è davvero ancora vita sulla Terra?
Le risposte a queste domande si troveranno al termine della lettura ma forse non sono così importanti.
Perchè il libro di Fulvia Degl’Innocenti non è un thiller apocalittico e ciò che più rapisce il lettore è la forza dell’introspezione e la buona costruzione del personaggio.
Un romanzo che di certo piacerà agli adolescenti, anche per la scrittura accattivante e piacevole, scorrevole senza essere banale e per l’intelligente costruzione della narrazione che impedisce di chiudere il libro prima della fine.

(età consigliata: dai 12 anni)

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