“Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness (e Siobhan Dowd), illustrazioni di Jim Kay, Mondadori

E’ difficile scrivere di questo libro. E’ talmente intenso, potente e delicato allo stesso tempo, bello e prezioso sia come esperienza di lettura che come oggetto, come volume curatissimo da sfogliare e risfogliare.
Io ne sono rimasta incantata.

“Sette minuti dopo la mezzanotte” è stato scritto da Patrick Ness su un’idea lasciatagli dalla scrittrice Siobhan Dowd prima di morire. Questo lo spiega l’autore stesso nelle prime pagine del libro, di come dalla difficoltà iniziale di un’investitura ad occuparsi di un canovaccio importante e delicato abbia trovato la chiave per la sua resa, di come la storia lo abbia guidato. Patrick Ness si chiede se Siobhan Dowd avrebbe apprezzato il suo lavoro. Io e, credo, gli altri lettori di questo formidabile romanzo non possiamo che ritenere con convinzione di sì.

Già prima di iniziarne la lettura si comprende che il libro ha un valore rilevante: le splendide e impressive illustrazioni in bianco e nero di Jim Kay, potenti e quasi paurose lo impreziosiscono, come anche la qualità della carta, spessa e liscia.

La storia è quella di Conor nella difficoltà estrema di dover fronteggiare la malattia terminale della madre. Il ragazzo, già provato dalla realtà familiare dato che il padre se n’è andato per risposarsi in America, tenta disperatamente di continuare la vita normale, affidandosi alla speranza di una guarigione materna, rifiutando con ostinazione le cure piuttosto glaciali di una nonna atipica e subendo una situazione scolastica faticosa dove oscilla tra la compassione e la commiserazione degli insegnanti e dei compagni e le angherie di un terzetto di bulli.
Di notte Conor fa sempre lo stesso incubo, un incubo terribile, così sconvolgente da non poterne nemmeno parlare. Finchè una sera, precisamente sette minuti dopo la mezzanotte, giunge a lui un mostro.
E’ un mostro particolare, ha le sembianze del grosso tasso della collina ma fattosi enorme, con occhi e bocca spaventosi e rami come braccia potenti. Sembra cattivo ma forse non lo è, forse è venuto per aiutarlo…
Perché il mostro-albero ha camminato fino a lui? E cosa vuole? E’ presto detto: l’albero vuole raccontargli delle storie. Tre per la precisione, e soprattutto vuole che al termine delle tre storie sia Conor a raccontarne una a lui, e la storia deve contenere la verità.

“Le storie sono creature selvagge e indomite, continuò il mostro. Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?”
Le storie del mostro-tasso conducono il ragazzo attraverso un percorso di presa di coscienza della rabbia, del dolore, delle contraddizioni dell’animo umano.
Nel frattempo gli eventi intorno a lui accadono, sempre più difficili da comprendere e da accettare.
E Conor piano piano capisce che l’unica via per superare la sofferenza, l’esclusione e la solitudine alle quali viene condannato dalla sua situazione, è quella di giungere a dire a se stesso la verità.
Perché solo la verità, per quanto difficile e magari indicibile, è la porta per la liberazione, la presa di coscienza e l’accettazione.

“Sette minuti dopo la mezzanotte” è un romanzo a mio parere fondamentale. Ricchissimo di spunti di riflessione, anche per gli adulti, scritto magistralmente, costruito benissimo, piacevole da leggere, toccante fino alle lacrime, pieno di vortici scuri e di luminose e intense rivelazioni.
Un piccolo grande capolavoro.
Non so se esagero presa dalle emozioni che la lettura mi ha suscitato, ma sono certa che pochi lettori, una volta terminato questo libro, potranno dimenticarlo e archiviarlo.

Ed è indubbiamente un libro per tutte le età, sicuramente non adatto ai giovanissimi lettori ma prezioso nell’età dell’adolescenza.

(età consigliata: dai 14 anni)

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5 pensieri su ““Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness (e Siobhan Dowd), illustrazioni di Jim Kay, Mondadori

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  2. Ho letto la recensione e l’età consigliata solo dopo che mia figlia di 9 anni lo aveva iniziato. Le piace molto e vuole continuare a leggerlo da sola. Che fare? Può proseguire da sola o la devo affiancare?
    Grazie.

    • Ciao! Allora il libro è sicuramente un libro “forte” nei contenuti, anche se il tutto è affrontatato con grande maestria e delicatezza. Immagino che se tua figlia lo sta leggendo da sola a nove anni, sia già una “lettrice forte”, cioè una ragazzina che è abituata ad avere a che fara con la lettura e con storia anche complesse. Io non le vieterei di andare avanti, semplicemente mi renderei disponibile per parlare nel caso la vedessi un po’ turbata. Magari leggilo anche tu, in modo da essere pronta se il libro le tirasse fuori qualche ansia o qualche emozione cupa. Fammi sapere!

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